Sinceramente non sapevo che qualcuno avesse studiato la possibilità di misurare il Modulo elastico di un terrigeno mediante prove triassiali: le mie conoscenze si limitavano alle prove triassiali su rocce.

In effetti il metodo di misura proposto nelle note che mi hai mandato, somiglia molto a quello utilizzato per le rocce, il che mi lascia un po’ perplesso viste le diverse caratteristiche di una terra rispetto a quelle di una roccia.

In effetti, leggendo le note, anche l’autore si pone il problema di interpretare i risultati in funzione di granulometria, densità, contenuto d’acqua, ecc.

In ogni caso, pur non volendo assolutamente sostituirmi ad uno studioso, nella prova triassiale su terre mi manca la fase di carico-scarico per poter valutare il Modulo di Elasticità in modo univoco sulle diverse tipologie di terreni analizzabili, il che mi fa pensare che una simile valutazione sia assimilabile ad una ricerca avanzata sul “sesso degli angeli”.

Voglio dire che esistono molti metodi per misurare i parametri di elasitcità di una terra, sia indiretti (prove Cross-Hole) che diretti (Prove pressiometriche) per le quali non hai bisogno di considerare fattori di correzione legati a granulometria, W, ecc, in quanto, con tali prove, esegui una misura su una porzione ben maggiore dell’ammasso (in particolar modo con le prove Cross-Hole) e probabilmente in modo più “diretto”: casomai dovrai poi tu associare i risultati ottenuti ad i diversi fattori che li determinano, che è forse più semplice.

Per queste ed altre considerazioni che tralascio, onde evitare di annoiarti, mi sento di sconsigliarti di utilizzare prove triassiali per valutare i moduli di elasticità di un terrigeno.


Piuttosto, pensavo che, visto che non hai molte informazioni sui terreni interessati dall’opera in progetto, potresti utilizzare il metodo del “vecchio volpone”: prevedi una serie di indagini, comunque ben strutturate in funzione dei terreni che verosimilmente potrai rinvenire, in modo da avere una certa disponibilità economica e, man mano che vai avanti con le indagini, decidi come utilizzare le somme a disposizione.

Magari prevedi un 10% in più di spesa complessiva, alla fine se non dovrai utilizzarle non si lamenterà nessuno, credimi.

Certamente non è un eccellente atteggiamento professionale, ma visto che non hai molte informazioni preliminari, credo sia l’unica soluzione da seguire per poter lavorare con una certa serenità.