scusa Massimo solo adesso ho letto le tue domande.
Cerchero di rispondere sinteticamente:

le pozzolane sono ceneri vulcaniche prevalenti con, a volte, lapilli pomicei e/o scoriacei e/o lapidei. Possono essere di deposizione primaria e secondaria (rimaneggiate e/o dilavate).
Con il termine pozzolana non si considerano gli eventuali prodotti di erosione di altri depositi.
La dimensione delle particelle varia da alcuni micron ad alcuni millimetri e talvolta raggiunge il centimetro (pomici).
Granulometricamente parlando sono considerate sabbie limose o limi sabbiosi, (generalmente) debolmente argillose ma comunque sempre " la frazione fina (d < 0,4 mm) non è minimamente formabile se impastata con acqua (Pellegrino A. 1967)
Mineralogicamente parlando sono costituite da particelle di sostanza vetrosa più o meno soffiata e vacuolare con superficie esterna dal contorno irregolare.
Geotecnicamente parlando sono considerate "incoerenti puri" privi di coesione (se non apparente)
Il tufo rappresenta lo stato litoide di tali materiali contrariamente a quanto si pensava negli anni 50-60 quando la pozzolana, subito sopra la parte litoide, veniva impropriamente chiamata "cappellaccio" considerando con tale termine la parte alterata del tufo.
Circa l'origine di tali materiali, il discorso è alquanto complesso in quanto si sono alternate, ciclicamente negli ultimi 37.000 anni, due "sorgenti di alimentazione", i Campi Flegrei ed il Vesuvio.

La bibliografia disponibile è davvero notevole. Se vuoi avere però un quadro complessivo sulle caratteristiche fisiche-meccaniche ti consiglio un articolo della buon anima del Prof. Ing. Arturo Pellegrino - Proprietà fisico-meccaniche dei terreni vulcanici del napoletano - pubblicato dall'AGI nel 1967 al VII Convegno di Geotecnica tenutosi a Cagliari.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)