Gaio,
Il problema come spiegavo a Geoma ma non so se l’ha capito o se ha pensato che volessi sfotterlo, è che i penetrometri autoancoranti hanno bisogno di un terreno idoneo all’ancoraggio. Il TG63 in particolare, meno il TG73-200 che dispone di eliche intercambiabili e grande coppia sulle stesse.
Per cui se ci si trova su terreno vergine (un prato con relativo suolo) tutto bene, altrimenti abbiamo problemi seri, e tutto dipende dalla fortuna.
Il TG73 e l’autocarro ISMES (sicuramente assai zavorrato di solito 23t) sono costose attrezzature per cui l’utilizzo si giustifica solo facendoli lavorare di continuo e con personale dipendente da una impresa .
Riguardo ai 600 kg/cm2 (ghiaie grossolane di gneiss, serpenitiniti ecc) ti suggerisco di controllare su tabulati reali se vedi spesso resistenze analoghe o superiori. Si tratta di fondo scala! Ti chiederai ma il resto della spinta dove si perde? Lungo le aste! che sopportano gran parte dell'attrito. Più si va in profondità più l'attrito si fa sentire, tanto che si ricorre all'artificio degli anelli allargatori che fanno diminuire l'attrito dopo il loro passaggio.
Naturalmente la mia esperienza è limitata solo al TG63 e poche volte col TG73
Rabdomante:
Generalmente le prove vengono svolte invece dei sondaggi, e il fatto mi ha tratto in inganno.
:p