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Salve, vogliamo aprire un nuovo dibattito sulla portanza dei terreni? Mettiamoci in un caso limite...come capita spesso a noi ingegneri!! Ritorniamo all'esempio della volta scorsa: terreno A (scarso) da 0 ad 1,5 m; terreno B (buono) da 1,5 m ad 8 m. Se decido di disporre la base della mia fondazione proprio ad 1,5 m di profondità, cioè al limite dei due terreni, volendo calcolare la portanza del terreno, userò: i valori di angolo d'attrito e peso specifico di A con profondità 1,5 m oppure i valori di angolo di attrito e peso specifico di B con profondità, a questo punto pari a 0 m? Non è una sottigliezza, ma se calcolo con Terzaghi la capacità portante nel primo caso con profondità 1,5 m ho un valore maggiore rispetto all'utilizzo del terreno buono con profondità 0....Dunque, che senso ha, in questo caso, ricercare il terreno buono? Sembrerebbe, corregetemi, che nel calcolo della portanza con qualsivoglia formula, la profondità di fondazione sia indipendente dal tipo di terreno su cui poggia la fondazione...
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Iscritto: Oct 2000
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Il caso non è limite ma è la norma, solo ni libri si vedono terreni omogenei e guarda caso i parametri sono già belle che confezionati, nella migliore delle ipotesi.
Visto come poni il problema però, da parte mia ti consiglio di acquistare il Bowles, Fondazioni E' un libro di facile ed utile consultazione.
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Iscritto: Sep 2006
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Ciao Massimo di Pasquale, vorrei provare a fare un pò di chiarezza. La formula di Terzaghi, per fondazioni superfciali continue, è qusta:
qlim = 1/2 Gamma B Ngamma + C Nc + qNq
come vedi mella formula si sommano tre termini che sono la somma di contributi della capacità portante di una fomdazione. Il primo contributo (1/2 Gamma B Ngamma) rappresnta la resistenza del terreno sotto il piono di appoggio delle fondazioni e quindi in questa parte della formula dovrai sostituire i parametri del terreno che hai sotto il piano di appoggio delle fondazioni. Il secondo termine (C Nc) è il contributo dovuto principalmente alla coesione C e in parte all'attrito tramite Nc. Il terzo termine (q Nq) è il contributo dovuto al terreno ed agli eventuali sovraccarichi che stanno al di sopra del piano di appoggio delle fondazioni e quindi in questa parte della formula dovrai sustituire i parametri del terreno che hai al di sopra del pino d'appoggio delle fondazioni.
Quindi, come vedi, c'è un contributo che è dovuto al terreno che sta al di sopra del piano di appoggio delle fondazioni e quindi, all'aumentare della profondità del piano di appoggio delle fondazioni, aumenterà il terreno che c'è al di sopra del piano di appoggio delle fondaioni e di conseguenza aumenterà anche la capacità portante.
In ogni caso la formula è notevolmente influenzata dal tipo di terreno, infatti, nei terreni argillosi all'aumentare della profondità aumenta poco la portanza.
Ciao Cloud
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Iscritto: May 2004
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Originariamente inviato da Massimo Di Pasquale: Ritorniamo all'esempio della volta scorsa: terreno A (scarso) da 0 ad 1,5 m; terreno B (buono) da 1,5 m ad 8 m. Se decido di disporre la base della mia fondazione proprio ad 1,5 m di profondità, cioè al limite dei due terreni, volendo calcolare la portanza del terreno, userò: i valori di angolo d'attrito e peso specifico di A con profondità 1,5 m oppure i valori di angolo di attrito e peso specifico di B con profondità, a questo punto pari a 0 m? Non è una sottigliezza, ma se calcolo con Terzaghi la capacità portante nel primo caso con profondità 1,5 m ho un valore maggiore rispetto all'utilizzo del terreno buono con profondità 0....Dunque, che senso ha, in questo caso, ricercare il terreno buono?
In un caso come questo, al di là di ogni riflessione tecnica, io non consiglierei mai la posa della fondazione al limite tra i due livelli geotecnici, ma proporrei un completo incastro nel livello geotecnico buono, ovverosia in questo caso a 2 m. è proprio qui che il buon geotecnico deve dire la sua: suggerire se possibile la soluzione più semplice, più sicura e più economica anche! e il geologo è l'unico (dopo aver avuto precise indicazioni dal progettista su quale sia il progetto iniziale) che può valutare con cognizione di causa quanto sia più opportuno approfondire il piano di posa, piuttosto che allargare la fondazione o cambiare tipologia. Tutto dipende da una corretta ricostruzione del modello geologico e geotecnico, che però richiede adeguate indagini che ahimè, dovrà decidere il progettista. ...ma questa è un'altra storia!!
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