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Nel caso in questione, Cascone, si potrebbe consolidare come sottoconsolidata una argilla in stato di plasticizzazione dovuto a sforzi e deformazioni. E' un po tirata ma forse regge.
Sottoconsolidato è un sedimento in cui il carico sovrapposto non ha avuto modo si agire e il materiale è in corso di deposizione o giù di li, insomma è geologicamente recentissimo.
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è in corso di deposizione o giù di li, insomma è geologicamente recentissimo da quello che scrivi potrei immaginarlo per sabbie vulcaniche di eruzioni recenti (ultimi 100 anni ?) ma per un argilla ho difficoltà ad immaginarne una deposizione "recentissima" tenendo conto le modalità sedimentarie generalmente "generanti" tali sedimenti. Forse un lago che si è prosciugato di recente ? E poi scusate la mia ignoranza in materia, ma se ricordo bene ad un terreno normalconsolidato si dà il valore OCR = σ'p/σ'vo = 1 e per i sovraconsolidati OCR > 1, per i sottoconsolidati il valore è minore di 1 ? ma come è possibile che la σ'(di p) sia minore dalla σ' (di vo) ? Attendo lumi grazie Alessandro
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Quando una argilla è sottoconsolidata, vuol dire che l'argilla non ha ancora reagito (o non ha ancora completamente reagito) al carico che ha attualmente al disopra. Un esempio è questo: immagina di essere in pianura e di avere una argilla a 10 metri di profondità e sopra all'argilla, fino al piano campagna, ci sia un terreno permiabile (ad es. sabbia e/o ghiaia). Adesso supponi che ci sia sempre stata una falda prossima al piano campagna e che a seguito di un emungimento della falda, questa si sia abbassata quasi da raggiungere lo strato argilloso. In questo caso troverai una argilla sottoconsolidata e la troverai fino a quando l'argilla non si sarà consolidata sotto il nuovo peso.
Ciao Cloud
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La situazione descritta da Geocloud è la medesima che caratterizza i depositi alluvionali che costituiscono la Piana di Catania, soprattutto in corrispondenza dell'attuale linea di costa.
Pensa, Alessandro, che campioni prelevati a 90m dal p.c. danno parametri efficaci di 30KPa di coesione e 18° di angolo di attrito.
Piezometri pneumatici installati a -15.00m che registrano pressioni di 6bar, mentre installati a -30.00m hai 1.5bar.
In pratica un sistema molto complesso, a causa del quale, dalle mie parti, molti hanno "pianto"...
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ecco perchè mi piace considerarmi un malato cronico da SdG (sindrome da geoforum): perchè c'è sempre da imparare qualcosa !
Grazie a Massimo, Geocloud, Gaio e ovviamente Geodesi che ha dato il la. e a tutti coloro i quali mi hanno dato la possibilità di conoscere tante leggi del nostro settore grazie ai loro interventi, anche se a volte anche incazzati (6-7 mesi fa non ne conoscevo NESSUNA !!). Grazie alle vostre dritte approfondirò l'argomento..... e anche su questi "piezometri pneumatici", mai sentito parlarne ! Gaio, se mi vuoi sintetizzare qualcosa (da cui partire per ulteriori approfondimenti) te ne sarei grato.
Alessandro Cascone
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Lieto di accontentarti.
I piezometri pneumatici, messi a punto,se non ricordo male, dalla GLOTZL, sono costituiti sostanzialmente da una membrana protetta da una pietra porosa, collegata a due tubi: uno di mandata e l'altro di sfiato.
Ne esistono di due tipi: uno, dotato di punta all'estremità inferiore, si infigge direttamente nel terreno, l'altro si installa come un cella di Casagrande (quest'ultimo si usa quando ne devi installare più di uno nel medesimo foro).
Sostanzialmente la pressione dell'acqua deforma la membrana: misurando la pressione di azoto immessa nel tubo di mandata, che appena raggiunta la pressione che fa ritornare la membrana in posizione "0" sfiata nell'altro tubo, misuri la pressione d'acqua che deforma la membrana e quindi il battente idraulico.
Sono piezometri molto robusti e precisi, che se installati correttamente durano tanto, ma soprattutto hanno tempi di risposta molto brevi, pertanto sono idonei a misurare veloci variazioni delle pressioni neutre.
Credo che gli unici piezometri che hanno tempi di risposta più brevi siano i "butterfly"; infatti li installammo per uno dei tanti studi per il MOSE.
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Purtroppo,non ho nessuna copia dell'articolo del Canadian Geotecnical Journal,a questo punto mi sembra che la soluzione sia una sola, fare una prova di taglio diretto e definire i parametri dell'argilla. Se prendimo però ad esempio 100 campioni avremo 100 valori dioversi di c' e Fi'. Teniamo però presente che se è sovraconsolidata facilmente può giocare brutti scherzi, del resto l'OCR si può controllare con una prova edometrica e con la costruzione geometrica di Casagrande. Saluti
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