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Ciao Simba, ben risentito. Queste sono le mie impressioni sul problema:
SLU: a rigore andrebbe considerata la capacità portante MINIMA tra quella delle fondazioni sul magrone (dell'ordine di MPA sicuramente) e quella del terreno sottostante, una volta ridistribuite le pressioni e considerando la maggiorazione dovuta al deltagamma del magrone rispetto al terreno rimosso. (Quasi)certamente il minimo si ha considerando lo strato di magrone come se fosse una platea. Gli altri problemi mi sembrano piu' legati ad aspetti strutturali (eventuale punzonamento se non spesso, rigidità, lesioni, ecc. ecc.). Non ho bene capito la geometria finale prospettata dell'intervento, si potrebbero ravvisare fenomeni di squeezing tra magrone e ghiaie se rimane uno spessore di limi, secondo la loro consistenza. SLE: quasi sicuramente cedimenti differenziali con massimo sulla colonna di limi. La distribuzione delle sollecitazioni poi seguirebbe una legge multistrato al di sopra delle ghiaie, che in queste condizioni sarebbe molto più penalizzante del solito problema monostrato poichè E(ghiaie) >> E(limi). Ciò potrebbe avere l'effetto di diminuire i cedimenti differenziali. Non so rotazione, mi immaginerei meglio il magrone come lesionato ceh inclinato.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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