Rilleggo le mie parole e mi rendo conto che, come spesso mi accade, scrivo di getto e rischio di essere frainteso, ringrazio per la pacatezza delle risposte, molto piacevole e costruttivo.
L'argomento mi rendio conto sarebbe molto lungo e a mio avviso interessante.
Premetto che è ben lungi dal mio intento fare polemica, voglio esporre le mie osservazioni e esser smentito o approvato per comprendere meglio la realtà della mia professione.
In realtà nel mio piano di studi non era nemmeno contemplata la geologia applicata (la parola frana non si è mai sentita nominare...) figuriamoci le costruzioni o la statica!
Mi chiedo e vi chiedo, quanto, a vostro avviso, si possa far fede sugli esami universitari. Io sono nato come geologo microstrutturale del duttile (rocce metamorfiche, sezioni sottili e tanta petrografia). Se dovessi guardare questo non sarebbe il caso mi occupassi di frane! il fatto, che sapete tutti benissimo, è che ci si fa le ossa sul campo (FONDAMENTALMENTE con una buona base scientifica).
Dal punto di vista morale avete ragione, ci si lamenta che invadono il nostro campo e poi si pretende di invadere quello degli altri.
A mio avviso esistono zone di sovrapposizione che possono coesistere e che dovtrebbero essere indicate dalle normative (alla fine con le norme si finisce comunque che chi può fa e chi sa non può...ma questo è un'altro infinito discorso).
Gli ingegneri, ad esempio, fanno analisi di stabilità delle volte in gallerie in roccia. Questo compete al geologo o all'ingegnere (abilitato a calcoli di statica)? La cosa sarebbe presto risolta se i dati da inserire nell'analisi fossero univoci (dati dal geologo), ma ormai la tecnica si è spinta su indagini agli elementi finiti o distinti che richiedono un modello geologico tarato in divenire e legato sia ai parametri dell'ammasso sia legato alla caratterizzazione delle famiglie di discontinuità.
Ora, dal punto di vista puramente pratico, una volta creato il modello l'ingegnere può schiacciare l'invio del computer e il geologo no?
Poi gli interventi faranno parte del modello stesso.....è a questo punto che lo si passa all'ingegnere?
Credo che la cosa si possa trasferire anche in altri ambiti.
Nella mia esperienza (che voglio dirlo non è immensa), ho visto ingegneri fare il solito calcoletto sul singolo elemento e via....in realtà le interazioni sono molto complesse e vanno viste nel complesso roccia intervento. Allora la soluzione, ironicamente, è quella che uno tiene il mouse e l'altro schiaccia l'enter.
Non voglio far intendere che bisogna affidarsi cecamente al software......anzi.....tutt'altro, bisogna esser geologi per interpretare i risultati e tarare il modello.
Dal lato pratico, quando si propone un problema sarebbe meglio portarlo avnti in modo multidisciplinare, me senza doversi fermare dicendo "scusate ma oltre questa linea non posso muovermi" e allora chiama l'ing., spiegagli tutto, fagli capire che il masso che si muove è quello, ma che la situazione al retro non è definibile ammasso sano....e lui michiede dammi il qs per l'derenza malta roccia, poi decide di usarlo anche 20 metri a sisnistra e vagli a spiegare che lì il qs è diverso...e che inclinazione devono avere le barre rispetto al piano di scivolamneto.....insomma al committente gli viene la barba bianca. Sicuramente è un esempio volutamente esagerato.....ma non pretendo di calcolare solai e ponti, ma ciò che è strettamente correlato con la nostra professione.
Mi rendo conto di cosa dice la legge....ricordo le guerre sulle competenze.....fate voi!
Mi scuso per la confusione....alla fine mi rimetto a lavorare e non ci penso più!
Saluti a tutti e grazie per la pazienza.

"Quando guardo alla storia, sono pessimista. Ma qundo guardo alla preistoria, sono ottimista"
(J.C. Smuts)