Fedeviola, ho usato anch'io l'accoppiata seep/slope, la curve di w% e K il programma le può ricavare in automatico se hai la distribuzione granulometrica del materiale in esame (puoi anche chiedere consigli via mail al servizio support della geoslope, sono eccezionali). Per quanto riguarda il problema della direzione del flusso di filtrazione, seep dovrebbe mostrare, nei primi step, l'avanzamento di un fronte saturo verso il basso (a partire dalla sup. topografica del pendio) ma subito dopo credo che dovrebbe necessariamente mostrare l'instaurarsi di un flusso subparallelo al pendio; del resto la porzione di suolo più superficiale ha sempre una K maggiore che in profondità, quindi c'è da aspettarselo che l'acqua, dopo essersi infiltrata verticalmente inizi a defluire preferenzialmente in direzione parallela al pendio. Cmq molto dipende anche da dove disegnate la "initial water table", dai valori di suzione utilizzata, dalla sequenza di pioggia utilizzata, etc. A dir la verità seep mi sembra che dia dei risultati spesso un pò troppo variabili anche per piccole variazioni dei parametri usati, quindi valutate attentamente l'attendibilità dei risultati (una volta a me indicò un deflusso parallelo al pendio ma con l'acqua che andava da valle verso monte!!!).
Per quanto riguarda la coesione, nico82, ringrazia soprattutto McCoy, io nei precedenti interventi stavo facendo dei gravi errori concettuali. Ora ho passato alcune ore a consultare vari testi e posso dirti con una certa sicurezza che il problema va affrontato in termini di condizioni drenate, quindi utilizzando la c' e ang. attrito effettivo, non la cu e ang. attrito pari a 0. Le condizioni non drenate in effetti si verificano solo quando si creano sovrappressioni neutre che il terreno non riesce a dissipare rapidamente (e cmq sono condizioni transitorie perchè prima o poi le sovrappressioni si dissipano e la fase liquida torna in equilibrio). Per ghiaie e sabbie questo non accade quasi mai, per terreni fini può invece accadere, ma solo in particolari condizioni, come quelle appunto descritte da McCoy (improvvisi carichi dovuti a costruzione di edifici in tempi rapidi, o caduta di masse frananti dall'alto, rapidi scavi artificiali, improvvisi svuotamenti di invasi). In "landslides" di turner e schuster si afferma chiaramente che un pendio in cui le pressioni neutre aumentano a causa di pioggia si avranno per definizione condizioni DRENATE. L'infiltrazione, infatti, avverrà, a prescindere dalla maggiore o minore permeabilità, secondo la capacità d'infiltrazione del suolo. Se l'intensità di pioggia è tale da superare tale capacità, semplicemente si avrà ruscellamento, altrimenti l'acqua s'infiltra tranquillamente, ma credo che sia praticamente impossibile che delle pioggie possanno ingenerare sovrappressioni neutre nel suolo.
Concludendo lo sproloquio, vorrei dire (in primis a me stesso) che troppo spesso facciamo confusione sul significato di condizione drenate e non drenate, almeno quando si parla di analisi di stabilità di pendio. L'espressione "condizioni drenate" non significa affatto che la pressione neutra sia necessariamente pari a zero, indica solo l'assenza di sovrappressione neutre; quindi un pendio può essere parzialmente o anche completamente saturo, con falda in condizioni idrostatiche oppure con falda in regime di filtrazione, con permeabilità alta o bassa: le condizioni saranno sempre drenate purchè non vi siano condizioni al contorno che creano l'instaurarsi di sovrappressioni neutre. Solo in tal caso siamo in condizioni NON DRENATE (Da bromhead - stabilità dei pendii). Il fatto poi che i terreni grossolani siano quasi sempre in condizioni drenate e che quelli fini possono spesso trovarsi temporaneamente in condizioni non drenate non deve mandarci fuori strada.
Scusate il sermone, ma troppo spesso abbiamo fatto confusione su questi concetti.