Gentili colleghi, devo fare un preventivo tecnico-economico per un piccolo intervento edificatorio in adiacenza ad una forra fluviale, strapiombante per una decina di metri.

Si tratta di una semplice tettoia dal carico veramente modesto (il progettista stima 800kg/mq). L'intervento avverrà per demolizione della vecchia struttura e ricostruzione; verrà gettata una platea, ancorata a monte. Da un punto di vista geologico-tecnico i conglomerati quaternari che verranno interessati dalla fondazione hanno mediamente ottime caratteristiche, salvo locali perdite di cementazione.
Dato il budget limitato dell'amministrazione (strano, vero?!) un sondaggio è da escludersi.
Io ho pensato ad eseguire le seguenti indagini "in economia" in situ:
a) alcune verifiche della profondità del livello conglomeratico sul piano di fondazione, tramite penetrometro dinamico o (meglio) carotatrice tipo "hilti" in modo da avere anche qualche campione in mano.
b) indagine visiva della superficie verticale della forra (mi calerò con una corda o con un cestello se lo mettono a disposizione...) eventualmente associata a qualche misura tramite sclerometro (Martello di Schmidt) ammesso che abbia senso

Mi è capitato, in passato, di stimare l'RQD di ammassi rocciosi, per piccoli interventi in cui un carotaggio non sarebbe stato giustificato, tramite il conteggio delle discontinuità visibili in superficie per unita di lunghezza e l'utilizzo di formule di correlazione.

Data la natura del conglomerato in questione, costituito da ciottoli e blocchi arrotondati (decimetrici) in matrice calcarea, non so come comportarmi, per fornire qualche dato quantitativo


Vorrei la vostra dotta opinione al riguardo; ogni parere, consiglio o riferimento bibliografico sarà molto gradito.

Grazie molte e buona giornata a tutti voi,
Davide