|
0 membri (),
1,301
ospiti, e
0
robot. |
|
Chiave:
Admin,
Mod Globale,
Mod
|
|
|
|
Iscritto: Mar 2005
Posts: 43
Member
|
Member
Iscritto: Mar 2005
Posts: 43 |
Davide72, mio malgrado devo correggere il mio primo post, per la fretta mi sono perso un ordine di grandezza nei kg/mq; non sovrastimerei il grado di cementazione dei conglomerati, e ci andrei cauto; dal momento che sei in classe 2 non trascurerei il comportamento di un conglomerato(cgl)cementato appoggiato su roccia quando viene sottoposto a una sollecitazione sismica. per "placcati" intendevo appoggiati su una superficie non orizzontale, ma da quello che hai aggiunto dopo mi pare di capire che la superficie di appoggio di questi cgl è sub-orizzontale, giusto? Se fosse anche solo debolmente inclinata, la considererei come possibile superficie di scivolamento, e quindi farei una verifica di stabilità... saluti
Max Pautasso
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13 |
Ho un pò di dati, e cerco di spiegarmi un pò meglio.
Il conglomerato interessa tutto il volume significativo dell'opera, per cui non ci sono superfici di discontinuità legate alla presenza di un bed-rock.
Da studi precedenti nei dintorni ho trovato questi parametri relativi al conglomerato (cito testuale):
angolo d'attrito 35' coesione residua lungo le fessure 0.3kg/cmq peso specifico 2.2 ton/mc resistenza alla compressione 200-700 kg/mq composizione chimica principale >60% CaCO3
Ho sentito al telefono uno stimato collega responsabile di un laboratorio geotecnico, che ha escluso la possibilità di ottenere dati significativi da eventuali carote di conglomerato. Anche lui suggeriva, come qualcuno di voi, di fare una serie di misure sclerometriche sistematiche e trattare i dati in maniera statistica. (Se il tutto andrà a buon fine mi rivolgerò di nuovo a voi per indicazioni in questo senso).
Grazie mille a tutti voi, se avete qualche altro suggerimento, alla luce dui questi pochi dati, ve ne sarò grato.
Dopo un sopralluogo più attento vi aggiornerò nuovamente.
Buona giornata, D.
|
|
|
|
|
Iscritto: Aug 2002
Posts: 271
Member
|
Member
Iscritto: Aug 2002
Posts: 271 |
Ciao Davide,
potresti provare a cercare alcune pubblicazioni di Clerici in merito alle "rocce deboli". Potrebbe esserti utile per definire meglio l'ammasso. Saluti Gaio
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13 |
Grazie, ma non ho trovato niente in rete di questo autore, hai qualche riferimento da segnalarmi, per caso? D.
|
|
|
|
|
Iscritto: Aug 2002
Posts: 271
Member
|
Member
Iscritto: Aug 2002
Posts: 271 |
Se mi dai il tuo indirizzo mail ti mando qualche riferimento.
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2000
Posts: 200
Member
|
Member
Iscritto: Apr 2000
Posts: 200 |
Se ben ricordo : Associazione Geotecnica Italiana Le rocce deboli 1993?
Giuseppe Metelli
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13 |
Grazie ancora. Ho messo il mio indirizzo e-mail in chiaro nel profilo, per ogni buonconto.
Buonagiornata a tutti
|
|
|
|
|
Iscritto: Mar 2007
Posts: 5
Junior Member
|
Junior Member
Iscritto: Mar 2007
Posts: 5 |
ho letto tutte le risposte e la domanda iniziale cautela, ricordati che sei reponsabile basso costo o meno di quello che accadrà poi non vi sono limitazioni in friuli per edificazioni vicino ai cigli in zona sismica 2 hai fatto una verifica preliminare di stabilità in condizioni pseudostatiche applicando la correzione per il pendio (da 1.2 a 1.4) ipotizzando un modello di rottura ha controllato ripe e scarpate vicine ed i modi di rottura. il problema principale a me sembra la stabilità e la posizione (non ammissibile) di una struttura che si presume frequentata da pubblico in vicinanza di un ciglio (non conosco la sezione). erosione al piede ? attento i conglomerati (dalle mie parti-garda) ve ne sono molti hanno fratturazioni per la maggior parte riconducibili (oltre a quelle deposizionali e di forma di appoggio in formazione) a deformazioni di rottura che possono essere nascoste e non seguire un criterio prevedibile. devi fare una scelta se riferiti alla resistenza dell'ammasso (ti può aiutare la geofisica e le Vs) o alle condizioni locali (i carichi sono pressochè ininfluenti). saluti michele
|
|
|
|
|
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347 Mi piace: 4
M Member
|
M Member
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347 Mi piace: 4 |
Davide, io non sottovaluterei quello che prospetta michele: senza essere paranoici e senza esagerare con le ipotesi disastrose, poichè dalle tue descrizioni quel ciglio appare stabile; tuttavia, se per qualsiasi motivo (e potenzialmente ce ne possono essere tanti) si verifica un crollo che porta giù la pensilina, magari in una domenica mattina con tante persone sopra, ti troveresti indagato per strage colposa. E l'essere stato pagato poco non costituirebbe una scusa per il giudice, anzi, un fattore aggravante. Dovresti pertanto esaminare congiuntamente l'aspetto morfodinamico e quello geotecnico, raccogliere sufficienti evidenze per affermare che quelal parete è stabile e lo rimarrà per il tempo di utilizzo della struttura, anche in condizioni sfavorevoli (sisma, precipitazioni intense, crioclastismo, carico accidentale massimo previsto). Una volta che hai raccolto sufficienti evidenze geomorfologiche e geotecniche per esprimere un parere favorevole, e che sei sicuro che le tue conclusioni siano del tutto sostenibili di fronte a un collega (o commissione di colleghi) che potrebbe in futuro esaminare in maniera molto critica il tuo lavoro, allora puoi dormire tranquillo. Calarsi nella forra per osservare direttamente le condizioni della parete e raccogliere abbondante documentazione fotografica è un'ottima idea,10 m non sono poi tanti. Ovviamente purchè sia fatto in sufficiente sicurezza.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 13 |
Meglio un geologo spaventato prima, che una strage colposa poi. Grazie del parere.
Dunque: ho iniziato a raccogliere il materiale bibliografico diponibile: la zona è stata soggetta a diversi interventi nelle vicinanze; legati a fenomeni di aggrottamento in corrispondenza delle anse fluviali. La mia piccola area d'intervento non è soggetta a fenomeni evidenti di questo tipo, almeno a un'analisi a distanza. Andrò giù a guardare (cercenado di evitare di fare una strage di me stesso...). Grossomodo i sistemi di discontinuità (da bibliografia) sono costituiti da una stratificazione debolmente inclinata e da alcunisistemi di fratture (prevalenti NE-SW). Le frane rilevate in zona avvengono per crollo e, ovviamente, le superfici di rottura non sono prevedibili.
Cercherò di fare una verifica di stabilità, ma naturalmente prima devo andare a guardare con attenzione.
La passerella verrà ri-edificata sul ciglio della forra in virtù del fatto che sostituirà la tettoia della vecchia pesa (un dato tutto sommato confortante, direi...)
Sono un pò perplesso sulla possibilità di ottenere dati utili con metodi geofisici, dato che l'area è angusta e cinta da muri, contigui ad abitazioni alllineate proprio al ciclio della forra (un vizio storico, parrebbe)
Siete veramente gentili e approfitterò di ciò ulteriormente (il sentiero della crescita professionale è tortuoso, come mi insegnate), tenendovi opportunamente aggiornati.
Grazie mille
D.
|
|
|
Link Copiato negli Appunti
|
Forum34
Discussioni21,076
Post147,866
Membri18,152
| |
Massimo Online14,439 Jun 25th, 2026
|
|
|
|