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Con l'affermazione dell'angolo di attrito di picco intendevo: quando certi programmi di elaborazione delle prove penetrometriche ti danno PHI' cioè quello già ridotto (Terzaghi) perchè essendo una sabbia limosa ho già deformazioni elevate prima di arrivare alla rottura(PHI di picco), per cui riduco l'angolo di attrito per poi metterlo nelle formule di portanza. In questo caso non bisogna applicare la riduzione a PHI e quindi prendere quello per le sabbie pure.
Fin dove è il caso di spingersi con calcoli o con suggerimenti che possano comprometterci o che non sono di nostra competenza? E' un argomento molto interessante ed è stato già discusso. Ritengo che sia compito basilare di Renata fare la modellazione geologica, geotecnica fornire i parametri geotecnici fare le minime valutazioni idrogeologiche e magari in accordo con l'ingegnere fare le più comuni (portanza, cedimenti) verifiche geotecniche ipotizzando una tipologia fondazionale.
Non devi sentirti obbligata andare oltre, soprattutto perchè come dice Mccoy dovresti avere gli strumenti per farlo(più indagini). Dalla mia esperienza contenziosi per problemi geotecnici in zone di pianura si hanno soprattutto per: terreni olocenici compressibili, terreni di riporto, scavi in falda. Quindi bisogna stare all'occhio prima di sbilanciarsi troppo.
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