Io dispongo di un penetrometro DL30 della Sunda. Il DL30, come tutte le prove geotecniche, è utile in determinate situazioni logistiche e condizioni geologiche. Ho dovuto eseguire delle indagini all'interno di scantinati ed una volta nel soggiorno di un'abitazione dove entrare con una trivella sarebbe stato alquanto problematico. Il DL30 risponde ottimamente quando vengono attraversate coperture sciolte o scarsamente addensate (alluvioni fini, terre nere, colluvioni, riporti fini). Lo trovato eccellente nella valutazine dello spessore delle coltri di riporto, in un caso sono arrivato a 12 metri di profondità prima di trovare il substrato conglomeratico, e i dati sono stati confermati dalle perforazioni eseguite durante la creazione della palificata. Per quanto attiene la valutazione delle caratteristiche geotecniche e ovvio che i dati vanno presi con le pinze poichè la valutazione è fatta su base empirica e poi c'è l'attrito laterale che non è quantificabile può diventare rilevante quando la profondità di infissione è superiore a 4-5 metri. Porto un altro esempio e concludo. Nelle mia zona ci sono delle incisioni colmate da terre nere (deposito di origine fluvio-palustre che ha colmato le testate dei fossi) che poggiano su substrato conglomeratico o sabbioso. E' evidente che le terre nere non sono in grado di ospitare fondazioni perchè scadenti da un punto di vista meccanico. Qui non è importante sapere se i conglomerati o le sabbie hanno 35, 40 piuttosto che 45 gradi di angolo di attrito è importante sapere dove vanno attestate le fondazioni. In questi casi 4-5 prove penetrometriche DL30 risultano formidabili per la facilità di utilizzo e per l'economicità dello strumento !!!