In questi giorni sto analizzando una discreta mole di dati ottenuti a seguito di una campagna di indagini condotta per lo studio del sottosuolo finalizzato all'analisi di un dissesto statico di un fabbricato (due piani con scarico per pilastro di 1Kg/cmq).
Su un'areale di circa 2500 mq ho fatto eseguire:
- n. 2 carotaggi (il primo fino a 17,30 m ed il secondo fino a 10,00) a distanza di circa 80 metri l'uno dall'altro, dove ho prelevato 6 campioni di cui tre indistrurbati; di questi tre ho eseguito prove edometriche (su tutte) e un taglio diretto
- n. 7 prove SPT (5 nel primo e 2 nel secondo) sfalsando le profondità di indagine in modo da avere una valutazione della resistenza alla penetrazione ogni 1-1,5 metri essendo il materiale investigato da -5,00 a -17,30 sempre lo stesso (ignimbrite campana non diagenizzata con gamma secco variabile da 0,9 a 1,3 e gamma naturale tra 1,18 a 1,72 )
- n. 4 prove DPSH
Queste ultime le ho fatte eseguire non per definire i parametri geotecnici ma solo per avere un'idea più precisa sull'eventuale omogeneità sullo stato di addensamento del sottosuolo su cui poggiava la struttura.
Orbene i dati desunti, empiricamente, dalle prove DPSH (dinamiche SUPER PESANTI) davano valori dei parametri Dr e phi quasi sempre sballati se rapportati ai dati di laboratorio
Le correlazioni invece usate utilizzando i dati SPT davano valori accettabili usando Gibbs & Holtz (1957) per le valutazioni di Dr, e De Mello (1971) e NAVFAC DM-7 (1971) per il phi. Da notare che De Mello dava valori accettabili solo in un caso su sette ma con una precisione notevole (con De Mello: 37° , da prova di laboratorio: 36,31°)
OSSERVAZIONE:
Se un dinamico super pesante dà questi problemi cosa succede con un DL030 !!
Aspetto impaziente le contro-repliche dei pro-DL030 !...però possibilmente con dati alla mano.
Alessandro Cascone