Caro collega Cascone credo che nel tuo intervento sia già contenuta la contro-repica:

"Queste ultime le ho fatte eseguire non per definire i parametri geotecnici ma solo per avere un'idea più precisa sull'eventuale omogeneità sullo stato di addensamento del sottosuolo su cui poggiava la struttura".

Lo spirito delle prove penetrometriche è sopratutto questo: disporre di uno strumento in grado di consentire la stesura di un profilo stratigrafico del sottosuolo in termini di resistenza meccanica relativa.

In merito ai parametri geotecnici qualsiasi tentativo di correlazione fra prove penetrometriche (leggere, medie, pesanti superpesanti, ecc..) e la prova standard è puramente speculativo. La prova standar riscuote successo su terreni incoerenti poichè dispone di una mole di dati e correlazioni enorme diffusa a livello internazionale e sopratutto perchè viene minimizzato l'effetto dell'attrito laterale che ha un'influenza fondamentale.
Una prova DL030 eseguita con delle aste di rivestimento (e io ho provato a farla) da risultati completamente diversi in termini di numero di colpi, ma non in termini di resistenza relativa. Se al rivestimento fosse associato un numero di correlazioni adeguato e significativo la prova potrebbe risultare molto efficace anche in termini di parametrizzazione del terreno, poichè valutare l'efficienza di un DL30 è molto più semplice che valutare l'efficenza di una macchina per sondaggi decisamente più complessa da un punto di vista meccanico.
In definitiva credo che allo stato attuale lo strumento sia efficace solo per il tracciamento di profili stratigrafici in termini di resistenaza meccanica relativi dei vari strati e nessuno, in tutta onesta, può pensare di basare una parametrizzazione geotecnica con la prova DL30. Questo però non sminuisce affatto al bonta dello strumento che, come ho già detto, in determinate situazioni geologiche e logistiche fornisce enormi soddisfazioni.