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Il fatto che i valori di phi secondo De Mello siano paragonabili è molto interessante ed utile ma rientra sempre nella taratura a carattere locale o di bacino che sappiamo è sempre necessaria.
Il fatto che il moltiplicatore per passare da N DP a NSPT vari da 1,2 a 2 rientra perfettamente nelle casistiche ad esempio elencate sul Cestari. il valore 1,5 è un valore medio che tiene conto di questa variabilità ma che può essere perfezionato di caso in caso, vedi studio sulla efficienza dei PAgani
Complimenti ancora per il lavoro.
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Un dettaglio che ancora mi lascia leggermente perplesso è quello del phi di laboratorio sulle sabbie; hai un phi con un pò di coesioen o solo un phi (ignimbriti sciolte?)
Quanto può essere affidabile un Phi di picco determinato su granulari con provino non prelevato con tecniche speciali (congelamento, ecc)?
Per il Phi cv o Phi residuo già sarebbe diverso.
Quello che metterei in dubbio pertanto, come ipotesi lavorativa, è l'affidabilità delle prove di laboratorio e dell'SPT, la mia ultima preoccupazione sarebbe proprio la DPSH.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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la coesione misurata è stata di 0,029 MPa Quanto può essere affidabile un Phi di picco determinato su granulari con provino non prelevato con tecniche speciali (congelamento, ecc)? ovviamente, essendo sabbie non pulite ma ricche di fino con un passante al setaccio n. 200 generalmente superiore al 12% (anche del 30% !!), in alcuni casi anche con percentuale argillosa (3%), il problema da te posto non si presenta. Per il Phi cv o Phi residuo già sarebbe diverso perchè parli di phi residuo ? comunque presumo che , non avendo sabbie pulite, il problema della dilatanza dovuto alle variazioni di volume che si hanno generalmente in un mezzo granulare quando sottoposto a prova di taglio siano trascurabili per cui phi cv = phi cs
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Alessandro, una coesione (presumo c' ovviamente) di 29 KPa non è per niente poco, dato che mi parlavi di ignimbriti non cementate pensavo a massimo 2-3 Kpa di c'.
Ma da cosa dipende tale valore, se non si tratta di cementazione nè di frazione argillosa significativa?
Dalle mie parti ci sono dei limi lacustri carbonatici che possono esibire quel grado di coesione, ma sono autosostentanti e i residenti ci hanno scavato vasti sistemi di grotte e camere sotterranee.
Anche il fatto che non abbia potuto utilizzare le CPT mi fa sospettare che un grado di cementazione ci sia, anche se non a livello di litificazione.
Se la coesione dipendesse da essiccazione della frazione limosa o altri legami metastabili, le prove penetrometriche, anche del tipo CPT, non danno risultati affidabili.
Anche nel caso di cementazione tutte le correlazioni tra NSPT e Phi non rendono valori corretti, in quanto interpretano tutta la resistenza come dovuta soltanto all'angolo di attrito.
Con Phi cv o Phi residuo intendevo che un campione di terreno granulare sciolto e disturbato può essere sottoposto a prove che rendono valori validi per tali parametri, ma non certo per Phi di picco.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Ciao Alessandro,
in effetti come ti accennava McCoy con quelle percentuali di passante all'ASTM200 una coesione di 0.29 kg/cm2 sembra tanta: forse per i campioni con passante maggiore del 30% potrebbe cominciare ad avere un senso.
Comunque a prescindere dal grado di cementazione (hai fatto eseguire qualche calcimetria?), che velocità di deformazione hanno adottato per eseguire i tagli in laboratorio? E quali range di carico di consolidamento?
Hai verificato che le caratteristiche fisiche del campione prelevato con il Raymond corrispondano con quelle del campione analizzato a confronto?
Scusami se ho fatto alcune domande dalla risposta sicuramente ovvia, ma certe volte alcuni aspetti sfuggono nella fretta.
Una curiosità: se i campioni indisturbati li hai ottenuti mediante Shelby, come mai non si riusciva a realizzare CPT?
Saluti Gaio
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per il campione su cui ho fatto fare la prova di taglio, e per il quale pertanto si è misurata la coesione di 0,029 MPa, il passante al setaccio n. 200 è stata di oltre il 30 %, per la precisione del 31,90% la velocità di deformazione è stata di 0,048 mm/min avendo avuto un t100 rispettivamente di 8,10 min per il 1° gradino, 5,57 min per il 2° gradino e 4,93 min per il 3° gradino i range di carico per il consolidamento sono stati di 0,098 - 0,196 - 0,294 MPa Hai verificato che le caratteristiche fisiche del campione prelevato con il Raymond corrispondano con quelle del campione analizzato a confronto? sì, ed ovviamente corrispondono Una curiosità: se i campioni indisturbati li hai ottenuti mediante Shelby, come mai non si riusciva a realizzare CPT? perchè lo strato duro che non faceva scendere la punta statica stava sopra la formazione ignimbritica per cui avendolo superato con il carotaggio il problema non si è posto quando ho dovuto prelevare il campione con lo Shelby (che poi non era a pareti sottili ma a pareti grosse)
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Con il 30% di passante all' ASTM200 0.29kg/cm2 di c' ci può anche stare con quei carichi di consolidamento. Quanta argilla c'è?
Comunque, forse (ma solo forse), per una sabbia limosa che potrebbe avere una permeabilità dell'ordine di 10-7 m/sec una velocità di deformazione di 0.048mm/min è un pò altina.
Così, a naso, direi che doveva essere compresa fra 0.02 e 0.03 mm/min, però...via internet è difficile da dire.
Comunque non credo che avresti avuto risultati poi tanto diversi...credo.
Peccato per le CPT. Si potevano realizzare dei prefori con la sonda.
Sarebbe stato interessante fare una comparazione. Ma probabilmente ai fini del lavoro non ne valeva la pena?
Saluti Gaio
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Peccato per le CPT. Si potevano realizzare dei prefori con la sonda. Ho fatto eseguire un pozzetto scavato a mano della larghezza necessaria ad ancorare l'attrezzatura per la CPT: 100x40x80 cm Risultato: 80 cm di scavo e lo stesso non scendeva, potevo mai fare uno scavo di 2 metri ? preparare il tutto con il carotiere della sonda credo sarebbe stato alquanto improbo: avrei dovuto far fare due carotaggi di 2 metri a distanza di 100 cm tra di loro !!
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Io avevo capito che il problema era uno strato troppo duro che non riuscivi a passare con la punta, ma che sotto il terreno era testabile.
In questo caso sarebbe bastato fare un preforo fino al tetto della formazione testabile e poi proseguire con la CPT.
In ogni caso con la sonda fare due fori in cui cementare dei tirafondi per ancorare il penetrometro non è un'operazione impossibile.
Certo ci vuole tempo, pazienza e soldi e, replico a dire, forse non ne valeva la pena: e poi bisogna vedere se, ancorato il penetrometro, non si pieghino la punta e/o le astine un pò "giocattolo" che si vedono in giro negli ultimi tempi. Che penetrometro era (o meglio, sarebbe stato?)
Saluti Gaio
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In ogni caso con la sonda fare due fori in cui cementare dei tirafondi per ancorare il penetrometro non è un'operazione impossibile. Gaio ho già speso quasi 1500 € in più di quello che era preventivato sottraendolo alla mia parcella per non gravare sul committente !! Che penetrometro era (o meglio, sarebbe stato?) non posso scriverlo, sarebbe pubblicità. 
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