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Originariamente inviato da gibbo at work: Altre "lobbies", a parte le imprese di costruzioni e le societa' di ingegneria, tra i laboratori non ne ho viste.
Sapresti indicarmi quali categorie farebbero parte di queste "lobbies"? Bisogna innanzitutto tenere conto che tutto è partito non con la 349/STC ma con la 346/STC (Prove sui materiali da costruzione) essendo nato tutto con la Legge 1086/71 "Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica" La lobby era una grandissima società di stato, oggi privatizzata, nata da una costola dell'IRI negli anni 50 che di "materiali da costruzione", dal 1954 ad oggi, grazie anche ad altre società sparse per lo stivale di cui ha quote, ne ha fatto incetta. Dai materiali da costruzione si pensò poi che poteva essere "interessante" anche il settore della geotecnica e fu così che si fece inserire un piccolo comma in una legge dello Stato (l' art. 8 comma 6 del DPR n. 246 del 21 aprile 1993) con il quale veniva esteso l'obbligo della certificazione anche alle indagini di laboratorio per le terre, per le rocce e per le indagini in sito. Tale manovra fu caldeggiata tantissimo da alcune strutture statali, "governate" dai cosiddetti baroni, che con tali prove ci lavoravano già e volevano l'esclusiva. Il resto è storia di oggi. La cosa che mi ha sempre lasciato perplesso è proprio questo: la legge che ha dato inizio al tutto, disponendo l'obbligo della certificazione (L. 1086/71), prevedeva la certificazione solo ed esclusivamente per le prove sui materiali da costruzione. Daltronde schiacciare cubetti di calcestruzzo è una cosa, fare una triassiale o un'edometrica è tutta un'altra storia......... Alessandro Cascone
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Cascone mi sai spiegare se una amministrazione indice una gara, una ditta Francese di indagini può partecipare o deve fare tutta la procedura che dura tre anni? E' come una forma di autarchia del periodo fascista o peggio di una cosa nostra legalizzata. La commissione europea sarà di nuovo costretta a mettere multe all'Italia per la sua politica clientelare borbonica?. Sarebbe un bel punto di inizio per una trasmissione televisiva tipo Reporter.
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Non sono un giurista ma credo che se una società straniera, appartenenete alla Comunità Europea volesse partecipare ad una gara basata su prove di laboratorio potrebbe farlo anche senza certificazione.
Il paradosso è che mentre una società straniera potrebbe partecipare anche senza certificazione una italiana, secondo il legislatore italiano, no. Ovviamente sia la L. 1086/71 che il DPR 246/93 sono antecedenti a molte delle leggi europee sui lavori pubblici per cui è molto facile che possano essere considerate da Bruxelles illegittime.
GRANDE IDEA !!
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Vedremo i risultati dell'esposto alla C.E. dell'ANISIG.
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Cascone ...se intendevi la conduttrice di Report (una delle poche trasmissioni per cui vale la pena pagare il canone).. si chiama Gabanelli,Michela Gabanelli.
Sabato D'Elia
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guardate questo estratto da un capitolato d'appalto per indagini (per correttezza ometto il comune): "Durante il corso delle indagini l’Appaltatore deve garantire la presenza e l’operatività di una struttura organizzativa comprendente: a) un Direttore Tecnico, responsabile della campagna di indagini, presente ogni qualvolta venga richiesto dalla Direzione Lavori, che sarà responsabile del riconoscimento geolitologico e strutturale e della redazione delle stratigrafie; b) un capo cantiere, con funzioni di coordinamento e gestione dei mezzi e del personale, compresi gli aspetti connessi con la sicurezza, presente con continuità sul cantiere. I nominativi del responsabile delle indagini e del capo cantiere devono essere comunicati alla Direzione Lavori. I lavori dovranno inoltre essere seguiti da un geologo iscritto all’Ordine, " .....siete sicuri ancora che nella 349 ci sia lo zampino degli ingegneri e non di geologi che da una parte fanno gli impresari, e dall'altra i rappresentanti dei geologi!
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vorrei entrare nella discussione come geologo che possiede una impresa di perforazioni e un laboratorio geotecnico.
In particolare vorrei rispondere su quanto costa la certificazione, e precisamente una marca da bollo da € 14,61 per l’istanza.
Siccome devi avere due anni di attività in qualità UNIi-EN ISO 9001 con i requisiti della circolare
Devi sommare: locali locale di circa 200-250 mq a norma di tutto 626 - 494 ispesel concessioni, ec mese 1.000,00 per anno 12.000,00 per due anni 24.000,00 attrezzature come da circolare sui 200.000,00 Personale un direttore, un vicedirettore, 2 sperimentatori (contributi previdenziali, 14esima ecc) mese 8.000,00 anno 112.000,00 dueanni 224.000,00 tarature semestrali (eseguite da università o centri SIT?????) 5.000,00 per taratura per 4 20.000,00 Qualità Sistema di gestione della qualità e certificazione 20.000,00 Totale complessivo in due anni prima di poeter presentare l'istanza 488.000,00 Spesi questi soldi, puoì presentare l’istanza.
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Per Peppealba
avevo fatto un conteggio simile anche io e sono arrivato ad una cifra molto simile a quella da te indicata.
Però aggiungerei qualche "particolare". Nei due anni di "attesa" la circolare non specifica in che ambito puoi lavorare. Si, perchè se non sei certificato non puoi operare, ma se non passano due anni non puoi ottenere la certificazione. O meglio, puoi operare come "controllore" interno, come dire che un'impresa di perforazioni ti fa lavorare all'interno della sua struttura per verificare in contradditorio le analisi fatte fare ad un laboratorio certificato!!! Per due anni!!! In questi casi mi chiedo dove vivono le persone che pensano queste cose.
Infine hai omesso le spese di gestione che si chiamano luce, acqua, telefono per non parlare di materiali di consumo e costi di smaltimento dei campioni analizzati (per non parlare dell'assurdità della "conservazione" degli stessi dopo avervi effettuato le prove) che in due anni...fanno "numero", ma soprattutto gli ammortamenti, che si traducono nella svalutazione delle attrezzature e negli accantonamenti per l'aggiornamento delle attrezzature, oltre che per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Una curiosità: considerando che a fronte di € 300.000,00/anno di spese dovresti fatturare circa € 340.000,00 per arrivare al famigerato 13% di utile d'impresa che viene riportato nelle analisi prezzi, hai mai provato a fare un conteggio di quanti campioni dovresti analizzare?
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Iscritto: Aug 2002
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il mio è un conto fatto alla carlona. non ho considerato volutamente ne spese di gestione ne altro.
ti posso assicurare che i laboratori certificati in questo momento sono in forte sofferenza e soprattutto incazzati perchè la circolare non è andata a regime.
purtroppo per troppi anni si è avuta tanta improvvisazione in questo campo. Laboratori che hanno per troppo tempo lavorato solo con la fotocopiatrice. una regolamentazione sul campo è necessaria, ma probabilmente si è andati nella direzione sbagliata.
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Ti posso dire che alla carlona o no, comunque,secondo me, ci sei andato molto vicino.
Ho notizie anche io di sofferenze, ma purtroppo, per la mia modesta opinione, stanno pagando lo scotto di aver fatto una folle corsa alla certificazione senza fare bene i conti. Conti che peraltro, sempre secondo me, non tornerebbero neanche se la certificazione fosse andata a regime.
Il discorso della regolamentazione è un problema purtroppo reale e "vecchio": tante volte se ne è discusso, però il nocciolo della questione, come dici tu, sta proprio nella "direzione sbagliata", in quanto come al solito soffriamo (e parlo di noi geologi in particolare, perchè i laboratori terre e rocce sono praticamente quasi tutti di proprietà di geologi) sempre di quell'antico male che è copiare male quello che fanno gli altri, senza fare un lucido esame preventivo di quelle che sono le reali esigenze e, soprattutto, senza saper far di conto. E dire che come forma mentis dovremmo essere "preventivi"...
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