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#25603 14/07/2007 10:14
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Geofilo Offline OP
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Salve, chiedo un consiglio a chi può darmelo...
Ho ricevuto l'incarico di valutare i possibili danni ad un edificio in conseguenza di uno scavo realizzato entro il perimetro dello stesso, in adiacenza alle fondazioni. A parte considerazioni meramente qualitative sui cedimenti (a quanto so io difficili da calcolare in tale situazione) e sul venir meno della resistenza passiva del terreno ai lati della fondazione a causa dello scavo, qualcuno sa suggerirmi un procedimento per fornire indicazioni QUANTITATIVE, cioè ad esempio su quanto si riduce la capacità portante con uno scavo di 2.1 metri di profondità (un vero e proprio piccolo vano) realizzato in adiacenza alle fondazioni, tra l'altro di un antico edificio in pietra di un centro storico?
Lo scavo è in ghiaia calcarea (detrito di falda) in matrice sabbioso-limosa, abbastanza consistente (phi 35-40°)
Grazie e a buon rendere!

Geofilo

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Se non hai delle indagini in sito o di laboratorio puoi solo fare delle supposizioni poco difendibili.

Le formule di capacità portante tengono conto del sovraccarico laterale rimosso nel tuo caso.
Potresti utlizzarne di quelle per pendii.
Se entri nel cono di influenza ampio 30° rispetto alla verticale, la fondazione ne risente. 30° è un valore cautelativo.
Vedi Bowles.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Con il terreno costituito da ghiaia calcarea, verificherei prima lo stato di addensamento o addirittura se vi e`un inizio di cementazione.
Per quanto riguarda eventuali cedimenti penso che si potrebbe stare sicuri. Essi avverrebbero dopo un riarrangiamento dei ciottoli (i ciottoli devono scavalcarsi) quindi si dovrebbe avere prima un lieve sollevamento.
La fondazione esplica, un certo effetto cerchiante che trattiene eventuali microsmottamenti nello scavo. La capacita` portante teoricamente dovrebbe diminuire ma quantificare di quanto secondo me e` impossibile.
conviene in questo caso effettuare lo scavo con il metodo "scuci e cuci" scavare per meta` gettare la paretina con funzione anche di sottofondazione e poi continuare per l`altra meta`. Saluti

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Se sei in presenza di falda (ma dubito) il drenaggio potrebbe allontanare la frazione limoso sabbiosa dallo scheletro solido, producendo cedimenti indotti, difficilmente valutabili. Trascurerei eventuali cedimenti prodotti da un eventuale abbassamento del livello statico: dipenderebbe sostanzialmente dalla percentuale di fine presente.

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Geofilo Offline OP
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Grazie a tutti quelli che mi hanno risposto, però forse è necessario inquadrare meglio il problema.
Il detrito di falda di cui si parla è abbastanza uniforme quanto a proprietà geotecniche, come posso evincere da indagini di tipo penetrometrico dinamico eseguite in aree vicine, anche dal sottoscritto. Data la natura dell'incarico, vorrei poter fare delle ipotesi su queste basi diciamo di "conoscenza pregressa". Questo perché lo scavo è stato realizzato qualche anno fa ed essendoci una causa in corso, uno dei comproprietari vuole appunto valutare se lo scavo potrebbe danneggiare l'immobile.
La falda non c'è, o meglio è a decine di metri di profondità, però potrebbero esserci (è un centro storico) perdite della rete fognaria ed acquedottistica non meglio precisabili.
Ma, a parte questo, resta il nodo di cercare di quantificare la riduzione della capacità portante (si tratta di muri in pietra e non in c.a.) ai fini della stima di possibili danni, anche in fase sismica (zona sismica 2!), e/o l'ntità di possibili cedimenti.
Grazie in anticipo per le risposte.

Geofilo

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Io seguirei il consiglio di Massimo Trossero, ovvero partirei da una delle formule di capacità portante che tengano conto dell'inclinazione del pendio, che nel tuo caso sarà 90° (o molto vicino), e valutando il peso dell'edificio che va a gravare sula zona di impostazione delle fondazioni, dovresti subito renderti conto quanto sei vicino o meno a situazioni di rottura del terreno che vadano a compromettere la stabilità dell'edificio. Poi da li partirei a fare tutte le mie considerazioni, magari considerando una possibile diminuzione della coesione col passare del tempo (se l'hai considerata in precedenza nella formula della capacità portante), di possibile saturazione, ecc ecc.

Ciao Cloud

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Ma l'edificio in questione che danni ha lamentato?

Per il resto daccordo con la dritta di Trossero.

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La falda non c'è, o meglio è a decine di metri di profondità, però potrebbero esserci (è un centro storico) perdite della rete fognaria ed acquedottistica non meglio precisabili.
prelevando un campione indisturbato e misurandone il grado di saturazione potresti avere maggiori indicazioni sulla presenza o meno di eventuali perdite dalla rete idrica e/o fognaria, ovviamente, data la natura granulare dei terreni, ipotizzando che la perdita sia continua.

Credo che sia d'obbligo eseguire indagini ex novo


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
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Geofilo Offline OP
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Originariamente inviato da cascone:

prelevando un campione indisturbato e misurandone il grado di saturazione potresti avere maggiori indicazioni sulla presenza o meno di eventuali perdite dalla rete idrica e/o fognaria, ovviamente, data la natura granulare dei terreni, ipotizzando che la perdita sia continua.

Credo che sia d'obbligo eseguire indagini ex novo [/QB][/QUOTE]

Grazie della risposta, come sempre ben argomentata.
Il punto è che il committente vuole avere da un professionista geologo una valutazione tecnica, spendibile in sede giudiziaria, su possibili danni in fondazione derivanti dallo scavo. Poi, in un secondo momento, potrà chiedere al CTU tutte le indagini che servono, se il giudice riterrà fondato il pericolo.
In casi come questo, è necessaria una valutazione rapida, il più possibile quantitativa, anche se basata su indagini esistenti (in zone peraltro molto vicine), e volevo sapere se qualcuno conosce algoritmi per fare questa valutazione...

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Lo scavo quanto dista dalle fondazioni in m ?

Che angolo di scarpa presenta ?

Applica la formula di Brich hansen ( non ricordo bene la grafia precisa) nelle condizioni iniziali e così trovi la portanza originaria poi applichi la stessa formula con le condizioni attuali e per differenza trovi quanto ha perso di portanza.

Ma forse il problema non è di portanza quanto di staticità e questo dipende dalla distanza dello scavo dalle fondazioni e dalla profondità del piano di posa delle fondazioni e dello scavo.

Ci vorrebbe uno schizzetto per comprendre meglio la situazione e decidere il da farsi.

Perchè invece che ricorrere ad un accertamento tecnico preventivo (che richiede tempo prima che il giudice lo decreti e spese non indifferenti per che lo promuove e chi viene chiamato in causa non sempre si costituisce) non fai una bella azione di temuto danno oppure chiedi l'applicazione dell'art 700 ?? (mi pare sia del Codice di procedura civile)

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