CERCHERO' DI ESSERE BREVE.....

E si ritorna sempre allo stesso problema!
Purtroppo, come più volte detto, l'ingegnere ha bisogno di tale parametro perchè rientra nei loro calcoli...e lo pretende dal geologo! Non so voi, ma a me capita spesso di fare modeste indagini in sito, in quanto si ritorna sempre sulla questione economica!....l'INGEGNERE DICE...CARO GEOLOGO VUOI FARE TUTTE QUESTE INDAGINI? E QUANTO GLI VUOI FAR SPENDERE AL COMMITTENTE PER "QUESTA PERIZIA"????
Allora o ci sia adatta o si cambia mestiere!! Molto probabilmente tra poco seguirò la seconda ipotesi!
Tornando a noi, in accordo con Mccoy, per la stima di tale parametro si ipotizza un suolo elastico alla Winkler, che è un tipo di modello matematico di terreno, per rendere più semplice il problema, adottato nel problema del calcolo delle fondazioni.
In un suolo elastico si ipotizza la linearità tra sforzo e deformazione (il comportamento elastico risulta abbastanza corretto quando i carichi applicati siano tali da generare nel terreno una pressione pari alla pressione che genera la rottura del terreno, diviso un coefficiente di sicurezza maggiore di 2,5).
Il modello di Winkler non schematizza il terreno come un mezzo continuo (cioè non restituisce lo stato tenso-deformativo alle varie profondità), bensì fornisce una relazione fra le pressioni e le deformazioni verticali in corrispondenza della sola superficie del terreno. In sostanza, con questo modello di suolo, il terreno è visto come un mezzo che in superficie reagisce proporzionalmente ai carichi applicati.
Fisicamente il modello equivale a considerare un letto di molle (dotate di una certa rigidezza), molto vicine tra loro ma svincolate...ognuna reagisce per fatti suoi!
Tale modello, naturalmente, non è esatto per varie ragioni, tra cui:
1-il terreno nella realtà si deforma anche al di fuori dell'impronta di carico;
2-in presenza di carichi ripartiti, una trave soggetta ad un carico uniformemente distribuito, il metodo conduce ad una distribuzione delle reazioni del terreno uguale ed opposta al carico e quindi a caratteristiche della sollecitazione nulle in ogni sezione, e ciò indipendentemente dalla rigidezza della trave. Ciò è contrario all’esperienza che mostra, per il caso in questione, una inflessione della trave e quindi il verificarsi di azioni flettenti non nulle.
E' possibile ricorrere al modello di Winkler anche quando si è in presenza di uno strato di terreno deformabile di spessore esiguo (indicativamente quando lo spessore dello strato compressibile è inferiore alla metà della dimensione minore della fondazione).
Quindi, in definitiva, per suolo alla winkler si intende un suolo puramente ideale!!! Ossia, tale metodologia consente un primo approccio al problema o una soluzione rapida e sbrigativa a casi che con altri approcci si rivelerebbero molto complessi ed onerosi.
Inoltre, per la determinazione di tale parametro, occorrerebbero molte e costose indagini geotecniche per appurare con esattezza il valore piu' idoneo. Ci si accontenta spesso di valori cautelativi, utilizzando dei coefficienti di sicurezza appropriati per il calcolo progettuale e le verifiche strutturali delle fondazioni e della sovrastruttura.
Per una corretta applicazione del metodo di Winkler occorre soltanto una stima ragionevole del valore di k. Infatti, fortunatamente, i risultati del calcolo in termini di caratteristiche della sollecitazione non sono molto sensibili ai valori di k; pertanto non è indispensabile una valutazione molto accurata del parametro ma basta, appunto, una stima ragionevole.
Ricorrendo alle solite formulette, in caso di sottosuolo omogeneo approssimativamente si può porre:

Ks = Ed/B

dove Ed = modulo edometrico e b = larghezza della fondazione.
Ovviamente per una corretta determinazione è indispensabile eseguire prove di carico su piastre standard di forma quadrata o circolare con lato o diametro di 30 cm.


VOLEVO ESSERE BREVE, MA NON CI SONO RIUSCITO!?!


Gianni.......