Gentilissimi,
volevo discutere con voi sulle considerazioni proposte nel testo
"Fondazioni" di M.Tanzini (Ed. Flaccovio)
L'argomento riguarda l'applicazione di eurocodice 7 per la valutazione
del carico limite attraverso il metodo degli stati limite.
Come è noto, applicare gli stati limite implica l'amplificazione dei
carichi agenti su una struttura.
Nella norma italiana si moltiplicano per 1,4 i carichi permanenti e
per 1,5 gli accidentali.
Fin qui nulla di strano: le verifiche strutturali nel caso
dell'acciaio avvengono alla tensione di snervamento anzichè alla
tensione ammissibile (circa i 2/3 dello snervamento).
La conseguenza dell'amplificazione dei carichi è l'ottenimento di
pressioni sul terreno di fondazione più elevate rispetto a quelle
ottenute con il metodo delle tensioni ammissibili ( a meno che non si
faccia riferimento allo stato limite di servizio).
Le formule di portanza sono varie e lo stesso eurocodice 7 opera nella
medesima maniera.
La differenza, però, per quest'ultimo caso, riguarda i coefficienti
di sicurezza.
In parole povere, la vecchia norma prevede di dividere a posteriori il carico
limite per 3 (o anche >3) ed ottenere cosi' il carico ammissibile.
L'eurocodice prevede,invece, preventivamente di ridurre i parametri
geotecnici in tal modo:
tg phi,p=tg phi/1,25; Coesione di progetto= coesione (ricavata da
relazione geologica)/1,60, ecc. In parole povere,
un angolo di attrito di 28° diventa di 23°; una coesione di 0,96 t/mq
diventa 0,53 t/mq...ecc.
Con questi valori corretti si procede normalmente con il calcolo del carico limite
il cui valore finale non viene, però, diviso per 3 avendo già in partenza adottato
dei coefficienti di sicurezza (1,25 ed 1,60).
Tutto questo l'ho desunto studiando sul testo di Tanzini...
Voi che ne dite in proposito?
Tutto questo ha una logica, soprattutto quando si fa un'analisi sismica con l'OPCM 3274 (troppo conservativa a dire il vero...) che comporta carichi super eccentrici su una fondazione...
Massimo Di Pasquale