Per Mc Coy
“…il palo, quando sottoposto a sollecitazioni con componenti orizzontali, si deforma analogamente a quanto fa una trave di fondazione per sollecitazioni verticali. Basta che ruoti la fondazione di 90°, la trave si trasforma in palo. E il K verticale diventa K orizzontale. Per la base del palo, poi, continua a valere il K verticale ”

Io non ricordo cosa c’è scritto sul Bowles o sul Viggiani, però la mia, seppur piccola, esperienza mi suggerisce diversamente.
Alcune prove sperimentali eseguite su pali strumentati hanno confermato che la deformazione non è comparabile con una trave. In questa sede mi è complicato spiegare il perchè (o perlomeno il “perchè” al quale giungemmo noi), ma il tutto si riduce al fatto che una trave è vincolata in più punti ad un sistema rigido di uguali caratteristiche, mentre il palo è vincolato per tutto il suo sviluppo con terreni a rigidità diversa (nel nostro caso erano limi argillosi – terreni alluvionali), eccetto che per la testa che è libera. Nel caso in cui la testa del palo era vincolata ad un cordolo, questo cambiava il comportamento del tratto iniziale del palo.

Non abbiamo misurato Winkler orizzontale, ma avevamo misure di Ko effettuate tramite DMT e, credimi, i valori ottenuti non erano per nulla comparabili a dati di “letteratura”. In compenso i pali erano strumentati anche con celle di carico per la misura della pressione laterale e abbiamo notato che le pressioni laterali discrete esercitate dal fusto del palo in fase di deformazione non erano equiparabili, ma risultavano comunque in accordo con le deformazioni (che appunto non risultavano essere costanti in diversi punti del fusto del palo).
Ben diverso era il comportamento in fase di carico assiale, che risultava essere abbastanza da “letteratura”.

In ogni caso il comportamento del palo caricato lateralmente risultò essere abbastanza prevedibile, se equiparato ai moduli edometrici e di elasticità ricavati sperimentalmente mediante prove edometriche e prove pressiometriche in situ. Winkler venne messo nel cassetto…(terreni plastici)


Simone Lisi
“NEL CASO DELLO SFILAMENTO la resistenza alla punta non c'e'! Calcola la resistenza laterale (a compressione) da -5 a -15 m. Assumi quindi 1/3 di tale resistenza (a memoria potresti prendere anche un 40-50%)”

Anche qui permettimi di dissentire. Sempre non ricordo cosa c’è scritto sui libri di testo, ma mi è capitato di fare prove di carico a trazione su pali trivellati di piccolo e grande diametro. Dai dati sperimentali ricavati si deduceva che il carico a sfilamento era sempre maggiore (non di molto in verità) del carico assiale calcolato.
A suo tempo siamo arrivati alla conclusione che i motivi potevano essere diversi.
I principali sembravano essere:
1) le irregolarità del fusto trivellato (sbulbature) aumentano la portata laterale effettiva rispetto quella teorica;
2) il peso proprio del palo;

In ogni caso giungemmo alla considerazione che se un palo ha una certa portata laterale in fase di carico assiale, non si capisce perché dovrebbe essere diversa in fase di trazione. Se a questo poi aggiungi anche il peso proprio del palo…


Ci tengo a precisare, viste alcune argomentazioni riportate sull’argomento “professionalità e competenze”, che il mio contributo a queste prove sperimentali fu limitato alla determinazione delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni interessati da tali opere in relazione alla “storia geologica” del sito ed alle sue caratteristiche idrogeologiche (la distribuzione delle pressioni neutre aveva un ruolo importante in merito) e quindi alla previsione del comportamento del sistema palo-terreno, in collaborazione con uno staff di ingegneri strutturasti e geotecnici.
Soprattutto il mio (modesto) contributo servì a spiegare le diversità riscontrate in fase sperimentale rispetto il modello concettuale iniziale.

Ammetto di aver partecipato attivamente alla determinazione delle caratteristiche costruttive dei pali testati, alla programmazione delle prove, alla discretizzazione degli elementi strutturali testati, oltre che, naturalmente, alla realizzazione “sul campo” dei pali e della loro strumentazione.

Ciononostante, oggi, dopo una tale esperienza formativa, non mi sentirei assolutamente in grado di imbarcarmi in calcoli strutturali così complicati. E, non me ne vogliano alcuni, non credo che siamo in molti ad avere avuto la fortuna di partecipare attivamente a sperimentazioni di questo genere.

Gaio