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Per McCoy "...il motivo c'è, ed è lampante: in compressione il palo si espande lateralmente in funzione del modulo di Poisson, e ciò aumenta l'attrito laterale. L'inverso accade in trazione (contrazione della sezione del palo)"
Anche in questo caso posso darti qualche dato sperimentale. L'ipotesi che il palo si espanda in compressione è forse un pò imprecisa.
In quel campo prova di cui accennavo prima, abbiamo realizzato prove di carico a rottura su pali strumentati. Premetto che tali pali (phi 1000mmm - 1200mm ; L= 32m) realizzati su terreni limoso-argillosi (argille NC, anche se io preferisco definirle sottoconsolidate) vennero strumentati mediante cella di carico in punta e celle di carico laterali in corrispondenza delle quali vennero installati deformometri sulle tre direzioni. I pali vennero discretizzati in cinque conci, in funzione delle diverse caratteristiche dei litotipi interessati e, soprattutto, della diversa distribuzione delle pressioni neutre.
Quello che ne venne fuori fu un comportamento a sinusoide con la formazione di un numero crescente di curvature del fusto con ampiezza decrescente all’aumentare dei carichi.
Il dato sorprendente fu che in punta non si registravano significative variazioni di carico e quindi quasi tutto il cedimento venne imputato alla flessione dell’elemento strutturale almeno fino a carichi prossimi a quelli “critici” (rottura), in corrispondenza della quale si è registravano improvvisi aumenti di carico seguiti da scarichi tensionali fino al peso proprio del palo (o quasi). Desumemmo quindi che solo in corrispondenza della fase pseudo-plastica (cedimento parzialmente reversibile) la base del palo si muovesse.
Per le prove a trazione ti assicuro che non si registravano significativi allungamenti del fusto (o quantomeno dell’armatura visto che i deformometri erano resi solidali a questa), se non in termini di qualche millimetro soprattutto nel tratto superiore (ovviamente) ed il comportamento generale fu definito praticamente rigido.
Naturalmente queste informazioni sono valide nel caso specifico e non ritengo siano valide in senso assoluto. Forse genericamente valgono i concetti che esprimi tu.
Però trattandosi di elementi strutturali rigidi, non credo che si possano avere variazioni di sezione tali da determinare significative variazioni di attrito laterale.
Forse (ma è solo una mia personale considerazione) tali teorie trovano maggior riscontro nel caso di pali battuti tipo Franki, dove le caratteristiche dell’elemento strutturale possono lasciar presupporre un comportamento più plastico…
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