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Ciao a tutti. Sono un ingegnere civile e sono stato incaricato di dare una valutazione sulla possibile efficacia di un'intervento di consolidamento con resine espansive da applicare sotto la trave di fondazione di un corpo avanzato a due piani poggiato su di un pendio su uno strato di 3 metri di argilla. Il manufatto non aveva mai manifestato problemi fino a qualche anno fa quando l'immissione di acqua nel terreno a causa della perdita della vecchia rete fognaria ha modificato le caratteristiche meccaniche del terreno, causando fenomeni di cedimenti differenziali. Il condominio al momento è orientato ad un intervento con le resine evidentemente per spendere meno, ma la cosa non mi convince.
Volevo conoscere il vostro parere a riguardo ed in particolare le motivazioni per cui sembra sconsigliabile l'applicazione delle resine in terreni argillosi. Il terreno in questione è rappresentato argilla con limo cu=0.30Kg/cm2, fi=23°; c'=0.10 Kg/cm2, fi=27°, umidità w=36% LP=46% LL=63%) al di sotto di travi rovesce (pressione ammissibile circa 2.5 Kg/cm2).
Inoltre trattandosi di un pendio non esiste il rischio che l'iniezione di resine possa innescare qualche tipo di movimento franoso.
Per ultimo non è assurdo intervenire con un prodotto come le resine (sensibili alla variazione del regime idraulico nel terreno)per risolvere un problema causato per l'appunto da una variazione di regime idraulico?
ouragan
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Qualsia ditta seria le dirà che le resine non sono iniettabili in argille, ma meno di non ritenre possibile un intervento simile alla idrofratturazione. Per tre soli metri si possono scegliere forse altre altrnative.
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Originariamente inviato da massimo trossero: Qualsia ditta seria... Per mia esperienza il problema è proprio questo! Perciò direi di adottare i cari vecchi e SPERIMENTATI metodi...a meno di non voler fare da cavie!
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Siccome mi è stato richiesto di fare una perizia (sostanzialmente esprimere un parere in merito all'intervento) dovrei scrivere le motivazioni per le quali l'intervento con le resine più economico è sconsigliabile. La soluzione alternativa, attualmente già sviluppata da un vostro collega geologo, prevede la realizzazione di un cordolo da collegare alla trave di fondazione che stà manifestando i cedimenti che attraverso dei micropali, distribuiti a quiconce vanno a trasmettere il carico ad un sottostante strato di ghiaia (a 15m di profondità). Il problema è che credo che prima di funzionare e di andare in carico, c'è bisogno di ulteriori cedimenti dell'ordine dei 3-4 centimetri, il chè è alquanto preoccupante.
ouragan
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