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Già il valore di saturazione... Vedi che sono prorpio ignorante riguardo al discorso piezometri.
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Capisco. Però non sono argille ss, da come le descrivi (limi sabbiosi).
In ogni caso con il contenuto d'acqua ottenuto non dovrebbero essere terreni saturi (70-80% circa).
Il discorso dei piezometri è un pò particolare. Sicuramente, qualora tu volessi sostituirli, non puoi sfilare quelli esistenti. Giusto perchè verrebbe un lavoro poco "pulito" ed affidabile.
I piezometri Casagrande non vanno bene, perchè poco precisi s con tempi di risposta molto lunghi.
La cosa migliore sarebbe utilizzare dei pneumatici direttamente infissi a quota. Hanno tempi di risposta molto più veloci. Solo che non ricordo i range di misura delle U. Dovresti informarti, perchè a quelle profondità rischi di non leggere nulla.
In ogni caso se proprio vuoi devi prevedere un sistema di misura molto preciso delle U. Volendo potresti provare ad utilizzare un piezocono...ma potrebbe essere dispendioso oltre che noioso (portati molti fumetti nel caso...).
Ma il vero problema sta proprio nel fatto che non hai a che fare con terreni saturi. Considerando che qualsiasi sistema per la determinazione di U in situ "lavora" saturo, rischi di desaturare il sistema e di non leggere assolutamente nulla. Daccordo che è comunque un dato (terreno asciutto o drenante), ma il costo non è giustificabile.
Spero di esserti stato utile Gaio
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OP
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Figurati.
Mi togli però una curiosità?
Accennavi prima che intendi fare delle prove edometriche quindi stai presupponendo che il terreno possa consolidare e drenare.
In un tale Modello Geotecnico perchè stai valutando le resistenze in termini di sforzi totali, che presuppongono un deposito coesivo saturo che non subisce variazioni di volume, ma solo di forma?
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Le cu me le ha chieste il progettista e non costavano troppo quindi per avere un dato in più... Poi giustamente dovrà venirne fuori un modello coerente
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I depositi argillosi, e soprattutto i primi metri (caso di fondazioni dirette) sono molto difficili da trattare per diversi motivi. 1) si tratta generalmente di terreni impermeabili, che presentano però un primo strato aerato (da qualche decimetro a diversi metri) variamente permeabile, possono presentare delle fessurazioni e quindi una permeabilità secondaria, in concomitanza di eventi meteorici possono istaurarsi turbative di tipo idrogeologico. Le pressioni interstiziali potrebbero avere delle variazioni difficili da prevedere e quantificare per i fenomeni di imbibizione e successivo essiccamento 2) l’attività delle argille che in questo caso dovrebbe giocare un ruolo secondario, (IP è basso da quello che ho capito la granulometria prevalente è il limo) 3) Le prove di laboratorio classiche sono eseguite in condizioni sature. I terreni del tuo caso hanno gradi di saturazione variabili (visto il contenuto d’acqua) dovremmo essere lontani dal 100% teorico. Il dato dubbio è sul contenuto d’acqua del 6% estremamente basso, sei in presenza di materiale secco, con saturazione estremamente bassa. Le prove meccaniche vengono eseguite in condizioni sature, quindi in condizioni completamente diverse da quelle reali. 4) le prove edometriche possono essere utili ma attenzione i moduli edometrici devono essere correlati con il contenuto di acqua ai vari step di carico. Per essere chiari la consolidazione è un processo in cui per effetto del carico viene espulsa l’acqua. Per effetto dell’essiccamento si produce lo stesso fenomeno il drenaggio naturale provoca delle variazioni di volume induce quindi dei cedimenti. 5) potenziale di collasso. E' una prova poco conosciuta in italia ASTM D 5333 (se non ricordo male) ed è utile in terreni limosi-argillosi e climi aridi (visti i cambiamanti climatici) che presentano in situ bassi contenuti d'acqua. La prova serve a misurare il cosidetto potenziale di collasso, cioè il comportamento del terreno in caso di immersione. Viene eseguita in un comune edometro, e dopo avere applicato diversi carichi di consolidazione, si procede dopo che è terminata la fase di consolidazione primaria a 200 Kpa, a sommersione del Porvino(la prima parte della prova si esegue senza introdurre acqua nella cella che contiene il provino). La deformazione del provino dopo la sommersione e definita potenziale di collasso. Potenziale Collasso O Nessun Problema; 1-5 Moderato; 5-10 Serio; 10-20 Molto Pericoloso http://www.eng-tips.com/viewthread.cfm?qid=292&page=16 Per quando riguarda i piezometri casagrande possono dare delle indicazioni se istallati a diverse quote e monitorati in diversi periodi dell’anno. Potresti ricavare delle indicazioni sull’andamento delle pressioni alle varie profondità nei vari periodi dell’anno (negli strati saturi). Su un piezometro a tubo aperto è impossibile installare un casagrande, la cella di casagrande in genere viene installata su un tratto di un metrocirca isolato idraulicamente da tappi di bentonite superiormente e inferiormente. Saluti
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Ma il modulo edometrico, procedura std, non necessita di saturazione preliminare per ricavarlo?
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In genere si. Diverso è il caso di argille sovraconsolidate, in cui il provino viene sommerso d'acqua solo dopo aver raggiunto il carico litostatico. Ma non credo sia il tuo caso.
Considera che, praticamente, tutte le prove di laboratorio si effettuano su terreni saturi. Per il non-saturo... ancora ci stiamo attrezzando...
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la edometrica la devi far eseguire con la procedura standard, devi poi ricavare il contenuto di acqua in funzioni dei carichi di prova e correlarlo con quello che ai ottenuto in situ.
cmq credo che un valore del 6% sia troppo basso per i terreni naturali, controlla che i campioni siano stati conservati correttamente.
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Molto empiricamente: nei colli Euganei dove sono presenti argille di alterazione generalmente non attive, spesso con forte scheletro clacareo, bassi indici di liquidità (allo stato naturle) hanno subito forti ritiri quest'anno dovuti alla siccità con conseguenti crepacciature su terreni agricoli e ingenti danni a strutture (per lo più case con fondazioni entro i 60 - 80 cm) tali da portare anche a sgomberi Saluti Pier-Andrea
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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