I depositi argillosi, e soprattutto i primi metri (caso di fondazioni dirette) sono molto difficili da trattare per diversi motivi.

1) si tratta generalmente di terreni impermeabili, che presentano però un primo strato aerato (da qualche decimetro a diversi metri) variamente permeabile, possono presentare delle fessurazioni e quindi una permeabilità secondaria, in concomitanza di eventi meteorici possono istaurarsi turbative di tipo idrogeologico. Le pressioni interstiziali potrebbero avere delle variazioni difficili da prevedere e quantificare per i fenomeni di imbibizione e successivo essiccamento

2) l’attività delle argille che in questo caso dovrebbe giocare un ruolo secondario, (IP è basso da quello che ho capito la granulometria prevalente è il limo)

3) Le prove di laboratorio classiche sono eseguite in condizioni sature. I terreni del tuo caso hanno gradi di saturazione variabili (visto il contenuto d’acqua) dovremmo essere lontani dal 100% teorico. Il dato dubbio è sul contenuto d’acqua del 6% estremamente basso, sei in presenza di materiale secco, con saturazione estremamente bassa. Le prove meccaniche vengono eseguite in condizioni sature, quindi in condizioni completamente diverse da quelle reali.

4) le prove edometriche possono essere utili ma attenzione i moduli edometrici devono essere correlati con il contenuto di acqua ai vari step di carico. Per essere chiari la consolidazione è un processo in cui per effetto del carico viene espulsa l’acqua. Per effetto dell’essiccamento si produce lo stesso fenomeno il drenaggio naturale provoca delle variazioni di volume induce quindi dei cedimenti.

5) potenziale di collasso. E' una prova poco conosciuta in italia ASTM D 5333 (se non ricordo male) ed è utile in terreni limosi-argillosi e climi aridi (visti i cambiamanti climatici) che presentano in situ bassi contenuti d'acqua. La prova serve a misurare il cosidetto potenziale di collasso, cioè il comportamento del terreno in caso di immersione. Viene eseguita in un comune edometro, e dopo avere applicato diversi carichi di consolidazione, si procede dopo che è terminata la fase di consolidazione primaria a 200 Kpa, a sommersione del Porvino(la prima parte della prova si esegue senza introdurre acqua nella cella che contiene il provino). La deformazione del provino dopo la sommersione e definita potenziale di collasso.

Potenziale Collasso
O Nessun Problema; 1-5 Moderato; 5-10 Serio; 10-20 Molto Pericoloso



http://www.eng-tips.com/viewthread.cfm?qid=292&page=16

Per quando riguarda i piezometri casagrande possono dare delle indicazioni se istallati a diverse quote e monitorati in diversi periodi dell’anno. Potresti ricavare delle indicazioni sull’andamento delle pressioni alle varie profondità nei vari periodi dell’anno (negli strati saturi).
Su un piezometro a tubo aperto è impossibile installare un casagrande, la cella di casagrande in genere viene installata su un tratto di un metrocirca isolato idraulicamente da tappi di bentonite superiormente e inferiormente.


Saluti


saluti peppe alba
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