VM, senza polemica, a livello di chiacchiera da bar.
“La prevenzione non si fa solamente con la pianificazione sulla carta, ma con l'educazione della popolazione in generale”
Come sai, la popolazione in generale è ineducabile. Un signore con la testa pelata, finito male, oltre cinquant'anni fa diceva: “non è difficile governare gli italiani, è inutile”.
“Inutile fare dei piani se poi non si applicano”
E' vero. Ho lavorato anch'io per anni a “piani” inapplicati e inapplicabili. Poco più che carta straccia.
La situazione però è cambiata, ed è innegabile. Credo che ormai tutti o almeno la maggioranza dei piani siano attuativi, in quanto recepiti e posti in atto con normativa nazionale o regionale.
Su questo la mia esperienza è molto parziale in quanto conosco più in particolare gli strumenti di pianificazione in atto nel bacino del Po, e in particolare in Piemonte, territorio più colpito di altri da disastrose alluvioni e forse per questo più “sensibile”. Da noi i vari piani dell'Autorità di Bacino sono attuati con DPCM e devono essere recepiti, dove necessario con integrazioni e adeguamenti, dagli strumenti urbanistici comunali. Le Province hanno competenza sulla rete idraulica di secondo livello e quasi ovunque hanno provveduto a definire le fasce di esondazione (A-B-C) con i medesimi vincoli, attuativi.
L'adeguamento della documentazione geologica dei piani regolatori è finanziato dalla Regione (con importi degni di quel nome e di soddisfazione professionale) e l'iter di revisione passa attraverso tre fasi del Progetto di Piano (Preliminare, Definitiva, Esecutiva) costantemente verificate dai Servizi Tecnici della Regione stessa nei minimi dettagli: sopralluoghi congiunti, integrazioni idrauliche, geotecniche, ecc.. Ciò che ne esce sono strumenti di pianificazione attuativi e tecnicamente validi.
L'impatto delle normative di piano è pesante, anche sotto il profilo economico, per i vincoli imposti sul territorio. Nelle aree a rischio idrogeologico è abbastanza sicuro che non si potrà fare più, come in passato, ciò che si vorrà. Nemmeno l'immancabile campeggio, in passato sempre presente sui conoidi attivi o nelle piane di esondazione.
Sappiamo che sistemare le vaccate fatte in tanti anni sarà dura, ma ciò che si stà facendo almeno da noi (ma credo anche in altre realtà locali, o no?) evita di ripetere certi errori.
“Lasciamo poi i tremendi e grossolani errori fatti da chi? Spesso ingegneri ma….
I disastri non li hanno fatti gli ingegneri (o almeno non tutti i disastri.…), ma più o meno gli stessi politici che ora piangono da coccodrilli, ai tempi in cui un terreno del Sindaco o di suo zio o di un suo grande elettore era edificabile sempre e ovunque, con ogni tipo di insediamento civile o industriale (salvo piangere finanziamenti pubblici quando il fiume se lo porta via).
Anche tra noi tecnici qualcuno ha fatto il furbetto, ad esempio restringendo le aree di esondazione, se no qualcuno si bagnava i piedi e non ti faceva più lavorare. Adesso la Regione ha pubblicato le "portate di progetto" per tutti i corsi d'acqua, e da lì non si scappa...