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Si infatti, così ad occhio si fa nulla...
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Iscritto: Jun 2005
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OP
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salve...allora...non so più che dire...avete detto di tutto e di più...si, sono sotto le vertighe...devo ancora fare le penetrometrie e prelevare un campione...il drenaggio, ghiaia e via, è a filo della casa ovvero SULLA sede stradale...sono sicura che derivi dal ritiro delle argille, quando piove parecchia acqua si ferma nell'area lesionata ma non mi è sufficiente....non per insistere, ma che ne pensate della mia domanda iniziale? Per Miriano...orbulina datata? anche se fosse sempre utilissima...lascia traccie del suo passaggio ovunque!
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Gibbo, cosa ne pensi del fatto che non riesco a trovare articoli scritti in Italia sul problema? Certamente Bologna è un osservatorio privilegiato, vista la sterminata estensione delle argille rispetto a Torino.
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Iscritto: Jun 2000
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bene w le orbuline , le carte sono mescolate anche se note, torniamo al punto di partenza! la risposta è non lo sò! e sopratutto credo che si vaghi troppo nel campo delle ipotesi, con il rischio di far pensare che un geologo ti può sostenere quello che ti fà più comodo.. Non dimentichiamo la geologia, un terreno argilloso si avvicina solo ad un mezzo isotropo ed elasto-plastico (come i geotecnici schematizzano),ma è in realtà il risultato di migliaia di anni di sedimentazione (forse anche qualche foraminifero)con tutte le variabili possibili per massimo, il programmino sarà rimosso, all'entrata in vigore del nuovo testo unico, o lo passerò ad un ingegnere.... a proposito ma stò ingegnere che dice della struttura (nuovi spunti di confusione!) ciao orbulina oggi passo da quelle parti per andare Arezzo
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Orbulina, ritornando alla domanda iniziale La scomparsa dell'acqua ha consolidato il terreno. Quindi tutte le caratteristiche geotecniche sono migliorate. Ma c'e una differenza di volume in cui sono comparse fessure.
Per tutti gli altri, di buona volontà. Se Orbulina dovesse fare una relazione puramente geologica (nuove norme ad esempio) cosa dovrebbe evidenziare e attraverso quali indagini?
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Originariamente inviato da massimo trossero: Se Orbulina dovesse fare una relazione puramente geologica (nuove norme ad esempio) cosa dovrebbe evidenziare e attraverso quali indagini? E MO SO CAVOLI 
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Originariamente inviato da massimo trossero: Gibbo, cosa ne pensi del fatto che non riesco a trovare articoli scritti in Italia sul problema? Certamente Bologna è un osservatorio privilegiato, vista la sterminata estensione delle argille rispetto a Torino. Scusa, su quale argomento non trovi articoli? Credo sia sulla correlazione siccita'-ritiro delle argille nel tempo? Perche' sul fenomeno della perdita di volume delle argille per essiccamento dovuto a diminuzione di umidita' dell'aria se ne parla, per esempio nel Terzaghi-Peck (nella edizione che ho io e' nel capitolo terzo, paragrafo 21). Per l'andamento della correlazione clima-comportamento delle argille, non ti so dire perche' nessuno se ne e' occupato nelle pubblicazioni. Probabilmente non ha un grande "appeal". Certo ci sono pubblicazioni e studi sula subsidenza regionale della pianura padana, ma articoli che prendano in esame i fenomeni locali indotti dalle costruzioni, dalle impermeabilizzazioni e dalla presenza di piante ad alto fusto, non ho informazioni. Non saprei neanche indicare chi se ne occupa.
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Riguardo la trazione? se ho capito la domanda la resistenza a trazione pura è data solo dal valore di coesione, meglio di "resistenza a trazione" di qualsiasi materiale. Non ho capito però che come possa interessare gli effetti delle vibrazioni di cui parli. Solo adesso ho capito che la sede stradale è vicinissima alla casa. Non ho capito invece dove sia il fosso che dici, ma fa niente. A senso continuo a propendere per l'ipotesi del detensionamento e della deformazione orizzontale. Non saprei però, così su due piedi, come avvalorarla. I carichi sulle fondazioni delle vecchie case sono spesso molto alti; non possono essere esclusi a priori, in situazioni di detensionamento, fenomeni di creep anche con contenuti di umidità relativamente bassi. Per il dimostrare ritiro delle argille, che deporrebbe a favore della parte citata in causa, devi portare i campioni in laboratorio, e questo già lo sai. Io continuo ad essere scettico. In ogni caso il ritiro, anche se i provini di argilla mostrassero in essiccazione grandi variazioni di volume nell'intervallo di variabilità plausibile, non implicherebbe un cedimento differenziale capace di dare tali fessurazioni, a meno che non ci sia di mezzo l'azione del dreno stesso. Gli effetti di un presunto prosciugamento "differenziale" sono significati a livello di resistività nella geolettrica? Ovvio che senza il monitoraggio con fessurimetri non si potrebbero respingere obiezioni del tipo "ma avete confrontato l'andamento delle misure delle fessure con i dati delle pioggie?". Mi dispiace non potere essere d'aiuto...sarei però interessatissimo a sapere come andrà a finire!
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Iscritto: Feb 2007
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Cito MT: La scomparsa dell'acqua ha consolidato il terreno. Quindi tutte le caratteristiche geotecniche sono migliorate.
Il terreno di fondazione sarebbe già consolidato anche se il contenuto d'acqua fosse a saturazione, perchè parliamo di una fondazione (o muro portante che sia) esistente dca 150 anni. Quindi ipotizzando variazioni volumetriche ci possiamo riferire solo al "ritiro". L'essiccazione potrebbe solo escludere la possibilità dell'instaurarsi di un creep nel caso di detensionamento e alta plasticità.
Ditemi se sparo fesserie, mi raccomando!!
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Iscritto: Feb 2007
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Un'altra domanda...che andamento ha la fessurazione, sub-verticale, diagonale? è sul piano parallelo o ortogonale allo scavo/dreno/strada. Oggi ero ad Arezzo, volevo andare a vedere la zona ma non ho ancora capito bene dove stia...sarebbe una buona occasione per imparare qualcosa di veramente interessante.
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Massimo Online14,439 Jun 25th, 2026
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