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Per Orbulina.

riguardo a:!...posso parlare solo in termini di limiti...non posso filosofeggiare sul comportamento all'aumentare o diminuire dell'acqua...", direi che se parli in termini di limiti, ti riferisci proprio al diverso contenuto d'acqua dei terreni.

Parli di prove penetrometriche ed analisi di laboratorio: che tipo di indagini e/o prove geotecniche hai previsto di effettuare?

Saluti
Gaio

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per gaio, quello che volgio dire è che i parametri che caratterizzano l'argilla non cambiano, ovvero se è consolidata lo è indipendentemente da quanto ha piovuto...posso solo dire in che termini di contenuto d'acqua si deforma in maniera viscosa plastica o rigida...

devo fare delle pentrometrie statiche, anche se ad oggi non c'è dove ancorarsi perchè nell'intorno è tutto cementato...poi c'è da prendere un campione, così scoprirò (come dice alessandro) che non si tratta nemmeno di un argilla, ma di un limo argilloso...
quando ho fatto gli scavi erano mesi che non pioveva è la benna ha faticato ad affondare. Spero di riuscire ad indagare almeno una decina di metri.
Credo che il livello argilloso sia almeno 7 metri...la lettura piezometrica indica qualcosa di più permeabile intorno a 8 m.
Bisogna caratterizzare il terreno anche in funzione della palificata da realizzare.

per alessandro, il drenaggio va certamente rifatto, ma se invece c.a. e ghiaia utilizzassi materiali geocompositi drenanti? (grazie per tutti i buoni consigli)

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Valuta seriamente la possibilità che la CPT non riesca...
In questo tipo di dissesti è meglio campionare, magari usando pozzetti invece che sonde.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Non è semplice progettare così su due piedi il drenaggio. O fai scorrere l'acqua verso i campi, lavorando solo con le pendenze del piano campagna, o fai un drenaggio interatto. Qualsiasi cosa sia sto drenaggio, nel tratto corrispondente al muro, deve avere una minima funzione di sostegno per la fondazione già lesionata e soprattutto deve essere impermeabile sul fondo e sui lati.
La cpt potresti farla, se ci fosse, anche in un pezzettino d giardino o di orto, o nel campo accanto...fai una dinamica vicino al muro e spera che almeno un pochino si somiglino!

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I campioni...senza prescavo non cè verso. Volendo si prendono anche senza ancoraggio, ma un prescavo ci vuole. Quindi se non vuoi spendere altri 300 euro di escavatore prendili più vicino possibile alla casa ed in modo che fra i due ci sia l'area interessata.
Quando eri dentro la buca avresti potuto prendere un campione...a volte ho cacciato le fustelle a mazzate, ci vuole un tappo in pvc e tanta pazienza per non disturbare il campione, ma piano pian entrano...le estrai con un catena d'acciaio legata alla benna.

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"I campioni...senza prescavo non cè verso"
mi riferivo al campionamento col Tg 63/200, forse non si era capito...

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Scusatemi se continuo ad imperversare.
Scrivo perchè anche io sto seguento un problema simile, anche se senza annessi legali.

All'inizio feci una penetrometrica DPSH per avere una idea generica sulla situazione e vi posso assicurare che pur essendo delle argille vere, in virtù del loro basso tenore in acqua max30%; dalle prove DP non si poteva minimamente supporre che fossero argille, in quanto il numero di colpi ed il trend, come addirittura lo sforzo per la rotazione delle aste del penetrometro era simile a quello delle sabbie che si trovano nei dintorni!
Quindi attenzione.

A testimonianza, però, forse assolutamente casuale, della bonta della esecuzione delle prove e delle formule scelte, va detto che la cu ricavata da conversione NSPT risulta essere paragonabile a quelle di laboratorio!

Se si tratta di esaminare lo stato dei terreni coesivi immediatamente sotto la fondazione io, alla luce di cosa mi è capitato, e che mi fa piacere condividere con voi, opterei per LImiti, peso di volume, contenuto in acqua naturale, blu di metilene, contenuto in argilla CF.

Sempre consigliando in questo caso di abbozzare un modello geologico geomorfologico del sito, viste le tante interferenze quali tuabazioni, strade ecc.

A proposito qualcuno, GAIO, a caso;) sa dirmi qual è la gamma di umidità naturale delle argille tra 0 e -2m? che normalmente si riscontra? O forse è più una domanda da pedologi o agn?


"Prosunt omnia quae obstant"
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Per Orbulina

"...quello che volgio dire è che i parametri che caratterizzano l'argilla non cambiano..."

E’ proprio il contenuto d’acqua che cambia i parametri, ma soprattutto cambia le condizioni al contorno del tuo deposito e quindi l’approccio alla definizione dei parametri stessi.

poi
"...ovvero se è consolidata lo è indipendentemente da quanto ha piovuto..."

Anche in questo caso permettimi di farti notare che un'argilla di ritira quando si asciuga, ma può rigonfiare quando si inumidisce, quindi il tenore in acqua è fondamentale.


Per Massimo Trossero
"...A proposito qualcuno, GAIO, a caso;) sa dirmi qual è la gamma di umidità naturale delle argille tra 0 e -2m? che normalmente si riscontra? O forse è più una domanda da pedologi o agn?..."

A parte che non capisco perchè "a caso" ti rivolgi a me, comunque ritengo sia una domanda per indovini piuttosto che per geologi, pedologi ecc.
Dipende da quanto ha piovuto, ad esempio o se sono state fatte lavorazioni di tipo agricolo o se c'è un tubo che perde...


Mi permetto di esprimere alcune mie personali convinzioni.
Così come non esiste un dato univoco sull'umidità delle argille a -2.00m, non c'è un modo unico di operare per capire un "problema".
Il fatto che le prove CPT (piuttosto che DPSH, Dilatometriche ecc.) siano molto idonee per caratterizzare geotecnicamente un terreno argilloso, non è detto che siano sempre valide in qualsiasi circostanza.
Infatti, come per stessa ammissione di Massimo Trossero, i risultati delle prove che ha realizzato potevano essere fuorvianti.

In alcuni casi, pertanto, può risultare più conveniente realizzare prove tutto sommato semplici con mezzi magari poco appariscenti (sonde, penetrometri e quant'altro), ma sicuramente più efficaci...

Saluti
Gaio

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Orbulina, non so che preventivo hai fatto per questo lavoro, ma devi valutare l'ipotesi di fare almeno un sondaggio. Del resto finora non è che sia stato fatto chissa granchè...un ERT corto (che forse si poteva risparmiare)e mezza giornata di escavatorino non sono una gran cosa in termini economici. Il campo è l'unica possibilità per cacciar giù una fustella col TG 63/200, ma mi pare troppo lontano, poi valuta tu. Insomma, fra sondaggio, penetrometrie e laboratorio ci vogliono almeno altri 2000 euro. Per un lavoro così le cifre son queste...non ti devi fare troppi problemi per la committenza, altrimenti non uscirai più da questa nassa.

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Carissimo Gaio, ma perchè tu sei il più ferrato in geotecnica di laboratorio. wink
COmunque ho parlato con chi mi ha fatto le analisi il quale mi ha detto che in assenza di falda o acqua di qualsiasi natura adiacente, il 40% è il valore massimo, in base a case history.

Ribadisco cheper evidenziare questa tipologia di dissesto l'optimun è il pozzatto esplorativo, data la limitata profondita a cui si sviluppa.

Le prove casomai servono per la successiva bonifica.


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