Vincenzo, un provider internet richiede circa 150 euro / anno per un servizio base di web hosting (20 MB spazio + 5 caselle e-mail, dominio a scelta se diponibile)
20 euro raccolte sono effettivamente un po' poche; bisognerebbe, se ci sono state circa cinquanta adesioni, che ognuno si autotassasse di tre-quattro euro per raggiungere il quorum, magari da inviare per posta ad un responsabile dedicato --
x il sito web se ci stai lavorando su - io sono parecchio impegnato in questo periodo ma se ci mettiamo un obiettivo potremmo vedere di predisporre qualcosa di iniziale, eventualmente se mi fai avere via mail il file su cui stai lavorando con qualche indicazione su cosa va messo avanti.

Se posso darti la mia opinione sui due famigerati post, io credo che non siano stati molto seguiti per alcuni motivi, che è difficile sintetizare in poche righe ma ci provo
1) il divieto di subappalto: per quello che posso presumere, è difficile che interessi in maniera diretta la maggior parte dei presenti sul forum, come avevo già puntualizzato in una delle mie mail al gruppo, in primis perchè se si escludono i pochi "grandi nomi" o i grossi studi (che si contano sulla punta delle dita in ogni regione) al resto del mondo non farà granchè differenza se il divieto di supappalto venga rispettato o meno: nel primo caso, il lavoro lo farà uno dei grandi nomi, nel secondo il collega che è culo e camicia col sindaco di turno o col tecnico comunale o col responsabile della società di progettazione che include come ATI un geologo (ma il geologo lo scelglie la società capogruppo, mica altri, quindi non si liberalizza di certo il mercato della libera professione facendo rispettare l'art. 17 della 109)
2) le competenze professionali: questo interessa sicuramente di più lamaggioranza silenziosa, ma forse non è stato capito come arrivare ad una meta; le competenze professionali infatti oltre che essere elencate in una legge dovrebbero essere scolpite nei cervelli dei vari tecnici e degli utenti finali degli stessi; sottolinea che sto parlando a getto e sto solo buttando lì idee, ma mi chiedo: l'ordine degli architetti fece o non fece scrivere a caratteri cubitali da qualche parte e se sì dove, che gli architetti sono competenti nelle valutazione di impatto ambientale, senza avere spesso la benchè minima idea dei problemi ecologici che può avere un corso d'acqua o un acquifero, per non parlare del rumore o del suolo, e senza avere corsi di tipo naturalistico? eppure sono diventati da tanti anni gli acclamati esecutori degli studi di VIA di un sacco di progetti.
Vorrei solo dire che dettagliare a livello normativo le varie competenze professionali è una condizione necessaria ma non unica all'ampliamento delle competenze professionali ed alla crescita della categoria, mentre potrebbero essere più che utili azioni divulgative che vadano al di là di quelle ridicole-kitsch che il ns. amico e collega Mario Tozzi fa coi suoi pupazzetti-dinosaurini fatti con la computergrafica