Non credo che esistano siti sicuri in assoluto, però è inconfutabile che la Sardegna per varietà litologica può, ahimè, offrire siti più idonei rispetto a molte altre aree d’Italia. Io non parlerei di granito e vecchie miniere, piuttosto penso ai vasti territori marnosi e argillosi potenti molto centinaia di metri e praticamente impermeabili presenti nella parte meridionale dell’isola. Il problema è tuttavia di carattere politico: perché dobbiamo diventare la pattumiera nucleare di rifiuti altrui provenienti da altre regioni d’Italia e (si dice) addirittura della Francia? Non bastano le servitù militari (es. Teulada e Isola di S. Stefano) che occupano vasti territori di incomparabile bellezza? Per ora si parla di cinquantamila metri cubi di plutonio, uranio e altre sostanze, ma una volta individuato il sito … chi li fermerà più? La Sardegna è, nonostante tutto, ancora pura, con aria e acqua buona (si pensi alle innumerevoli acque minerali esportate in tutto il mondo), mare cristallino, prodotti genuini etc. Se il progetto “scorie” va avanti, la sua immagine verrebbe stravolta per sempre. Per quanto il sito possa essere sicuro, fareste bere ai vostri figli un’acqua minerale che sgorga a qualche decina di Km da una pattumeria nucleare ?