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Non credo che esistano siti sicuri in assoluto, però è inconfutabile che la Sardegna per varietà litologica può, ahimè, offrire siti più idonei rispetto a molte altre aree d’Italia. Io non parlerei di granito e vecchie miniere, piuttosto penso ai vasti territori marnosi e argillosi potenti molto centinaia di metri e praticamente impermeabili presenti nella parte meridionale dell’isola. Il problema è tuttavia di carattere politico: perché dobbiamo diventare la pattumiera nucleare di rifiuti altrui provenienti da altre regioni d’Italia e (si dice) addirittura della Francia? Non bastano le servitù militari (es. Teulada e Isola di S. Stefano) che occupano vasti territori di incomparabile bellezza? Per ora si parla di cinquantamila metri cubi di plutonio, uranio e altre sostanze, ma una volta individuato il sito … chi li fermerà più? La Sardegna è, nonostante tutto, ancora pura, con aria e acqua buona (si pensi alle innumerevoli acque minerali esportate in tutto il mondo), mare cristallino, prodotti genuini etc. Se il progetto “scorie” va avanti, la sua immagine verrebbe stravolta per sempre. Per quanto il sito possa essere sicuro, fareste bere ai vostri figli un’acqua minerale che sgorga a qualche decina di Km da una pattumeria nucleare ?

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Carissimi dottori geologi LOR e Alessandra,
come spesso accade in questo forum, si creano incomprensioni incomprensibili. Puntualizzo alcune cose:
1. Non ho mai detto che la Sardegna è o non è adeguata a ospitare i rifiuti radioattivi (leggete bene, prego, i miei messaggi, prima di avventurarvi in giudizi sulle mie opinioni);
2. Non si parla solo del Sulcis - Iglesiente (informatevi e vedrete...);
3. Ho cercato di focalizzare l'attenzione sul problema "politico" della vicenda, e in effetti, oltre ad aspetti tecnici importanti, sottolineate: "e se lo fanno a casa tua?" Magari! sono molisano e un impianto ad alta tecnologia come quello porterebbe solo lavoro e incentivi (già, ne sono previsti tanti, a latere della costruzione dell'impianto) in una regione depresssa come la mia. Che tra l'altro è sotto esame...
4. Non sarà un "mondezzaio" o una discarica abusiva, ma appunto un impianto ad alta tecnologia (a proposito: ho saputo che pure in Vietnam lo hanno già progettato).
5. Date voi una soluzione per questa roba!!! Che fareste?!!?
6. Scommettiamo che non si farà in Sardegna?!?
Saluti,


Roberto Pizzi

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Carissomo Dott. Pizzi, ho letto volentieri il Suo commento in quanto focalizza un punto chiave: il fattore sicurezza. Se la struttura è moderna e ben strutturata, la sicurezza non può certo che aumentare.
Concordo con lei che tale intervento antropico apporterebbe numerosa mano d'opera, valorizzerebbe la zona come esempio di stoccaggio e trattamento di rifiuti tossici, etc, etc....
ma il problema da me avanzato riguadra la realizzazione e la gestione dell'opera stessa e la realizzazione. Tanto per capirci, mi lego ad un altro porblema avanzato nei varoi articoli del forum , ovvero se il sito "probabile" è stato scelto da un geologo oppure da un ingegnere o achitetto ( o addirittura "consigliato" da burocrati o politici..).
Son conscio del fatto che questo apsetto del mio discorso si allontana molto dalla geologia della Sardegna, ma si avvicina drasticamente alla realtà contro cui noi tutti ci scontraimo ogni giorno.
Un ultima domanda può nascere dalla Sua citazione riguardo un impianto già esistente in Vietnam; come mai proprio lì? E per conto di chi?
Grazie.


Rugge.
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Per Rugge:
Il sito è scelto seguendo diversi criteri, tra cui molti di tipo geologico (l'analisi delle cosiddette barriere naturali), per cui molti colleghi lavorano per questo obiettivo e sono in testa al gruppo di tecnici che deve decidere una rosa di luoghi idonei (non uno o due). Insomma "noi" geologi contiamo tantissimo in questo processo decisionale. Ci possiamo fidare dei nostri colleghi?! Io penso di sì, che possiamo e dobbiamo fidarci, altrimenti addio unità della categoria... Gli "altri" fanno il loro lavoro: gli ingegneri progettano il deposito (barriere artificiali), gli architetti non credo che avranno un gran ruolo in tutto questo.

Il Vietnam ha un suo progetto di deposito così come dovrebbe averlo ogni Paese che produce rifiuti radioattivi, cioè quasi tutti i Paesi del pianeta Terra. Tranne appunto il nostro...
Ciao,


Roberto Pizzi

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Dott. Pizzi la ringrazio per la sua precisazione, ma se legge gli altri argomenti di forum, nota una certa vena pessimistica rivolta alla"nostra" categoria. C'e' gente che pensa di smobilitare enti o far girare petizioni per far valere e valorizzare il mestiere del geologo. Non posso che essere concorde col fine ultimo di queste incentivazioni, ma se mi permette mi sento un poco turbato in quanto ho iniziato da poco tale lavoro e la porspettiva non sembra delle migliori.

Son inoltre felice di constatare che alla guida della scelta vi siano dei geologi porfessionisti, ma bisogna poi vedere se effettivamente le scelte degli stessi vengono approvate dagli altri professionisti e dai committenti stessi. Per quanto ne posso sapere io, spero comunque che questa discarica sia il capro espiatorio per una nuova voce di sensibilizzazione e interesse del nostro Paese verso i rifiuti tossici, e non un mezzo per creare allarmismi o critiche verso le categorie.
In attesa di sua eventuale risposta, cordiali saluti.


Rugge.
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Carissimo Dott. Pizzi, ho letto la sua risposta personalmente mi auguro che un qualcosa di questo genere sia escluso anche dal Molise, non fraintenda ciò che voglio dire ma credo che sia la Sardegna che la sua regione abbiano necessità di ben altri biglietti da visita che quello di un'area dove si scaricano scorie nucleari.
Lei parla di impianti ad alta tecnologia e non metto in dubbio che oggi la conoscenza e " la tecnologia" sia indubbiamente avanti basti solo pensare a come stiamo comunicando questi giorni su questo forum tramite Internet ma la nostra Regione ha già pagato, paga e continuerà sicuramente a pagare ancora per molto le scelte sbagliate e spesso da noi tutti sardi condivise.
Non è mistero che tanti impianti oggi ridotti ad un mucchio diferri vecchi abbiano chiuso o stiano chiudendo, parlo di impianti che erano di enti statali e non vorrei che anche l'impianto delle scorie facesse la stessa fine lasciando poi sul territorio solo un "deserto". Già tante volte qui ci si è lasciati prendere dalla chimera del lavoro ma mi creda dopo alcuni anni si è veramente visto il risultato.
Non vogliamo che la nostra terra sia ancora vittima di decisioni politiche sbagliate.
E' vero c'è poco lavoro in giro ma questo dipende anche da tanti fattori che esulano comunque dall'argomento in questione.
Venga in sardegna e vedrà lei stesso che non possiamo accettare un qualcosa di simile ancora oggi abbiamo aree che sono incontaminate e quelle che una volta erano le miniere che oggi sono state chiuse, sono state dichiarate dall'UNESCO il primo parco geominerario.
Mi farebbe piacere incontrarla di persona mi creda tutto sommato anche se la cosa sembra essere una sorta di polemica serve comunque come confronto anche tra colleghi che la pensano diversamente.
Speriamo almeno sia servito a smuovere un po le acque.
Spero di avere sue notize qui sul forum.
Grazie
Lorenzo Ottelli

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Caro Lorenzo,
il forum è nato per discutere e anche polemizzare, se necessario (ma sempre in modo civile ovviamente) su argomenti cari ai geologi. E questo è uno di quelli. Nessun problema da parte mia, quindi, a chiacchierare con voi di queste cose, nei modi fin qui adottati.
Conosco abbastanza la Sardegna da poter condividere con te il giudizio sulla vocazione naturalistica dell'isola. Insomma: è bellissima (quasi) dovunque si vada e con la "riconquista" del Sulcis questo orientamento sarebbe confermato.
Credo anche (non è una certezza, dovrei avere la sfera di cristallo) che il deposito non si farà in Sardegna. Ci sono posti "continentali" forse più idonei e interessi più forti altrove.
Ma come hai visto, nei nostri discorsi viene fuori il VERO problema, cioè l'accettazione da parte dell'opinione pubblica, cioè un problema politico, non tecnico. Noi tecnici dovremmo fornire gli strumenti per le decisioni dei politici, ma anche cercare di divulgare informazioni corrette all'opinione pubblica. Nel caso specifico, di nucleare in Italia se ne sa poco o nulla. Di rifiuti radioattivi ancora meno. Per esempio, non è vero che il deposito una volta riempito verrà chiuso, perchè:
1. di rifiuti radioattivi se ne producono ogni santo giorno in ospedali, aziende, fabbriche istituti di ricerca, che utilizzano materiale radioattivo per vari scopi;
2. ne consegue che il deposito sarà progettato per ospitare anche rifiuti "futuri";
3. la gran parte dei rifiuti fin qui prodotti ha un tempo di dimezzamento di 300 anni (ce ne è anche una piccola quota che decade in centinaia di migliaia di anni, ma è un altro problema, non complichiamo..) per cui il deposito sarà attivo per ALMENO 300 anni e non potrà chiudere nè domani nè dopodomani.
Come vedi la questione (lo ripeto ancora) è veramente complessa e non bastano poche informazioni per farsi un'idea. Si rischia solo di creare "panico" ingiustificato nella popolazione.
Io credo che non sarà una operazione industriale come le altre, vista la sua unicità e peculiarità e anche a seguito delle pressioni che saranno giustamente esercitate affinchè tutto sia fatto al meglio. Ci saranno molte misure di accompagno per il territorio che ospiterà il sito e credo che le regioni più avvezze a fiutare gli affari ci stiano facendo più di un pensiero...
In ogni caso il problema c'è e va risolto, cerchiamo tutti insieme di affrontare la cosa razionalmente senza isterismi o inutili campanilismi. Se il sito migliore è a (dico per dire) Isernia si faccia lì, con tutte le migliori tecnologie possibili e gli studi di sito più accurati. Ma facciamolo 'sto deposito! Sapete quanti depositi non controllati o non vigilati ci sono in Italia?! Veramente tanti, una serie (quelli sì) di discariche a cielo aperto, anche a rischio terrorismo... Un deposito unico nazionale non emette, al contrario di altre industrie o discariche, "fumi", odori, percolazioni incontrollate, può essere progettato per avere il minor impatto possibile, è assolutamente controllabile, e forse ci permetterebbe di ripensare anche al nucleare, visto il nostro disperato bisogno di energia.
A proposito: quante aziende hanno chiuso in Italia a causa del costo dell'energia elettrico TRIPLO rispetto agli altri paesi europei?! Fu la scelta dell'abbandono del nucleare VERAMENTE razionale?! Ma questo magari sarà l'oggetto di un altro argomento del forum...
Grazie a tutti per il confronto sul rifiuto del probl.. (ops) .. il problema del rifiuto radioattivo.
Ciao,


Roberto Pizzi

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Carissimo Roberto, anche oggi con piacere trovo una tua e-mail di risposta speriamo che la discussione si allarghi al più presto anche ad altri colleghi. Ritengo giusta la tua osservazione sul fatto che poco si sa sui rifiuti in genere e sopratutto sul nucleare come ritengo giusto che "Noi tecnici dovremmo fornire gli strumenti per le decisioni dei politici, ma anche cercare di divulgare informazioni corrette all'opinione pubblica." Ma purtroppo questo non sempre accade infatti da colloqui avuti con diversi tecnici della mia zona e siamo un cospicuo numero nessuno è stato interpellato per dare qualche consiglio o qualche indicazione sul perchè non si possono fare interventi di questi tipo nell'area.
Ciò che mi stupisce è il fatto che su un argomento così delicato questo non sia stato fatto. Ben inteso cose di questo genere non possono essere sicuramente affrontate da un singolo tecnico ma sarei più propenso a parlare di uno staff. Anche il più bravo geologo credo avrebbe delle difficoltà.
Ad ogni modo nessuno di quelli che sono stati sentiti dal sottoscritto hanno ricevuto richieste di consigli utili per affrontare il problema.
Sembra quasi il classico gioco che si fa quando si devono indicare delle aree a rischio dove eminenti studiosi spesso nemmeno geologi fanno un disegno su una carta e dicono che quell'area è a rischio idrogeologico.
Ecco perchè mi chiedo come fanno a dire che una delle aree potrebbe essere quella del Sulcis ad esempio.
Altro argomento è quello delle discariche. E' vero del nucleare e delle scorie radioattive se ne sa ben poco, qui già esiste molta ignoranza (nel senso buono della parola)su quelle di inerti figuriamoci quelle più complesse. Ma è altrettanto vero che parte di questa ignoranza è dovuta anche al fatto che le industrie presenti nel nostro territorio hanno prodotto, producono e produrranno altri disastri ambientali. Anche per questi motivi come già ti ho detto nella precedente e-mail non vogliamo un qualcosa del genere. Troppo abbiamo pagato e stiamo pagando.
Certamente l'energia nucleare non produce più rifiuti delle altre industrie, il problema però è che qui quasi tutto il grosso settore cosidetto industriale ha fallito su tutta la linea. Certamente anche per scelte politiche sbagliate. Capisci bene quindi che anche questo potrebbe essere l'ennesimo fallimento.
Non metto in dubbio che intorno ad una struttura del genere il giro di soldi sia colossale come non ho difficoltà ad ammettere che non sono espertissimo sul nucleare. Son d'accrdo anche sul dire si al nucleare, ma questo non toglie che il nucleare sia un problema da affrontare con enormi precauzioni che mi pare fino a questo momento non siano state prese a sufficienza.
Mah staremo a vedere!!!
Comunque l'invito a venire in sardegna è sempre valido sopratutto da qui ad agosto.
Forse un bel bagno al mare e un giro nella terra più antica d'Italia ti farà cambiare idea.
Ciao
Lorenzo

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Io credo che la scelta sul sito idoneo a stoccare scorie radioattive non venga fatta principalmente su criteri geologici o tecnici ma in base a considerazioni essenzialmente politiche.

Perchè quindi la sardegna è stata presa in considerazione? Perchè è un isola......
In tutti i paesi del mondo le scorie si trasportano, via terra, con i treni, ed i treni vengono sistematicamente individuati e spesso bloccati dai manifestanti (verdi, antiglobal e quant'altro) i quali, oltre a provocare ritardi e innumerevoli problemi, talvolta riescono a far dirottare le scorie altrove......
M
a avete mai provato a fermare una nave? Greenpeace ogni tanto ci prova, ma se non sbaglio hanno affondato (a loro) almeno uno o due battelli.

Le zone idonee allo stoccaggio di questi materiali devono avere scarsa densità abitativa (ed alcune zone della sardegna hanno fra le densità abitative più basse del nostro paese).
Ricordiamoci che il concetto di pericolosità è strettamente correlato con la densità abitativa...se non c'è gente è meno pericoloso insomma........(applicando questo principio gli USA hanno fatto esplodere delle atomiche sperimentali nei deserto)

Non dico poi che i geologi non debbano dire la loro, anzi la diranno senz'altro...e ogni osservazione tecnica sulle caratteristiche dei terreni o quant'altro servirà a definire i particolari tecnico costruttivi del sito destinato ad accogliere le scorie.
Con questo non voglio dire che sono d'accordo sulla scelta della sardegna (o di un'altro qualsiasi posto al mondo), voglio soltanto dire perchè probabilmente la scelta andrà su un'isola o comunque su una zona scarsamente popolata dove magari c'è anche bisogno di lavoro (ricordate che molte delle raffinerie sono concentrate al sud, in zone con poche prospettive occupazionali, per cui hanno di fatto barattato l'ambiente e l'ecosistema con una prospettiva occupazionale a grande scala).

Mi piacerebbe sbagliarmi ma temo che le cose stiano così.....

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