Caro Lorenzo,
il forum è nato per discutere e anche polemizzare, se necessario (ma sempre in modo civile ovviamente) su argomenti cari ai geologi. E questo è uno di quelli. Nessun problema da parte mia, quindi, a chiacchierare con voi di queste cose, nei modi fin qui adottati.
Conosco abbastanza la Sardegna da poter condividere con te il giudizio sulla vocazione naturalistica dell'isola. Insomma: è bellissima (quasi) dovunque si vada e con la "riconquista" del Sulcis questo orientamento sarebbe confermato.
Credo anche (non è una certezza, dovrei avere la sfera di cristallo) che il deposito non si farà in Sardegna. Ci sono posti "continentali" forse più idonei e interessi più forti altrove.
Ma come hai visto, nei nostri discorsi viene fuori il VERO problema, cioè l'accettazione da parte dell'opinione pubblica, cioè un problema politico, non tecnico. Noi tecnici dovremmo fornire gli strumenti per le decisioni dei politici, ma anche cercare di divulgare informazioni corrette all'opinione pubblica. Nel caso specifico, di nucleare in Italia se ne sa poco o nulla. Di rifiuti radioattivi ancora meno. Per esempio, non è vero che il deposito una volta riempito verrà chiuso, perchè:
1. di rifiuti radioattivi se ne producono ogni santo giorno in ospedali, aziende, fabbriche istituti di ricerca, che utilizzano materiale radioattivo per vari scopi;
2. ne consegue che il deposito sarà progettato per ospitare anche rifiuti "futuri";
3. la gran parte dei rifiuti fin qui prodotti ha un tempo di dimezzamento di 300 anni (ce ne è anche una piccola quota che decade in centinaia di migliaia di anni, ma è un altro problema, non complichiamo..) per cui il deposito sarà attivo per ALMENO 300 anni e non potrà chiudere nè domani nè dopodomani.
Come vedi la questione (lo ripeto ancora) è veramente complessa e non bastano poche informazioni per farsi un'idea. Si rischia solo di creare "panico" ingiustificato nella popolazione.
Io credo che non sarà una operazione industriale come le altre, vista la sua unicità e peculiarità e anche a seguito delle pressioni che saranno giustamente esercitate affinchè tutto sia fatto al meglio. Ci saranno molte misure di accompagno per il territorio che ospiterà il sito e credo che le regioni più avvezze a fiutare gli affari ci stiano facendo più di un pensiero...
In ogni caso il problema c'è e va risolto, cerchiamo tutti insieme di affrontare la cosa razionalmente senza isterismi o inutili campanilismi. Se il sito migliore è a (dico per dire) Isernia si faccia lì, con tutte le migliori tecnologie possibili e gli studi di sito più accurati. Ma facciamolo 'sto deposito! Sapete quanti depositi non controllati o non vigilati ci sono in Italia?! Veramente tanti, una serie (quelli sì) di discariche a cielo aperto, anche a rischio terrorismo... Un deposito unico nazionale non emette, al contrario di altre industrie o discariche, "fumi", odori, percolazioni incontrollate, può essere progettato per avere il minor impatto possibile, è assolutamente controllabile, e forse ci permetterebbe di ripensare anche al nucleare, visto il nostro disperato bisogno di energia.
A proposito: quante aziende hanno chiuso in Italia a causa del costo dell'energia elettrico TRIPLO rispetto agli altri paesi europei?! Fu la scelta dell'abbandono del nucleare VERAMENTE razionale?! Ma questo magari sarà l'oggetto di un altro argomento del forum...
Grazie a tutti per il confronto sul rifiuto del probl.. (ops) .. il problema del rifiuto radioattivo.
Ciao,