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Ciao, in realta' ci sono pochissime statistiche fatte dalle Universita' che permettano di sapere il destino dei vari laureati - diciamo che se ne fregano. Spesso e' difficile giudicare dal punto di vista di un accademico quali siano i settori di maggiore assorbimento dei laureati in Geologia. Cosi' ad occhio direi che moltissimi cercano di metter su uno studio con mezzi necessariamente limitati e passano anni prima che il tutto "ingrani". Certamente quelle che una volta venivano chiamate "carte tematiche" verranno rimpiazzate totalmente da equivalenti informatici. Gli unici che possono dare un senso a dati di tipo geologico-geomorfologico inseriti in GIS sono appunto i geologi. L'universita' e' certamente in ritardo rispetto a questo, ma uno puo' farsi una tesi sperimentale. Credo che non avrebbe difficolta' a trovare un lavoro. Conosco di persona alcuni geologi che lavorano con i GISs, altri che vorrebbero ma non sanno come fare arrangiandosi come possono. Avendo dimestichezza con le tecnologie GIS (softwares etc..), si possono trovare lavori anche in istituti di ricerca. L'eta' e' importante da due punti di vista: primo la concorrenza di colleghi stranieri (laureati a 22 anni), se si hanno ambizioni di lavorare a livello internazionale. Secondo, se uno si laurea in giovane eta' (sui 24 piuttosto che sui 28) ha il vantaggio di poter accettare lavori part-time o poco pagati (il fatidico milione e mezzo al mese) accumulando esperienze che poi si riveleranno preziose quando si trattera' di trovare un lavoro "vero" (pagato dignitosamente). Piu' giovani si e' piu' siamo disposti a spostarci, cambiare sede e lavoro e cosi' via quindi a fare piu' esperienze. Sono opinioni personali maturate soprattutto attraverso esperienze fatte all'estero e per conoscenza dei destini di numerosi colleghi Italiani.
Ciao
marco
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