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Sono geologo da molti anni e recentemente ho dovuto assumere un collaboratore. Ho deciso di scegliere un ingegnere e ti spiego perché. La loro facoltà insegna prima di tutto a confrontare le scienze con il mondo del lavoro: che da noi c'è confusione lo dimostra la tua domanda (un ingegnere sa già in partenza che progetterà). A scienze geologiche si preferisce preparare dei ricercatori, cioé tecnici che si confrontano con il mondo accademico ed il cui lavoro, difficile-pregevole-importante, può anche non avere nessun riscontro con la pratica quotidiana. Quello che ti posso suggerire è di impegnarti in tutto ciò che è "applicativo" fosse anche la paleontologia (e la micropaleontologia ad esempio può essere applicativa nel campo petrolifero). Chiediti sempre se una formazione geologica può dare luogo a versanti stabili o no, se è difficile costruirvi dighe o gallerie, come un determinato terreno cambia le sue proprietà se saturo o asciutto ecc. Insomma, ad una buona base geologica bisogna avere la costanza di trovarne le applicazioni e quindi l'utilità per l'uomo: sempre. Quando vedi una sonda per carotaggi ferma lungo la strada non correre dall'operaio a chiedere "cosa avete trovato" ma prima fagli domande su "perché" cercano (ovvero l'opera che devono progettare); su "come" stanno cercando (tipo di carotiere, liquido di perforazione, tipo di sonda ecc); se ciò che trovano è rotto, triturato, in falda. Solo alla fine guarda se c'é un flysch o una labradorite nelle cassette. Se lì vicino sta passando un imprenditore o un progettista senz'altro si fermerà incuriosito. Se ti limiterai alla prima domanda non si farà neanche riconoscere.
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