Ho letto velocemente (sul monitor) il testo della circolare. Mi impegno a stamparlo e a rileggerlo attentamente.
Comunque, ne traggo una considerazione, ma prima faccio una premessa: le società che svolgono indagini geognostiche non sono tutte costituite da geologi o non tutte hanno geologi nel proprio organico.

La qualità del dato è importante. L’onere della interpretazione spetta al geologo. Con buoni dati le interpretazioni saranno più “facili”, nel senso che il geologo che deve correlare più informazioni non dovrà chiedersi: “ma saranno sabbie veramente oppure sono argille?” (sto esagerando, ovviamente).
Mi capita spesso di programmare e di fare eseguire indagini geognostiche: nei miei capitolati metto sempre che in cantiere deve esserci un geologo e desidero che le stratigrafie siano impersonali (per esempio, non sopporto che l’impresa mi presenti una colonna stratigrafica dove ci sia scritto “riporto”: dovrà esserci la descrizione di ciò che è stato carotato e al resto ci penso io).
È chiaro che poi, quando redigo la relazione di compendio, devo essere certo dell’affidabilità dei dati (è meno banale di quanto si pensi).
Ebbene, quando vedo certe macchine, certi campionatori con le scarpe andate, una certa manualità poco professionale mi si rizzano i capelli e sto più attento, ma non si può essere sempre presenti durante le fasi lavorative.
Riconosco, peraltro, che la figura del garante di per sé non può risolvere tutti i problemi (e qui sono d’accordo con Cristian: si rischia di rimanere solo in un ambito burocratico) ma bisogna comprendere che c’è bisogno di serietà.
In questo senso, mi sembra anzi che la circolare dia una mano proprio ai geologi i quali sono le uniche figure professionali che possono seguire il sondatore e indirizzarlo meglio quando si presenta una necessità. Dall’altra parte, il direttore dei lavori sarà più motivato a redigere specifiche tecniche migliori in quanto sa che dovrà confrontarsi con un collega (il direttore di cantiere). Il garante, a sua volta, dovrebbe essere attento affinché l’attrezzatura e gli operai rispondano ai requisiti richiesti poiché potrebbe avere “casini” in sede di redazione del certificato di regolare esecuzione. Se parlo al condizionale non è un caso perché mi rendo conto che poi le cose “si aggiustano” sempre.
Ma, ripeto, sta sempre al direttore dei lavori (cioè colui che ha programmato l’indagine per determinati scopi e che poi dovrà tirare le fila) esigere che la qualità dei dati (che passa inevitabilmente per la qualità delle attrezzature) sia ineccepibile.
Quindi, più che boicottare la circolare direi che bisognerebbe valutarne gli aspetti migliori.
Rimane, per me, oscura la questione di coloro (liberi professionisti) i quali hanno la piccola attrezzatura (per esempio, penetrometro) che usano per i loro lavori: saranno “validi” quei dati ai sensi della circolare?
Altro discorso, ma lo rimandiamo a un’altra volta, meritano i laboratori geotecnici.

Saluti,
giuseppe basile