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Iscritto: Apr 2000
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Scrivevi:
"Veniamo al dunque: secondo me state facendo confusione tra porosita' e permeabilita'."
Indubbiamente.
Con questi termini io mi riferisco alla "porosity" ed alla "hydraulic conductivity" dei testi anglosassoni.
Scrivevi ancora:
"La porosita' e' una sola ed e' data dal rapporto Vv/V volume dei vuoti/volume del campione"
In geotecnica sicuramente si', ma in idrogeologia temo di no, tanto e' vero che in presenza di porosita' sia primaria che secondaria, si rende necessario utilizzare metodi specifici per determinare i coefficienti di immagazzinamento e la trasmissivita' dell'acquifero esaminato, a meno che il traferimento di fluido dalla porosita' primaria alle fratture non sia relativamente rapido.
In una prova di portata la presenza di un doppio tipo di porosita' si riconosce perche' dopo un periodo iniziale di comportamento "tradizionale" della curva abbassamenti-tempo (abbassamento e successiva stabilizzazione), si ha una ripresa dell'abbassamento, con un pattern simile a quello che fornisce una prova su un acquifero a "deflusso ritardato". La prima parte della curva e' data dall'abbassamento provocato dal richiamo dell'acqua della porosita' secondaria (che presenta alta permeabilita' e basso coefficiente di immagazzinamento), mentre la seconda parte della curva (stabilizzazione e ripresa dell'abbassamento) e' dato dall'afflusso di acqua dalla porosita' primaria (bassa permeabilita' ed alto coefficente di immagazzinamento).
Naturalmente ben prima di fare la prova di portata si deve sapere (dall'esame delle litologie attraversate) che questo caso si puo' presentare, perche' fermare la prova dopo la prima stabilizzazione del livello porta a valutazioni inesatte delle caratteristiche dell'acquifero.
In questa situazione non ha senso parlare di singola porosita', ma si e' costretti a definire una porosita' primaria, differenziata da una secondaria proprio perche' esistono un S(f) ed un S(m)che devono essere individuati per fare valutazioni attendibili sulle caratteristiche dell'acquifero e sulle potenzialita' del pozzo.
Un terzo tipo di _porosita'_ ("terziaria"?) non ha ragione di esistere e difatti non viene differenziata in _tutti i testi di idrogeologia citati_.
Per quanto riguarda i metodi specifici utilizzati convenzionalmente per individuare i parametri caratteristici di un acquifero a doppia porosita', immagino che i colleghi cosi' esperti di porosita' da scandalizzarsi delle risposte dei candidati all'esame di stato e da disdegnare testi stranieri sull'argomento, siano perfettamente in grado di spiegare quali siano, come funzionino ed in cosa si differenzino da altri metodi utilizzati per prove di portata su acquiferi meno "problematici".
A disposizione per ulteriori chiarimenti (e senza bisogno che paghiate le mie conoscenze, che non sono state acquisite in corsi universitari)
A risentirci.
Note: "Deflusso ritardato" = "delayed yeld" dei testi anglosassoni S(f)= coefficiente di immagazzinamento delle fratture (da porosita' secondaria) S(m)= coefficiente di immagazzinamento della porosita' della matrice (da porosita' primaria)
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