Mi sembra un caso formalmente anomalo (anche se poi, nella pratica, non lo è poi tanto): il Comune avrebbe dovuto darti l'incarico professionale per la redazione della relazione geologica. Dell'aspetto imprenditoriale avresti potuto occupartene tu direttamente in qualità di direttore lavori delle indagini (considerati i modesti importi) o la stessa Amministrazione avrebbe dovuto appaltare (come ha fatto) i lavori di indagine, lasciando poi a te, professionista incaricato, il compito di "scioglierci i numeri", cioè di interpretare, correlare, giudicare, estrapolare, ecc. Se le cose fossero avvenute così (e se tu non rivestissi il doppio ruolo di professionista e di impresa), saresti stato contento che l'impresa fosse specializzata o, meglio, certificata.
Invece, sulla questione dei "numeri" ti do ragione: se il lavoro è piccolo c'è il rischio che l'impresa "inventi". Tuttavia, anche questa circostanza è strana: chi dirigeva i lavori? Da chi era stata proposta la campagna di indagine? Come mai, "dietro", non c'era un geologo?
giuseppe basile