Egr. futuri colleghi,
pur concordando con le osservazioni di coloro che vi consigliano di scegliere un indirizzo applicativo se desiderate poi inserirvi nel lavorativo extra-universitario, vorrei ricordare a tutti che la facoltà di Scienze Geologiche è nata (credo negli anni quaranta, ma non sono sicuro della data) da quella di Scienze Naturali: basti pensare che il più famoso geologo italiano (Ardito Desio) era in realtà laureato in scienze naturali. smile
Tali origini non vanno, a mio avviso, misconosciute, ma valorizzate, altrimenti rischiamo di essere degli ingegneri di serie B, dal momento che non ne abbiamo nè la preparazione matematico-fisica, nè la forma mentis.
Se alla preparazione matematico-fisica si può ovviare (ed in parte il nuovo ordinamento lo fa!),la forma mentis da geologo è e deve restare diversa da quella di un ingegnere.

La capacità di comprendere i fenomeni naturali, che spesso non sono inseribili in canoni rigidamente matematici, si ottiene anche grazie allo studio di materie e discipline che apparentemente poco hanno a che vedere con usi pratici:
1) geomorfologia : la comprensione di fenomeni di instabilità di versanti e/o della dinamica fluviale (solo per fare due esempi) non può prescindere da un'analisi geomorfologica del versante, del bacino, dell'asta fluviale. Tale analisi è in genere difficilmente inseribile in categorie matematiche, ma si basa sull'osservazione del fenomeno e sull'analisi dei fattori che danno luogo al fenomeno stesso (litologia, tettonica, circolazione idrica superficiale e sotterranea, caratteristiche meteo-climatiche, acclività, vegetazione, ecc...);
2) idrogeologia : anche se molti aspetti idraulici di un acquifero possono essere analizzati e compresi attraverso l'esecuzione di prove e molti parametri determinati tramite elaborazioni matematiche, la comprensione della circolazione idrica sotterranea non può prescindere dalla conoscenza dettagliata della GEOLOGIA (lo scrivo volutamente in lettere maiuscole per evidenziarne l'importanza)dell'area;

3) sedimentologia : come comprendere adeguatamente e compiutamente le caratteristiche idrogeologiche di un sistema acquifero di pianura senza conoscere le dinamiche deposizionali che lo hanno generato? oppure i parametri geotecnici di un terreno di fondazione si possono determinare attraverso prove in situ o di laboratorio, ma i dati che si ottengono possono condurre a gravi errori di valutazione (ed è per questo motivo che la competenza in materia di relazione geotecnica deve essere dei geologi e non degli ingegneri!) se non si conoscono le condizioni al contorno, che sono considerazioni di carattere sedimentologico, idrogeologico, geomorfologico, ecc... (in una sola parola di carattere GEOLOGICO)!
4)mineralogia e petrografia : come è possibile fare un'adeguata analisi strutturale di un'area nella quale si voglia construire un manufatto (una galleria, una strada, un edificio, un ponte, una diga, ecc...) se non si conoscono le caratteristiche petrografiche dei litotipi interessati dall'intervento? oppure come si può impostare appropriatamente il piano di coltivazione di una cava se non si conoscono le caratteristiche petrografiche delle rocce che si intendono cavare?

In sintesi e per concludere se intendete orientarvi verso la libera professione o verso il lavoro nel settore applicativo sicuramente fareste bene a privilegiare esami di tipo applicativo (geologia tecnica, geotecnica, idrogeologia, geofisica applicata, ecc...), ma senza misconoscere l'importanza che molti esami cosiddetti "puri" hanno nel formare la vostra competenza di geologi!

Ciao e auguri


"pensare globalmente, agire localmente"