Vorrei provare a raccogliere il sasso lanciato da VM.

1- Università:
non prepara al lavoro, insegna sempre meno a ragionare ma soprattutto NON FA SELEZIONE che sarebbe darwinisticamente utile al miglioramento della "specie".
Che sia il caso di introdurre un paio di anni di tirocinio obbligatorio? Per quanto modesto, io sto già dando il mio contributo.

2- Teoria universitaria vs. professione
ci stiamo rendendo conto che i corsi di studi non applicativi sono quantomai inadeguati alla professione.
Con il dpr 328 gli ingegneri si sono divisi in 4 specializzazioni, non esiste più l'ingegnere tuttologo. Facciamo così anche per i geologi e: 1) ammettiamo alla professione come noi la intendiamo solamente gli applicati; 2)suddividiamoci per diverse specializzazioni.
O i baroni si riconvertono, oppure scelgono di formare ricercatori preparati all'americana come intende Baffi.

3- ancora sui baroni
ma è mai possibile che gli universitari imperversino nell'accaparrarsi i grandi incarichi per le amministrazioni sfruttando manodopera studentesca, strutture e licenze software pagate dal contribuente?

4- ordine
sento la mancanza di corsi di aggiornamento impegnativi, sui temi della modellazione e non solo, cui solo l'ordine puo' dare risposta.
Tutto nell'ottica di creare 2-3 settori di specializzazione.

5-
Mentre discutiamo, ricordiamoci che i nuovi ingegneri ambientali occuperanno il nostro spazio di lavoro.

Saluti