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è possibile che nessuno abbia idee?????

solo lamenti!!!!!!

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C'è poco da avere idee o da lamentarsi !!
L'università è fatta così, teoria allo stato brado ed aberrazione della stessa !!
E'inutile stare a disperarsi per cambiare qlc, perchè l'Uni (ed i suoi dipendenti) fa solo il suo lavoro, e cioè INSEGNARE PURA E SEMPLICE TEORIA.
I problemi che troviamo noi nel nostro corso di laurea li trovano gli altri a medicina, legge, architettura ...
La soluzione, a mio modesto avviso è solo una:
rimboccarsi le maniche, giù la testa e a forza di testate (e relative rotture della stessa) farsi strada e crearsi sulle proprie spalle l'esperienza anche a costo (purtroppo) di errori.
Approfitto di questa occasione per riprendere un mio discorso su un altro tema (art. 328):
- i laureati del nuovo corso di laurea in tre anni dovrebbero avere più esperienza pratica, viste le materie dei piani di studio del tutto nuove ed apparentemente più professionali; ma sarà sufficiente per sfondare nel mercato del lavoro, anche europeo, o saranno anche loro "impediti" da una mancanza di insegnamenti "pratici" ?
Se così fosse i nuovi corsi di laurea sarebbero destinati a fallire già dall'inizio ed il tentativo del Governo di "aprirci" una strada europea (è per questo che sono state istituite queste lauree, siamo il paese europeo con il maggior numero di abbandoni durante gli studi !!) sarebbe vano confused

Ciao Egidio, passa a trovarmi quando sei dalle mie parti.

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Ciao a tutti!!
In questa infuocata discussione io vorrei raccontare (senza alcun commento mio)una cosa che mi tocca molto da vicino...traete voi poi le conclusioni. Io ho fatto una tesi in idrogeologia e mi sono trovata la possibilità di creare un modello matematico di una falda acquifera con Modflow. Premesso che la tesi è stata sviluppata in collaborazione con la società responsabile della gestione delle risorse idriche qui a Spezia, e che questa società ha acquistato il software GMS e poi l' ha lasciato a prendere polvere finchè non ci sono capitata io per caso...non mi spiego come mai non sfruttino appieno questi strumenti, visto e considerato che sarebbe nel loro interesse...(nel mio caso non è poi così vero che le aziende sono interessate ad aggiornarsi!) ma non voglio divagare troppo. Siccome mi serviva un referente a Pisa mi sono rivolta ad uno dei "nomi" della facoltà...io volevo a tutti i costi utilizzare il computer per cominciare ad imparare cose utili per il mio futuro e mi sono ritrovata con uno che mi guardava come se fossi stata una fanatica venuta da un altro pianeta, che mi ha detto chiaro e tondo che lui del computer non si fida, che non sa nemmeno accenderlo (lui è uno che fa davvero tutto con carta e penna!)e che non ha esitato a ripeterlo davanti alla commissione di laurea quando ha introdotto la mia tesi...
Vagli a far capire che dietro ad un modello non c'è il computer, ma ci sono la matematica e la fisica...e soprattutto vagli a far capire che lui ormai è un nome, ma che se io vado a cercare un impiego senza avere idea di come si usa il computer mi ridono in faccia!! La volta che ho avuto la bella idea di portare il notebook (gli dovevo pur far vedere le uscite del modello e lui, manco dirlo, il computer in studio non ce l'ha!!)non ci si è nemmeno voluto accostare...
È stata una fatica improba! Eppure il due del mese sono cominciati i corsi e lui ha una trentina di nuovi studenti e non se ne da per inteso di aggiornarsi un po'. Dovrebbe essere obbligatorio per i docenti tenersi aggiornati! Ah, dimenticavo, non ditemi che è un problema di chi fa solo ricerca e lavora solo in università, perchè questo qui ha uno studio e anche avviato!!
Riciao a tutti!!


Valentina
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Vorrei provare a raccogliere il sasso lanciato da VM.

1- Università:
non prepara al lavoro, insegna sempre meno a ragionare ma soprattutto NON FA SELEZIONE che sarebbe darwinisticamente utile al miglioramento della "specie".
Che sia il caso di introdurre un paio di anni di tirocinio obbligatorio? Per quanto modesto, io sto già dando il mio contributo.

2- Teoria universitaria vs. professione
ci stiamo rendendo conto che i corsi di studi non applicativi sono quantomai inadeguati alla professione.
Con il dpr 328 gli ingegneri si sono divisi in 4 specializzazioni, non esiste più l'ingegnere tuttologo. Facciamo così anche per i geologi e: 1) ammettiamo alla professione come noi la intendiamo solamente gli applicati; 2)suddividiamoci per diverse specializzazioni.
O i baroni si riconvertono, oppure scelgono di formare ricercatori preparati all'americana come intende Baffi.

3- ancora sui baroni
ma è mai possibile che gli universitari imperversino nell'accaparrarsi i grandi incarichi per le amministrazioni sfruttando manodopera studentesca, strutture e licenze software pagate dal contribuente?

4- ordine
sento la mancanza di corsi di aggiornamento impegnativi, sui temi della modellazione e non solo, cui solo l'ordine puo' dare risposta.
Tutto nell'ottica di creare 2-3 settori di specializzazione.

5-
Mentre discutiamo, ricordiamoci che i nuovi ingegneri ambientali occuperanno il nostro spazio di lavoro.

Saluti

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Provo a reispondere punto per punto

1 - Università

Sono d'accordo sul fatto che non prepara e non fa selezione.

Quello della selezione in verità è un problema dei tutta la scuola italiana. E' inutile mandare avanti capre che poi.....

Io introdurrei per la nostra facoltà se non il numero chiuso per lo meno un esamae di ammissione (sia chiaro in tutte le Università d'Italia)

Per quanto attiene il tirocinio sarei pienamente d'accordo a patto che non si trasformi nella solita buffonata come per altre professioni. Vale a dire che non sia un mezzo da dare ad alcuni professionisti per sfruttare i giovani o che gli attestati di tirocinio diventino una mera formalità o peggio merce di scambio.

2- Teoria universitaria vs professione

Purtroppo l'Università italiana è nata cpme teorica e molto poco o per nulla pratica e tuttora risente di questa impostazione. Però per lo meno un tempo ti insegnava a studiare e questo era molto utile al momento in cui dovevi affacciarti alla professione. Ora ho l'impressione che non sia più così.

Per la nostra facoltà è necessario poi fare una distinzione non tra indirizzo pretico o non pratico ma tra indirizzo naturalistico ed "ingegneristico". Ciò rende ancora più necessario che per gli ingegneri la suddivisione in primo luogo tra questi due grandi rami.

Per quanto attiene il campo applicativo dovrebbero poi essere definiti tre grandi indirizzi, idrogeologico, "geology engineering" e minerario.

Già sarebbe molto che si insegnasse la teoria relativa ad ogni indirizzo.

E' emblematico il caso citato da Valentina di quel professore di idrogeologia si rifiuta (o per la sua preparazione) non è in grado di insegnare a gestire o di gestire un Modello Modflow. Sarebbe già qualcosa se fosse in grado di insegnare su come impostarlo, ma evidentemente (a parte l'informatica) è completamente ignorante nel campo dell'idrogeologia.

E' evidente che anche gli esami per l'esercizio della professione siano suddivisi per indirizzo.

L'esame di stato per ingegneri chimici non è lo stesso di quello per ingegneri civili edizizia, inoltre un ingegnere chimico (anche se abilitato all'esercizio della professione) non può firmare tutto ma ha dei limiti.

Non esiste infatti l'ingegnere abilitato ad essere "tuttologo".

Dici riconvertire i baroni o formare ricercatori all'americana? Come è possibile se non sono in grado di utilizzare gli attuali strumenti di ricerca quali i modelli matematici.

Bisogerebbe cacciarli e sostituirli con persone che vengono dal mondo del lavoro. Lo so questo in Italia è impossibile.

3 - ancora sui baroni

E' veramente uno scandalo, i baroni (quasi sempre mostri di ignoranza dal punto di vista pratico) imperversano acaparrandosi grandi incarichi a spese dei professionisti e spesso intralciandoo danneggiando il loro operato.

Mi sono trovato spesso trovato tra le p.... uno di questi baroni il quale non faceva altro che dire c.....

M alui era il barone ed io un povero professionista formatosi alla professione purtroppo all'estero e quindi lui aveva sempre ragione.

Mi ricordo un'accesa discussione sullo scavo di una galleria, io sostenevo che sia il tracciato che le metodologie di scavo da lui proposte erano errate -professò così alla progressiva... ci entra tutto dentro come dentifricio- macchè. Inizai lo scavo, alla progressiva... "tutto dentro come dentifricio". Risultato galleria ferma per quasi 10 anni.

Quindi lo scandalo non è solo quello di utilizzare strutture varie pagate da noi, ma quello di accaparrarsi incarichi che non sono assolutamente in grado di svolgere.

5 Ordine

L'Ordine potrebbe nel frattempo supplire alle carenze degli studi universitari organizzando corsi di formazione professionale, ma anche in questo campo (conme del resto in altri) brilla per la sua latitanza.

E' vero che la visibilità e le attività del nostro Ordine sono estremamente ridotte, ma credo che utilizzando parte dei nostri versamenti e dandosi da fare per finanziamenti pubblici, qualcosa in questo senso potrebbe fare.

A proposito mi sapete spiegare cosa fa il Consiglio Nazionale?

5 Ingegneri ambientali.

Certo se si continua con queste sterili discussioni e nessuno, in aprticolare l'ordine, non si dà una mossa, gli ingegneri ambientali occuperanno quasi tutto il nostro spazio.
Da qui la mia provocazione, non sarebbe meglio abolire facoltà e ordine e confluire tutti (se ci vogliono) nell'ordine degli ingegneri?

Scherzi a parte, io ormai sono vecchio, ho vissuto ormai tutta la professione con grandi soddisfazioni all'estero e molto poche in Italia, vorrei quindi che voi giovani vi muoveste, cercaste di creare un movimento per evitare che la nostra professione cada sempre più in basso e non siate obbligati a passare come me quasi tutta la vita in giro per il mondo.

Datevi da fare, approfitate del web, create un movimento di contestazione (civile) a livello nazionale. Io posso fare solo poche cose, consigliarvi ed appoggiarvi anche se il mio appoggio vale poco, sono e sono stato fuori per principio dalle stanze dei bottoni.

Saluti a tutti e buona fortuna

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L'UNIVERSITA' E LA PROFESSIONE CORRONO SU DUE BINARI DISTINTI E PERTANTO INSEGNANTI E PROFESSIONISTI APPARTENGONO A MONDI ALTRETTANTO DIVERSI. SONO RARI GLI ESEMPI DI INSEGNANTI CHE FANNO DIVENTARE LE LEZIONI QUALCOSA DI PIU' AFFINE ALLA PRATICA CON ESEMPI TRATTI DALLA REALTA' LAVORATIVA FRUTTO MAGARI DELLA PROPRIA ESPERIENZA EXTRA SCOLASTICA. E' ALTRESI' INCREDIBILE COME MOLTI ISTITUTI SIANO PRIVI DI STRUMENTAZIONE ADEGUATA, PERTANTO MI CHIEDO DOVE FINISCANO I SOLDI DEI CONTRIBUENTI E A COSA SI RIFERISCA LA VOCE "LABORATORIO" SULLA TASSA CHE IL MIO BABBO GENTILEMENTE PAGAVA...DATO CHE DI LABORATORI NON NE HO MAI VISTI..E PER FARE APRIRE QUELLO DI MINERALOGIA PER PREPARARE IL MIO ESAME DI OTTICA MINERALOGICA HO DOVUTO LITIGARE CON L'ASSISTENTE (TANTO PER FARE UN ESEMPIO...E NON VADO OLTRE..)MI CHIEDO SE PER LE UNIVERSITA' SIA COSI'IMPEGNATIVO..DICO ALMENO...FARE DELLE VISITE GUIDATE A QUALCHE CANTIERE O AD UN LABORATORIO DI MECCANICA DEI TERRENI..(NELLA MIA UNIVERSITA' SARA' SUCCESSO UNA VOLTA..FORSE..)SEMBRA QUASI CHE GLI INSEGNANTI NON ABBIANO ALCUN INTERESSE A SFORNARE POSSIBILI PROFESSIONISTI E PREFERISCANO PIUTTOSTO INFOLTIRE LA SCHIERA DI RICERCATORI SOTTOPAGATI IN MANIERA TALE DA PERSEGUIRE ED ESTENDERE GLI OBIETTIVI DI RICERCA DI OGNI SINGOLO ISTITUTO..QUESTI ULTIMI IN CONTIUA LOTTA TRA LORO..ANZI GARA...E PERTANTO COSTITUENTI DELLE CELLULE A SE' ALL'INTERNO DELLA FACOLTA'..INOLTRE GLI ARGOMENTI DI RICERCA ( E QUINDI DI TESI) NON SONO ALTRO CHE LAVORI CHE GLI INSEGNANTI SI ACCAPARRANO, GUADAGNANDOCI PURE MOLTO BENE.., E CHE DANNO DA SVOLGERE A LAUREANDI E RICERCATORI VARI..COSI' DOPO I BARONI AVRANNO NEL LORO CURRICULUM UN BEL PO' DI PUBBLICAZIONI (AD ESEMPIO SULLA MIO LAVORO DI TESI E' STATA FATTA UNA BELLA PUBBLICAZIONE DA PORTARE IN AMERICA AD UN CONVEGNO OVVIAMENTE PRIMA CHE MI LAUREASSI.. mad )ANCHE CERTI PROGRAMMI SONO POI OBSOLETI..MOLASSA.SOVRASCORRIMENTO..TUTTO OK...MA DOPO NESSUNO SA COSA SIA UN PENETROMETRO..NESSUNO MAI HA SENTITO PARLARE DI DIAFRAMMA..DI MICROPALO..FIGURIAMOCI DI PALANCOLE LARSENN..MI CHIEDO CHE SENSO HA SDOPPIARE MATEMATICA SE POI LE MATERIE, I PROGRAMMI E GLI INSEGNANTI RIMANGONO SEMPRE GLI STESSI? frown confused IO CHIEDO UNA COSA..E SPERO CHE NESSUNO ME NE VOGLIA MALE...MA L'ORDINE IN QUALCHE MANIERA NON PUO' INTERVENIRE ANCHE A LIVELLO DI SINGOLO ATENEO? NON PENSO CHE FARE UNA STRAGE ALL'ESAME DI STATO SIA UNA SOLUZIONE IN QUANTO CI SI TROVA DAVANTI A EX STUDENTI POCO PREPARATI..D'ALTRONDE SI SA BENISSIMO CHE NON TUTTI HANNO LA FORTUNA, UNA VOLTA TERMINATI GLI STUDI, DI TROVARE UN PROFESSIONISTADISPONIBILE AD INSEGNARE IL MESTIERE IL QUALE DOVREBBE ESSERNE FELICE ANCHE PER MOTIVO DI RIVALSA NEI CONFRONTI DI UNA ISTITUZIONE CHE BARCOLLA...MA SAPPIAMO CHE ANCHE TRA COLLEGHI ESISTE IL BARONATO.. frown :rolleyes: ED UN NOVIZIO BEN PREPARATO POTREBBE FAR PAURA.. laugh IO SPERO CHE L'ORDINE DEI GEOLOGI DIVENTI MOLTO FORTE IN FUTURO COSI' DA POTER COMPETERE CON QUELLO DEGLI INGEGNERI INGIUSTAMENTE ELITARIO...QUESTA E' LA MIA SPERANZA FRUTTO DELLE MIE SENSAZIONI NEL MONDO DEL LAVORO ( LE PRIME) E DELL'EX MONDO UNIVERSITARIO SU CUI POTREI SCRIVERE DEI MEMORIALI..RITENGO CHE IL NOSTRO SITO SIA UN BUON PUNTO DI PARTENZA PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE (GRAZIE MR.GRASSO ! cool ) PERTANTO SPERO CHE IN FUTURO CI SIANO INTERESSANTI PROPOSTE ED INIZIATIVE CHE POSSANO CONSOLIDARE LA CREDIBILITA' DEL GEOLOGO E A MIGLIORARNE LA QUALITA' DEL SERVIZIO OFFERTO (CORSI POST LAUREA, CONVEGNI, FIERE..) wink

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Non so se per voi sia una novità questa cosa che ho trovato riguardo ai baroni, che incollo chiedendo scusa a Grasso se già presente sul sito:

***********************

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
Deliberazione n. 179
Adunanza del 25 giugno 2002

Oggetto: incarichi professionali a docenti universitari

Esponente: Università degli Studi di Firenze

Riferimento normativo:articolo 17, comma 1, lettere a), b) e c) legge 109/94 e s.m.i.

Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici

Considerato in fatto

L’Università degli Studi di Firenze ha sottoposto all’Autorità una richiesta di parere in merito alla possibilità di affidare incarichi di progettazione esterna, trovandosi nelle condizioni di cui al comma 4 dell’articolo 17 della legge 109/94 e s.m., a personale docente dei Dipartimenti dell’Università stessa non appartenente all’Ufficio Tecnico ovvero di corrispondere loro l’incentivo di cui all’art. 18 della medesima legge in caso di progettazione interna.

Stante la rilevanza della questione ed il coinvolgimento di numerosi interessi di settore, in conformità a quanto stabilito dal Regolamento sul funzionamento dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, è stata convocata un’audizione che ha avuto luogo presso la sede dell’Autorità stessa in data 11 aprile 2002.

A detta audizione hanno partecipato i rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica, della Conferenza dei Rettori delle Università italiane e del Consiglio Nazionale degli ingegneri.

I rappresentanti della Conferenza dei Rettori delle Università italiane hanno sostenuto l’incompatibilità di incarichi affidati a singoli docenti a tempo pieno in qualità di liberi professionisti, mentre appare legittimo che docenti a tempo parziale possano concorrere al pari degli altri professionisti alle procedure di affidamento degli stessi.

Diversa è la situazione qualora si tratti di incarichi affidati ad un dipartimento dell’Università cui appartiene il docente, trattandosi in detto ultimo caso di un’attuazione del principio dell’avvalimento da parte di una pubblica amministrazione dell’operato di altra amministrazione. I dipartimenti universitari, inoltre, possono anche costituire società di capitali e, quindi, partecipare ad affidamenti esterni di incarichi di progettazione.

I rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno sostenuto che nel caso di progettazione interna all’Università non sembrano esserci motivi ostativi a che l’incarico sia affidato ad un docente della stessa Università. Del pari potrebbe considerarsi nel caso in cui un’amministrazione, mediante stipula di apposita convenzione con l’Università, intenda avvalersi delle strutture di quest’ultima per la predisposizione di elaborati progettuali: anche in quest’ultimo caso si tratterebbe di una forma di progettazione interna, anche se l’istituto dell’avvalimento è espressamente previsto dalla legge solo per i Provveditorati e le amministrazioni provinciali.

In quanto alla possibilità, poi, di affidare incarichi di progettazione a docenti universitari quali liberi professionisti nel caso in cui l’Università partecipi a dette procedure di gara, il Ministero suddetto ritiene che ciò potrà avvenire qualora l’Università indichi i nominativi dei docenti specificamente incaricati della progettazione.

Il Consiglio Nazionale degli ingegneri ha affermato che le Università non possono ritenersi legittime affidatarie di incarichi di progettazione in quanto le stesse, in proprio ovvero mediante società di servizi appositamente costituite, non sono da ritenersi ricomprese nell’elenco di cui all’art. 17 lettere dalla a) alla g) della legge 109/94 e s.m..

Successivamente all’audizione, la presente tematica è stata anche sottoposta alla attenzione dei firmatari dei Protocolli d’intesa con questa Autorità, che hanno formulato le seguenti valutazioni.

L’Ala Assoarchitetti ha sottolineato il rischio collegato all’allargamento ai docenti universitari della possibilità di essere incaricati di attività di progettazione, direzione lavori ed accessorie, stante la accertata possibilità per gli stessi di potersi avvalere di collaboratori che svolgono la propria attività a favore dei docenti praticamente a costo zero. Ciò comporterebbe un rischio di turbativa del mercato a discapito dei liberi professionisti.

Secondo l’OICE l’art. 17, comma 1, della legge 109/94 e s.m. consente alle stazioni appaltanti di affidare incarichi di progettazione ad altre amministrazioni pubbliche nel caso vi sia una specifica disposizione normativa al riguardo. Peraltro, il decreto legislativo 157/95 consente l’utilizzazione di “altre amministrazioni pubbliche solo in virtù di specifiche disposizioni legislative, regolamentari o amministrative”. Pertanto, secondo l’Oice, al momento non si ravvisa la possibilità di affidare detti incarichi alle Università non esistendo una norma che lo preveda espressamente. Inoltre, le Università in quanto tali non sono qualificabili come società di professionisti o di ingegneria e, pertanto, non possono partecipare agli affidamenti esterni di incarichi di progettazione.

Ritenuto in diritto

Occorre preliminarmente evidenziare la disciplina vigente sugli incarichi di progettazione.

Nell'atto di regolazione 6/99, in tema di incarichi di progettazione e direzione lavori al punto VII delle conclusioni l’Autorità ha statuito che "rimangono salvi, per i dipendenti a tempo pieno, lo svolgimento degli incarichi consentiti dalle norme sul pubblico impiego e, per i dipendenti a tempo definito, lo svolgimento degli incarichi che non incorrano nei divieti sopraindicati, nonché, per particolari categorie di dipendenti, l'applicazione di disposizioni che derogano alla disciplina generale sopra esaminata."

Per quanto attiene al personale docente universitario occorre riferirsi alla speciale disciplina di settore, così come individuata dal DPR 382/1980 e s.m.i.

Per il personale docente a tempo pieno va rilevato che l'articolo 11, comma 5 del regolamento suddetto instaurava una preclusione di carattere generale allo svolgimento di qualsiasi attività professionale e di consulenza esterna. Successivamente la legge 118/1989 ha modificato il DPR 382/1980 stabilendo che i docenti possono svolgere attività per conto di amministrazioni pubbliche purché prestate in quanto esperti nel proprio campo disciplinare e compatibilmente con l'assolvimento dei propri compiti istituzionali di insegnamento e di servizio.

Tuttavia, la giurisprudenza ha inteso tale deroga non operante nel senso di ammettere generalmente la legittimità di ogni attività svolta per conto di amministrazioni pubbliche, ma limitata alle sole eccezioni alle incompatibilità già normativamente previste (perizie giudiziarie e partecipazione ad organi di consulenza tecnico scientifica di alcuni Enti) che, rientrando nei compiti istituzionali dei soggetti pubblici, gli stessi ritengano opportuno far svolgere da docenti universitari a tempo pieno.

Viene con ciò ribadito il principio generale della incompatibilità dell'attività di docente universitario a tempo pieno con qualsiasi attività professionale e di consulenza esterna o con qualsiasi incarico retribuito.

Relativamente al personale a tempo parziale, si rappresenta che l'articolo 1, comma 56, della legge 662/1996 pur consentendo l'espletamento di attività libero professionale al suddetto personale, preclude agli stessi di ricevere incarichi da parte delle amministrazioni pubbliche.

Detta disposizione di carattere generale non si applica ai docenti universitari, in quanto per gli stessi vige la disciplina speciale di cui al DPR 382/1980, che afferma in generale la compatibilità con lo svolgimento di attività libero professionali, senza porre ulteriori limitazioni per i docenti a tempo parziale.

Va da sé che, relativamente alle modalità di affidamento degli incarichi professionali di progettazione a personale docente a tempo parziale, gli stessi devono essere espletati con le procedure di cui agli articoli 62 e seguenti del DPR 554/99.

Invece la possibilità di affidare al personale docente pur non appartenente all’Ufficio Tecnico dell’Ateneo, incarichi di progettazione interna, remunerati con l’incentivazione di cui all’articolo 18 della legge 109/94 e s.m.i. non trova nello stato giuridico dell’ordinamento universitario punti di riferimento che consentano di ritenere detto personale equiparabile ai dirigenti assegnati all’Ufficio tecnico.

Per quanto riguarda la possibilità per i dipartimenti universitari in quanto tali di partecipare alle procedure di affidamento degli incarichi di progettazione indetti da altre amministrazioni occorre considerare che l’art. 17 della legge 109/94 e s.m. fornisce il seguente elenco, avente carattere tassativo, dei soggetti aventi diritto a concorrere per gli affidamenti stessi:

- liberi professioni singoli od associati;
- società di professionisti;
- società di ingegneria;
- raggruppamenti temporanei costituiti dai suddetti soggetti.

Diversa è l’ipotesi che i dipartimenti universitari delle facoltà tecniche costituiscano apposite società in base all’autonomia riconosciuta alle università dalla legge 9 maggio 1989, n.168 e s.m.i., ed in particolare alla possibilità per gli istituti universitari di ricorrere, quali forme autonome di finanziamento, anche a corrispettivi di contratti e convenzioni nonché a proventi di attività.

In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

- accerta che l’attività di docente universitario è incompatibile con l’attività professionale di progettazione e di direzione lavori e che l’attività di docente a tempo parziale, in virtù della disciplina speciale di cui al DPR 382/1980, è compatibile con lo svolgimento di attività libero professionali e pertanto tale personale può svolgere incarichi di progettazione nell’ambito delle competenze previste dai rispettivi albi professionali, mentre non può espletare incarichi di progettazione interna, remunerati con l’incentivazione di cui all’articolo 18 della legge 109/94 e s.m.i.;

- accerta che la L.109/94 e s.m. e il D.Lgs.157/95 non contemplano la possibilità che un’amministrazione, mediante stipula di apposita convenzione con l’Università, si avvalga delle strutture di quest’ultima per la predisposizione di elaborati progettuali;

- manda all’Ufficio Affari Giuridici perché comunichi la presente deliberazione al soggetto istante.

**************************

Saluti

il Relatore il Presidente

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Credo che si stia uscendo fuori tema.

Non si discute delle leggi che limitano la possibilità di prof di acquisire commesse(a parte che poi trovano semore il modo di svicolare)ma della preparazione che l'università dà ai giovani facendo si che spesso (non per colpa loro) questi si trovino in difficoltà nel mondo del lavoro e a volte purtroppo sp... la nostra professione.

Seravo che qualcuno facesse proposte valide ma a parte i lamenti non sento altro.

Ragazzi gli ingegneri ci seppelliranno!!!!!

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Non capisco bene dove si voglia arrivare.

Credo che siamo tutti d'accorodo che bisognerebbe modernizzare nei contenuti e negli strumenti l'universita'. Cercare di produrre laureati che sappiano gia' essere un minimo operativi.

Ma non e' che facendo proposte da qui cambieremo il mondo, bisogna cercare di sostituire (processo lento)i docenti con nuove leve dalla mentalita' e capacita' piu' aperte.

Nel frattempo chi e' ai vertici del nostro ordine, deve cercare in tutte le maniere di salvaguardarci e non permettere che altre figure ci mettano i piedi in testa: quando sono stati presentati i programmi di studio di lauree tipo ingegneria per ambiente e territorio e' possibile che nessuno si sia accorto che potevano portare la geologia all'estizione ?

Ma a parte ovvie e scontate considerazioni, quali proposte dovrebbero emergere da questo forum proprio non so !

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MI ASSOCIO CON L'AUTORE DEL MESSAGGIO PRECEDENTE (ESSEMARIO)..IN SOSTANZA E' QUELLO CHE HO DETTO IO DOPO UN LUNGO PREAMBOLO (SFOGO..FORSE? :rolleyes: ). PENSO CHE L'UNICA COSA DA FARE SIA QUELLA DI "SPAZZOLARE LE FOGLIE VECCHIE DAL GIARDINO UNIVERSITARIO" QUANTOMAI DECADENTE eek E PERMETTERE L'INSERIMENTO DI NUOVE LEVE CON MENTALITA'APERTA E IDEE NON DICO NUOVE..MA ALMENO MODERNE..AL TEMPO STESSO RITENGO CHE IL PRIMO PASSO DEBBA VENIRE DALL'ORDINE..GLI STUDENTI IN QUESTO CASO HANNO POCA VOCE IN CAPITOLO..E VI PREGO NON MI RISPONDETE "MA NEL 68..PERO'...." SAPPIAMO BENISSIMO CHE QUALSIASI LAMENTELA ANCHE SE FONDATA RITORNA INDIETRO COME UN BOOMERANG..ANCHE LE PROPOSTE SONO SPESSO VISTE MALE..QUINDI UNO STUDENTE PUO'POCO...ANZI NULLA..IL FATTO E' CHE MOLTO SPESSO, LE TANTE PERSONE CHE SI LAMENTANO SONO QUELLE CHE ALLA FINE SONO PERFETTAMENTE INTEGRATE NEL SISTEMA, E PARLO ANCHE A LIVELLO PROFESSIONALE, PER CUI...SEMBRA IL SOLITO CIRCOLO VIZIOSO..RIBADISCO IL CONCETTO..L'ORDINE DEVE DIVENTARE MOLTO POTENTE E FARSI LARGO ANCHE ALL'UNIVERSITA'..QUESTA E' L'UNICA AZIONE,A MIO AVVISO, CHE PUO' PERMETTERE IL SALVATAGGIO DELLA FACOLTA' DI GEOLOGIA E AL CONTEMPO DI FARLA DIVENTARE MODERNA E COMPETITIVA..UN CONTROLLO A LIVELLO REGIONALE DELLE SINGOLE FACOLTA' DA PARTE DELL'ORDINE POTREBBE ESSERE UN'IDEA..

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