Corsi post-laurea.... L'ordine dovrebbe contattare le varie compagnie di training e cercare di stabilire un accordo. Per esempio, Schlumberger qui in Olanda chiede $2000 al giorno per i corsi, per una persona o per venti, non importa. Ritorno quindi al fatto che prima di questo passo l'ordine dovrebbe avere un'idea di dove il geologo italiano si trova nelle sue conoscenze informatiche, pre e post-laurea. A mio avviso si dovrebbere premere per far avere corsi pratici sui software agli studenti in corso di laurea.
Se io fossi quello che decide, mi orienterei verso:
1)Corsi di Unix e Linux.
Nell'industria petrolifera la maggior parte del software gira su questi sistemi operativi (Linux nelle imprese medio-piccole con ovvi problemi gestionali di network). E` vero comunque che applicazioni per Windows stanno prendendo piede in quanto piu` user-friendly e piu` pratiche nel data input-output.
2)Corsi di applicazioni specifiche (sia in teoria sia in pratica).
Sia per l'industria petrolifera che ambientale/geotecnica. Programmi come arcGIS sono piu` facili da usare come operatore, ma a mio parere Modflow ed altri groundwater modeling software sono piu` ostici ed hanno bisogno di un certo background teorico. Non si puo` usare un programma come OpenWorks o Kingdom per interpretazione sismica se non si hanno le appropriate conoscenze in geologia e stratigrafia sismica, cosi` come non si puo` modellare correttamente il fato di un contaminante nell'acquifero senza aver conoscenze idrogeologiche. Penso sinceramente che tali conoscenze dovrebbero essere trasmesse dagli atenei, ma come sottolinea VM spesso non e` il caso.
3)Corsi di lingua inglese
Sottolineo questo punto tantissimo. Quando io ho sostenuto il TOEFL, richiesto dalle universita` americane, circa 90% delle persone presenti facevano parte del corso d'ingegneria a Milano e dovevano fare l'esame come mandatorio per l'accesso all'ultimo anno, se ben ricordo. A mio avviso passare il TOEFL richiede una conoscenza della lingua inglese decente, senz'altro meglio di certi esami di lingua che mi e` capito di sentire nelle facolta` di geologia. Non so a che punto siamo in questo settore, devo essere onesto.
4)Come scrivere un curriculum.
Mi sono capitati per le mani i curricula di ex colleghi di corso o di altri geologi italiani. Devo dire, spero senza offendere l'"italianita`" di nessuno nel forum, che mi hanno fatto rizzare i capelli. Il difetto comune: troppe informazioni che non hanno niente a che fare con l'esperienza lavorativa, poca organizzazione...in sostanza, troppo prolissi.
Il curriculum apre la porta al colloquio, quindi deve catturare l'attenzione di chi lo legge e dare una prima idea di come ragioni e si organizzi chi l'ha scritto. Io non mi proclamo assolutamente un esperto in materia, ma ho una certa esperienza e finora il mio resume ha fatto il suo lavoro, quindi posso dire cosa va bene o cosa no. Lo stesso i reclutatori con l'occhio piu` attento ed allenato del mio. Ci sono mille e piu` risorse su internet per chi vuole scrivere un CV e cover letter leggibili e professionali, io stesso ho cominciato da li` cinque anni fa. Sarebbe ottimo che gli atenei o l'ordine cercassero di educare i neolaureati o laureandi sugli strumenti adatti a perseguire una carriera.
Ora come ora non mi viene in mente nient'altro, spero di vedere un po' di feed-back dai colleghi