Cari colleghi scusate qualche nota polemica.

Io credo che il limite della preparazione dei neolaureati in Scienze Geologiche stia nel fatto che si tenti di rincorrere gli ingegneri: ho sempre pensato e continuo a pensare che il corso di laurea in Geologia si caratterizzi e si debba caratterizzare per il suo approccio scientifico-naturalistico e non tecnico-matematico ai problemi.
Mi immagino che questa mia affermazione produrrà una ridda di polemiche da parte di coloro che pensano alla geologia esclusivamente come geotecnica o meccanica dei terreni, ma continuo a pensare che anche l'analisi dei terreni di fondazione di un fabbricato non possa prescindere dalle conoscenze della storia sedimentologica del terreno, delle condizioni idrogeologiche al contorno, delle caratteristiche sismiche dell'area e, perchè no, della storia urbanistica del sito(di un'area bisogna conoscere e ricostruire la storia per comprenderne l'attuale configurazione!).

Questo lungo preambolo mi serve per dire che per migliorare la professionalità e la competitività del geologo bisognerebbe tornare alle origini, valorizzando la capacità del geologo di avere una visione di più ampio respiro rispetto a quella centrata sul manufatto, tipica dei progettisti.

Ed ora qualche proposta operativa:
1) tirocinio obbligatorio di due anni per i neolaureati presso società del settore o studi professionali: lo fanno gli architetti, gli avvocati, i commercialisti ecc..., perchè non dovremmo farlo noi? Naturalmente l'Ordine dovrebbe vigilare sull'attività di tirocinio al fine di evitare indebiti sfruttamenti dei neolaureati da parte dei professionisti e garantire ai neolaureati l'esperienza prevista. Come? Si potrebbe pensare a periodici controlli da parte dell'Ordine, relazioni periodiche da parte del professionista e del neolaureato sull'attività di tirocinio, presentazioni all'ordine da parte del neolaureato del lavoro svolto nello studio o nella società in cui svolge il tirocinio...

2) Informatica : la conoscenza degli strumenti informatici è sicuramente indispensabile, basti pensare che anche nelle facoltà umanistiche è ormai obbligatorio un'esame di informatica annuale per tutti gli iscritti... ma cosa ne direste di un'esame di informatica per i docenti universitari?! Ricordo che anni fa mentre seguivo alcune lezioni di conoscenze informatiche nell'ambito del corso di Idrogeologia all'Università di Milano ha fatto capolino nell'aula il Prof. Ardito Desio (allora già ultranovantenne) e commentando con il nostro professore di idrogeologia la lezione disse:"Bisogna proprio che impari ad usare il pc... ne ho uno nel mio studio da alcuni mesi e non ho ancora iniziato!".

3) Diritto: un esame di diritto ambientale e degli enti locali è altrettanto indispensabile, lo fanno i laureati in scienze ambientali, gli agronomi perchè non dovremmo farlo noi?

4) Professori Universitari : separazione netta di carriere tra chi svolge didattica e chi fa ricerca: spesso un ottimo ricercatore è un pessimo insegnante ed un ottimo insegnante è un mediocre ricercatore: se sono obbligati a svolgere entrambe le attività probabilmente le faranno entrambe male!
Coloro che sceglieranno l'attività di ricerca potranno ottenere riconoscimenti in base alle loro effettive capacità di ricerca.
Coloro che opteranno per l'insegnamento saranno giudicati dai risultati ottenuti in termini di preparazione fornita agli studenti: si potrebbe pensare di inserire un test anonimo annuale di valutazione da parte degli studenti dell'attività svolta dal docente: questo contribuirebbe a pungolare continuamente il docente ed a stimolarne l'aggiornamento.

5) Inglese: la conoscenza reale dell'inglese è un altro elemento indispensabile di valorizzazione professionale: è indipensabile per utilizzare appropriatamente gli strumenti informatici, per navigare proficuamente su internet, per aggiornarsi, per partecipare ad attività professionali all'estero, per scambiare opinioni con altri colleghi, ecc...

6) Incarichi professionali a docenti universitari: escludere i docenti universitari dalla partecipazione a gare e commesse non è giusto perchè i docenti stessi potrebbero (il condizionale è d'obbligo!) portare nel settore professionale le conoscenza più aggiornate. Secondo me bisognerebbe imporre ai docenti universitari che decidono di partecipare ad appalti, gare ed incarichi pubblici di creare associazioni temporanee e joint venture con liberi professionisti e società di ingegneria: si otterrebbe così il duplice benefico effetto di costringere i professori universitari a confrontarsi con il mondo della professione ed ai professionisti di godere delle più aggiornate conoscenze in materia.

Per il momento mi fermo qui
Saluti


"pensare globalmente, agire localmente"