Che il livello degli studi Unicersitari sia scaduto, almeno per la nostra facoltà, non ci sono dubbi.
Ho studiato in un periodo in cui l'impostazione degli studi era prettamente naturalistica ma...ci insegnavano a studiare.
Avevamo a disposizione biblioteca (con possibilità di prendere in prestito i libri a casa), microscopi, laboratori vari, naturalmente con l'obbligo di fare attenzione a non danneggiare nulla ma con ampia libertà di azione.
Per quanto attiene poi la selezione, mi ricordo di colleghi che si lamentavano "ma questo non c'era sul libro" o che "cavolo di domanda mi ha fatto" riferendosi a domande che obbligavano a ragionare.
Sarò stato fortunato ma all'epoca abbiamo avuto l'appoggio del direttore di istituto anche per promuovere quelle che all'epoca erano considerate novità da apprendisti stregoni.
La geotecnica in Italia era considerata quasi un oggetto misterioso, esisteva a Napoli un istituto di meccanica delle terre e costruzioni in terra e a Roma a nella facoltà di Ingegneria scienza delle costruzioni un laboratorio di geotecnica voluto dal Prof. Cestelli Guidi.
Un assistente dell'Istituto andò a Delft, con l'approcazione del direttore, per seguire un corso di questa strana nuova materia. Al suo rientro ottenne dell'Istituto due locali rimediati alla bell'e meglio in cui furono montati il necessario per le analisi di classificazione (parte dell'attrezzatura era fregata a sedimentologia) e tre edometri.
Con una serie di consulenze esterne e un pò di soldi dell'istituto riuscimmo ad amplire l'attrezzatura, ci furono concessi nuovi locali (naturalmente in soffitta) e così a furia di consulenze per terzi e soldi rimediati tra le pieghe dei bilanci CNR ed Università riuscimmo ad ampliare la nostra attrezzatura acquistando per il laboratorio triassiale, altri edometri, ecc. e per le indagini di campagna un penetro statico (il primo in Italia) ed una sonda.
Con questa attrezzatura, sostenendoci economicamente con consulenze esterne, abbiamo preparato una generazione di geologi ed iniziato ricerche nel campo della meccanica delle terre.
Praticamente tutti coloro che si laurearono in quel periodo trovarono immediatamente lavoro (purtroppo quasi sempre all'estero) al massimo un anno dopo laureati.
Evidentemente questo dinamismo dava fastidio a qualcuno, con la scusa che l'istituto faceva attività imprenditoriale non concessa istituzionalmente, fummo costretti a vendere sonda e penetrometro, ad abbandonare le consulenze esterne e a limitare l'attività al laboratorio.
Naturalmente questo portò allo strangolamento del gruppo, la mancanza di attrezzatura per indagini in situ e la mancanza di consulenze che limitava le risorse economiche impediva di fatto l'attività di ricerca e di preparazione diretta degli studenti.
Non so se in questa azione "repressiva" ci fosse lo zampino di qualche vecchio barone, fatto sta che un modello di autosufficenza didattica, di ricerca e finanziaria fu distrutto.
Nel 68 fu istituito l'Ordine e qui nacquero nuove speranze. Noi applicati ritenevamo che la sua attività sarebbe stata rivolta sopratutto a promuovere, sia nel mondo del lavoro che nel mondo universitario, la geologia quale necessario supporto alla progettazione di qualsiasi opera.
Purtroppo non è stato così e l'Ordine in linea di massima si è limitato a tirare avanti con sporadiche azioni di tipo spesso corporativistico senza affrontare la lotta per una vera riforma della professione battendosi razionalmente per cambiare anche il mondo universitario.
Ne consegue che mediamente i geologi, compresi quelli che lavorano nelle pubbliche amministrazioni a cui sono generalmente giunti direttameente con nessuna esperienza pratica, hanno una scarsa preparazione dal punto di vista pratico.
Io e molti altri che siamo praticamente emigrati per poter lavorare e formarci professionalmente siamo profondamente delusi ed amareggiati.
ASbbiamo accumulato negli anni un certo bagaglio di esperienza in nazioni dove la geologia è bagaglio della nazione e ci rendiamo conto che quel poco che abbiamo imparato andrà probabilmente perduto e che durante la nostra assenza la situazione della geologia in Italia non è affatto migliorata.
Ah no mi sbaglio, ora ogni tanto in televisione in occasione di qualche catastrofe viene usata l'espressione "i geologi tengono sotto controllo", e sembra di sentir parlare di strani strgoni che non si sa bene cosa facciano.
E il CNG dall'alto del suo Olimpo osserva e tace!!!!
Scusate se vi ho annoiato con i miei ricordi, ma avevo proprio il bisogno di sfogarmi!!!!