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Il trend naturale, se continua così sarà che scienze naturali e geologia si unificheranno con due indirizzi: uno "biologico" ed uno "geologico" e che tutti gli indirizzii tecnici (anche riguardante l'ambiente) si unificheranno nella facoltà di ingegneria.
Non ci sarebbe nulla di male in ciò, spesso all'estero vengo chiamato e considerato "ingegnere", se non che in Italia gli ingegneri costituiscono una corporazione chiusa, estremamente "tecnicizzata" e con scarsa propensione ad assorbire o a prendere in considerazione tutto ciò che non è numero.
A dir la verità ho conosciuto e collaborato con ingegneri, anche baroni universitari, estremamente aperti ma è altrettanto vero che spesso mi sono scontrato con ingegneri (italiani) veramente di coccio.
Credo a questo punto che l'unica soluzione sia quella che i professionisti guidino questa transizione, promuovendo loro corsi di soecializzazione in grado di portarli ad essere considerati praticamente "ingegneri", cerchino di far riconoscere questa loro qualificazione dall'Ordine degli ingegneri, cerchino di far introdurre le necessarie conoscenze naturalistiche nei corsi di laurea di ingegneria ambientale e lascino al suo destino il nostro Ordine ormai allo sbando.
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