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drieu Offline OP
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Gentile amico navy,

Per fortuna ci sono persone come te che riescono realizzare quale iattura sia per noi “popolo geologico” l’EPAP (… non come il collega “roccia di Dio” che parla a vanvera e ci si taglia con la materia previdenza).

Dai tuoi calcoli dici che arriviamo a 650 euro mensili versando 2500 euro l’anno. Non saprei, dai nostri arriviamo si e no a 450-470 euro l’anno. Il nostro “valore” è più basso forse perché abbiamo considerato un tasso di rivalutazione praticamente inesistente (considerati anche il tasso di crescita economico rasente l’ 1%, i chiari di luna attuali delle borse e dell’economia in generale, l’inflazione medio-bassa, i tassi di interesse ridicoli ecc.).

Indipendentemente dai dati effettivi, più alti i tuoi più bassi i miei, e senza tanti giri di parole, resta l’inghippo che in vecchiaia saremo assolutamente costretti a continuare a lavorare fino alla fine dei nostri giorni!

PS1. E adesso vado a lavorare così raccolgo un po' di soldi da destinare ai marpioni dell'EPAP

PS2. Non ci sperare troppo sulle parcelle più alte, la nostra è una categoria di autolesionisti

CIAO

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Forse non hai capito che la questione per me è chiusa, e quindi desidero non intervenire più su tale argomento...quindi non mi sembra il caso di provocare.
Siccome incomincio a pensare che hai seri problemi, (oltre a quelli sulla comprensione del funzionamento dell'EPAP...) laugh , Ti prego di non tirarmi dentro la discussione.
Grazie.

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E' assodato che per noi vale il sistema contributivo mentre per quasi tutte le altre categorie non e' così, e i soldi che mancano per le pensioni altrui li mettiamo anche noi con l'irpef che paghiamo.

Credo che in termini pratici l'unica cosa cui noi Geologi dovremmo puntare sia nella possibilità di avere indietro l'intero montante anzichè la pensione.
Quest'obiettivo a me pare un DIRITTO SACROSANTO e dovrebbe essere raggiungibile senza grossi stravolgimenti legislativi.

A 65 anni avro circa 40 anni di contributi, riaverli indietro con il contagocce nei 30 o 40 anni successivi significa (statisticamente data la durata media della vita) lasciarne all'EPAP il 60-70% circa. Non ci siamo!

Facciamone una battaglia, abbiamo dei rappresentanti anche nell'EPAP.

p.s.: Drieu, dovresti mettere a disposizione i tuoi calcoli

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BEN DETTO Simone

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Ciao!
Volevo solo aggiungere una nota per aiutare a fare un po' di chiarezza sull'argomento pensioni:
io sono un dipendente pubblico (ebbene si!), ma la mia pensione (qualora rimanessi pubblico a vita, cosa improbabile visto che ho un contratto a termine :-))verrà calcolata interamente con il sistema contributivo.
Forse chi si riferisce al sistema retributivo parla di dipendenti pubblici con una anzianità retributiva maggiore della mia (4 anni)?
Comunque io verso il 10% del mio stipendio lordo.

PS qualcuno mi sa dire tra trent'anni quanto percepirò di pensione? ;-)

Buon lavoro a tutti

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Caro Drieu, (e cari tutti glia ltri miei colleghi preoccupati)

sono quello che prima dell'epap anziché andare in vacanza si pagava una assicurazione. Vorrei stemperare la polemica dicendo che pur non capendo molto di finanza ne so abbastanza per dire che i calcoli della futura pensione sono più complicati di quello che pensiamo e che i commercialisti non è che siano tutti dei maghi. Quindi non è il caso di fasciarsi la testa. Se mi è concessa una nota personale, credo che non appena avrò finito di pagare le rate del pregresso riprenderò a pagarmi una assicurazione privata. Mi pare che non sia autolesionismo quanto piuttosto realismo, visto che si parla da tempo di pensioni integrative anche per i lavoratori dipendenti (credo sia pubblici che privati).

buone vacanze a tutti!

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leggo questo estratto in tecnici.it.......

Pensioni, intesa Casse-Lavoro:
Più vicina la possibilità di sommare i contributi previdenziali accreditati in più gestioni per perfezionare il diritto alla pensione. Giovedì il sottosegretario al ministero del Lavoro, Alberto Brambilla, sottoporrà la proposta alle rappresentanze sindacali dei liberi professionisti. Il progetto - su cui si è raggiunto il consenso delle Casse private - correggerà le previsioni della delega previdenziale, approvata dalla Camera. La principale novità è il riferimento, per il calcolo delle prestazioni, a un sistema contributivo "ad hoc" per gli enti privatizzati in base al decreto legislativo 509/94. È comunque previsto un coefficiente correttivo per premiare gli iscritti con maggiore anzianità nella stessa gestione, così da ridurre il differenziale rispetto alle prestazioni determinate con il retributivo. Tuttavia, qualora l'anzianità maturata nella gestione «sia uguale o superiore a quella minima richiesta per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia», si applicherà il sistema "ordinario" della gestione. Si tratta di un'eccezione, là dove è invece la regola nel testo di Montecitorio... [continua nella rubrica "NO COMMENT"]...

almeno qua ne discutono non solo tra professionisti, e qualche notizia la danno, buona o cattiva che sia.

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Chissa perchè frane ed Epap si confondono in questo forum!?!??
Io vorrei capire visto che le casse previdenziali come la nostra saranno modificate e ci si avvierà verso un sistema previdenziale privato(perchè se andiamo avanti così a lungo andare così saranno le cose), e visto per me, geologo prof. di giovane età, questi benedetti soldi che fine faranno visto che ho davanti ancora 30 anni di professione?
Dalle parti mie comunque, le frane ci sono per tutti i gusti, ed i terreni torbiditici silicoclastici e carbonatici o misti (forse è meglio chiamare le cose con il loro nome) franano in vario modo e velocità che una bellezza, ma frane da solleone, perdonatemi io non ne ho mai viste! Quando piove camminano gli uliveti camminano le strade, provinciali e non (a seconda del numero di voti!), cammunano i muri ed anche le case di qualche illustre collega! Il discorso della coesione mi pare un poco strano comunque, tutto può essere!
Saluti e baci a tutta la fascia d'ascolto!
Ritornando all'Epap vi lascio libera interpretazione al mio motto:
"E patane aumentano e o ciuccio se stanca 'ngoppa a sagliuta......" eek wink laugh

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é capitato, forse si intendeva che col solleone, si hanno fessurazioni che separano i giunti o comunque sul pendìo, e si possono isolare blocchi o porzioni di terreno, però una successiva pioggia contribuisce riempiendo le fratture e magari aumentando le pressioni interstiziali, a far muovere tutto.
In sostanza mentre piove non andrei a rilevare una frana. Soprattutto dove c'è del flysch pietoso con la marna che si trasforma in cacao dopo una lavata.

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Le frane "secche" esistono:
Nel 1980, in una zona al confine tra Arenzano (GE) e Genova avvenne il caso, raro, di una frana in cui l'acqua non ebbe il classico ruolo innescante. Cadde un ammasso di blocchi appartenente a uno strato ricco di talco e amianto, fra calcescisti al tetto e metaserpentiniti al letto. Lo strato di talco aveva uno spessore di un paio di metri e si comportava come fascia di lubrificazione.
I blocchi caduti ostruirono una canalizzazione d'acqua del rio Lupara provocandone la deviazione dentro un corpo di discarica e l'inondazione della ex S.S.n.1, Aurelia, che rimase bloccata per un certo periodo.


Alessandro Tomaselli
geologo
dottore di ricerca in geofisica
http://web.tiscali.it/Marguareis/Marguareis/
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