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Nel tempo della Formazione Permanente mi considero uno studente anche se è passato un po di tempo dal giorno della mia laurea. Forse dal mio messaggio traspariva una vena polemica ma nn era intenzionale. Torno sulla geotecnica perchè mi preme chiarire ciò che intendevo dire: molti geologi credono che la professione sia quello; esistono oggi sempre nuove possibilità (buone pratiche agricole, reti ecologiche, ecc.) che è necessario iniziare a sfruttare se nn si vuole rimanere eternamente a disposizione di ingegneri, architetti o altre figure professionali; in questo l'università aiuta poco e ancor meno aiuta una visione "geologiacentrica". Sui modelli nn serve saperne utilizzare 400, ma può essere utile sapere come sono fatti; nel sud in particolare, considerando l'esigua disponibilità di dati ambientali, risulta spesso difficile utilizzare un preciso modello perchè nn si hanno i necessari dati di input; giocando con modelli che hanno le stesse funzionalità ma utilizzano parametri diversi, si può cercare di giungere ad un'opportuna riduzione di complessità sfruttando i data-set disponibili. Certo qui è fondamentale la sensibilità dell'operatore e un'esatta conoscenza delle componenti coinvolte e delle relazioni tra di esse esistenti. Limitarsi a "usare" un modello spesso serve a poco; più utile sapere, anche sommariamente, "cosa c'è dentro" modelli diversi. Sui GIS credo che siano strumenti che aprono possibilità enormi a chi si occupa dello studio e della gestione del territorio (geometri, ingegneri, architetti, agronomi, pianificatori, archeologi e credo anche geologi) ed è allucinante pensare che si tratti soltanto di roba da geometri o da caddisti. Sui DB nn è tanto il discorso della consultazione, anche un bambino è capace a fare quello. E' un discorso che chiama in causa l'enorme possibilità di trattamento dei dati che le nuove tecnologie (sempre GIS, modelli, queste cose qui) offrono; il dato diventa informazione ed è necessario saperlo comunicare costruendo basi di dati con delle architetture concettuali, logiche e fisiche integrate e congruenti. L'intero processo deve interessare sia gli esperti informatici, sia gli esperti delle diverse discipline in modo da ottenere una visione integrata e condivisa dei dati. Per quanto riguarda le canne, caro Sciardeo, senza offesa, sono cavoli miei.
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Iscritto: Dec 2002
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Mi sembra che l'impostazione di Juanito sia quella del geologo come un agricoltore che alla buona pratica acquisita in anni di duro lavoro sposi l'informatica. Mi sembra roba da spot televisivo. Il fatto è che il geologo per distinguersi veramente dall'ingegnere (visto che gira che ti rigira si ricade sempre in questo dualismo) deve CONOSCERE I PROCESSI DI FORMAZIONE DELLE ENTITA' GEO-MORFO-IDRO-LOGICHE e non solo quelle degli ultimi decenni, ma anche quelle del ceno-meso-paleo-etc.zoico. Solo così può essere in grado di formulare quelle PREVISIONI SPAZIO-TEMPORALI che vadano oltre il dato puntuale che anche un geometra (con tutto il rispetto) saprebbe leggere. E soprattutto deve saper riconoscere le litologie: quindi, cara amica Marcella, vai pure sul terreno non solo di domenica, ma anche di lunedì o giovedì insomma tutte le volte che puoi. Per quanto riguarda le provviste io ti consiglio un panino, un succo di frutta e una tavoletta di cioccolata. Il vino va bene alla sera quando rientri a casa o vai in trattoria. Il "fumo" può provocare incendi. Buon divertimento!
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Iscritto: Dec 2002
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Caro giuanniello, le tue sono chiacchiere, chiacchiere "mosce", pensi che la nostra amica marcella in senzo pratico abbia capito qualcosa? Ti ribadisco che Quando uno si laurea quali possibilità ha? Se la cara Marcella appena laureata magari ha uno zio ing che la chiama e le dice "cara nipotina devo fare un palazzo o c'è un mio cliente che dice che ha la casa cammina", oppure per una botta di "culo" (senza offesa Marcella!) deve fare il rilevamento geologioco Geomorfologico per un PRG, oppure al consorzio rifiuti le chiedono di fare la verifica di stabilità di una discarica, oppure il proprietario di una cava dismessa gli chiede di fare una relazione per il progetto di recupero, e potrei continuare (il mio archivio non è male!) - perchè nonostante tutte le tue chiacchiere i geologi di questo CAMPANO - perchè se non sei un GEOLOGO (che si è fatto il culo sul terreno) queste cose non le sa affrontare, magari piano piano fa esperienza ma senza la base i DB il GIS e compagnia cantando Tele rulli e teli fumi! Saluto con affetto la nostra cara Marcella e ribadisco:
"E patane aumentano e a ciuccio se stanca 'ngoppa a sagliuta!" Ps caro giuanniello sul tuo profilo c'è scritto che sei uno studente e sei iscritto da quest'anno.
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Iscritto: Jul 2003
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E' vero. I geologi campano di quello che dice Sciardeo. Ma sbirciando ogni tanto sul forum e tra gli amici che fanno la professione, quello che sento sono continui lamenti. Secondo me questo è dovuto all'incapacità di uscire dal proprio specialismo e di guardare ai processi di gestione del territorio. Qualche esempio: chi glielo dice ad un agricoltore come e quando spandere i reflui zootecnici in modo tale da poter accedere ai finanziamenti che interessano lo sviluppo di pratiche agricole ambientalmente sostenibili? Risposta: agronomi, pianificatori, ingegneri. Credo che il geologo abbia alcune competenze sulla circolazione idrica sotterranea; perchè allora vengono abbandonati questi spazi professionali? La Carta della Natura è composta (o almeno dovrebbe) da emergenze biologiche e abiotiche. Il geologo, al quale i DB nn servono, di queste cose cose nn se ne interessa e le lascia nelle mani di biologi, ecologi, scienziati naturali, ecc; il risultato è che molte Carte della Natura hanno sviluppato solo la componente biologica (come appunto il caso ligure) mentre sono pochi i casi (che io sappia solo la Lombardia) in cui sono state considerate anche le emergenze abiotiche. Potrei continuare parlando di progettazione paesistica, audit ambientale, Agenda 21, Indici di Funzionalità Fluviale, insomma di "chiacchiere mosce" di cui solitamente il geologo nn si occupa. PS: trovo le chiacchiere estremamente interessanti ma forse è tutta colpa della marjiuana!!! 
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Iscritto: Dec 2001
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per Marcella: ogni geologo che lavora in un determinato settore dice che il suo campo è quello che vende, che il suo campo è il meglio di tutti. La nostra professione comprende un sacco di tematiche diverse, la tua scelta dipende da dove farai l'università. Le università hanno rami sviluppati in maniera diversa, e questo dipende dalla preparazione e l'esperienza del docente, e dalla città in cui si trova l'università (Napoli = vulcanologia ad. es.)Inoltre la tua scelta dipende da cosa ti piace, e questo lo vedrai pian piano, e dal mercato, che comunque varia negli anni. Guarda che ditte ci sono in giro e su che campi operano, informati presso l'Ordine, presso docenti che fanno lavori esterni. Non si può dire che una volta che esci da lì, non usi più il martello, anzi. Questo dipende da quanto ti settorializzi e in cosa ti settorializzi. E non lo puoi prevedere adesso a parer mio. PS: Una volta un docente disse: un geologo senza martello è come un marito senza................. PPSS: perdonatemi scherzavo 
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Iscritto: Dec 2002
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Non ho mai detto che i DB e i GIS non servono, mi sembra di averti già detto che ne uso tante di questi programmini nell'ambito della mia ricerca, e penso che stai perdendo di vista il concetto di base dell'argomento. Per szicla non è vero quello che dici io prima facevo escusivamente la professione del geologo marino (porti, cavi sottomarini ecc.) che è un miglio (marino!) luce meglio della professione tradizionale, ma il settore dei cavi è andato in crisi, e per lavorare con gli incarichi pubblici ad un certo livello ci voglio agganci politici e amministrativi, quindi mi sono riadattato alla geologia tradizionale. Questo "riciclaggio" mi è stato possibile proprio perchè ho solide basi di geologia e rilevamento in stratigrafia, sedimentologia e strutturale. Quindi non è vero che il proprio settore è il migliore ma purtroppo quello in cui statisticamente vanno a finire granparte dei geologi è la professione tradizionale, che guardacaso è il più fetente! Poi forse la vulcanologia a Napoli rapresenta un ambito di ricerca diffuso, ma non è assolutamente uno sbocco gran parte dei colleghi fanno la prof tradizionale. Come al solito concludo "E patane aumentano e o ciuccio se stanca 'ngoppa a sagliuta!"
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forse non ci siamo capiti. Non è vero che dico cosa? Ho detto che di solito chi adotta un settore dice a tutti che il suo settore è meglio, non l'ho detto io. E questo lo vedo dai consigli, fai il gis che meglio, fai l'ambiente che è meglio, senza questo non si vive, senza quell'altro non combini ecc.. ecc.. Quello di Napoli-vulcanologia è un esempio, un concetto per dire che in certe università vulcanologia non si fà e non esiste, come altre discipline in altre città, capisci ora? ma perchè concludi sempre con le patate aumentano e l'asino si stanca in coppa alla salita? io concludo con altre.......a caso và...... A pàgghia vicinu o fòcu sbàmpa Addirizza u magghjiolu quand'è figgjiolu Aju u vaju u viju duva aju u vaiu Aria chiara non 'ndàvi paura di trona Cu fuji u pedi dassa notte 
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Iscritto: Dec 2002
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Va bene, la mia non è polemica, avevo interpretato male ciò che dicevi. Tornando alle "patane" è una lunga storia che si porta avanti con dei colleghi come scherzo dai tempi di una campagna universitaria. In realta in questo motto, di spirito tipicamente napoletano, ognuno ci ha sempre visto quello che vuole, è importante portarsi dietro un po d'ironia; visto che c'è gente che scrive cose tipo: pensare localmente e aggire globalmente(!!!) :p :rolleyes: ; mi ricordano tanto come idea i motti scritti sulle caserme a Taranto, dove io riuscii a non fare il militare, tipo "patria e onore"  che a me facevano venire in mente motti tipo "pessimismo e fastidio"  ! Tanto perchè a prendersi troppo sul serio poi non ci si sopporta più! Ma tu sei leccese per caso? comunque io concludo sempre "E patane aumentano e o ciuccio se stanca ?ngoppa a sagliuta!" 
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Iscritto: Dec 2001
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no, sono un pò di tutto, ma in internet trovi dizionari dei detti regionali d'Italia :p
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Iscritto: Feb 2002
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Ciao Marcella, ho sempre pensato che il modo più facile di trovare lavoro sia quello di studiare quello che più piace! Se desideri o ti piacerebbe fare la libera professionista o lavorare per qualche società di ingegneria o in qualche ente pubblico, è più utile seguire l'indirizzo applicativo. Se vorresti lavorare nel settore dei materiali lapidei (in Italia abbastanza esteso e bisognoso di un poderoso apporto culturale!!) o in quello minerario (e qui le possibilità sono soprattutto all'estero), o nel settore cave di qualche amministrazione provinciale allora scegli l'indirizzo mineralogico. L'indirizzo geofisico ti apre strade nel mondo della ricerca scientifica, presso gli istituti di monitoraggio (sismico, vulcanologico, ecc...), nelle società di indagini che forniscono servizi ai professionisti. L'indirizzo paleontologico ti fornisce una preparazione più consona a svolgere l'attività o in un istituto di ricerca (Università, Museo) o nel settore petrolifero (soprattutto al micropaleontologia. In sintesi fa ciò che più ti piace ricordandoti che un geologo deve avere la capacità di "pensare globalmente" per comprendere i processi che hanno prodotto o producono certi fenomeni, e poter così "agire localmente" sui fenomeni stessi!
In bocca al lupo!
Ettore
"pensare globalmente, agire localmente"
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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