E' vero. I geologi campano di quello che dice Sciardeo. Ma sbirciando ogni tanto sul forum e tra gli amici che fanno la professione, quello che sento sono continui lamenti. Secondo me questo è dovuto all'incapacità di uscire dal proprio specialismo e di guardare ai processi di gestione del territorio.
Qualche esempio: chi glielo dice ad un agricoltore come e quando spandere i reflui zootecnici in modo tale da poter accedere ai finanziamenti che interessano lo sviluppo di pratiche agricole ambientalmente sostenibili?
Risposta: agronomi, pianificatori, ingegneri.
Credo che il geologo abbia alcune competenze sulla circolazione idrica sotterranea; perchè allora vengono abbandonati questi spazi professionali?
La Carta della Natura è composta (o almeno dovrebbe) da emergenze biologiche e abiotiche. Il geologo, al quale i DB nn servono, di queste cose cose nn se ne interessa e le lascia nelle mani di biologi, ecologi, scienziati naturali, ecc; il risultato è che molte Carte della Natura hanno sviluppato solo la componente biologica (come appunto il caso ligure) mentre sono pochi i casi (che io sappia solo la Lombardia) in cui sono state considerate anche le emergenze abiotiche.
Potrei continuare parlando di progettazione paesistica, audit ambientale, Agenda 21, Indici di Funzionalità Fluviale, insomma di "chiacchiere mosce" di cui solitamente il geologo nn si occupa.
PS: trovo le chiacchiere estremamente interessanti ma forse è tutta colpa della marjiuana!!! wink