Io per laurearmi ed avere il tempo, non solo di aprire un libro, ma di ricercare i libri necesari per affrontare un esame ho preso lo studio come un lavoro.

In piedi alle 6 di mattina, di corsa all'Università, lezioni, studio in biblioteca (all'epoca non era affollatisima), lezioni, panino, studio, esercitazioni e alle 17-18 prendevo la via di casa a meno di straordinari di studio (l'istituto era aperto fino alle 20).

Dalle 20 alle 22 circa, "libera uscita".

Il sabato si finiva alle 12.

In prossimità degli esami (c'erano solo 2 sessioni e mezza) si anticipava la levataccia di un paio di ore e naturalmente alle 21 al massimo a dormire.

Trovavamo in qualche modo il tempo per organizzare dibqattiti sulla riforma della facoltà (già allora se ne parlava)e per l'istituzione del famoso Ordine.

Una volta laureati, per iniziativa di uno dei docenti e l'aiuto dell'allora Direttore dell'Istituto - Prof. Bruno Accordi, trovando i soldi con una serie di consulenze e lavorando giorno e notte mettemmo su il laboratorio geotecnico (compresa la costruzione dei locali) che tu forse conosci.

Il laboratorio era corredato tra l'altro di una sonda autocarrata, del primo penetrometro statico arrivato in Italia, di un camion appoggio di un pulmino e di accessori vari per indagini di campo.

Dimenticavo, utilizzavamo quando necessario per le varie consulenze, l'attrezzatura geoelettrica dell'Istituto e tutti gli altri appoggi necessari (il tutto naturalmente pagato).

Chiaramente sfruttavamo varie campagne di indagine anche a scopo di ricerca non necessariamente legata alla geologia applicata.

Questa attività esterna che portava notevoli fondi all'Istituto e conytribuiva notevolmente alla formazione degli studenti, i quali naturalmente partecipavano aturno alle varie campagne di indagine, fu poi proibita in quanto pare non rientrasse nei "compiti" dell'Università ed il docente che aveva avuto l'inziativa fu successivamente "trombato" in quanto "non aveva pubblicato "sufficentemente.

Ti scrivo questo per farti comprendere il perché sono favorevole a qualsiasi riforma che ci aiuti alevarci dalle p... le attuali cariatidi e spinga l'Università a collegarsi in qualche modo al mondo del lavoro.

Non bisogna mai mettersi in posizione assolutamente contraria a tutto ciò che è nuovo, bisogna tener presente che tutto ha bisogno di rodaggio, pronti sempre però ad una critica "costruttiva".

Non credere con questo che io approvi in toto la riforma attuale, anch'essa ha le sue pecche, ma coa alcuni colleghi, sto cercando di veder quali potrebbero essere le modifiche e quale sia la maniera migliore di proporle.

Non credere sia cosa facile, la nostra materia è talmente varia e complessa che risolvere tutta la problematica è com etrovare la quadratura del cerchio