Corso accelerato su Legge Moratti
Ciao Livia,
hai ragione a cercare di chiarire le idee agli altri studenti.
Scusate se da non geologo e non studente mi inserisco nel vostro dibattito, ma l'ho trovato molto interessante. Sono un professore (39 anni) della Facolta' di Lingue di Chieti-Pescara, sto facendo tante cose insieme agli studenti e colleghi (anche con docenti e studenti di Geologia a Chieti) per capire, discutere, proporre.
Nel vostro forum, non pochi credono che ogni cosa danneggi il "sistema" vigente sia in se' migliore. Non e' cosi' semplice, anche se la riforma del 2001 (la legge 509, il cosiddetto 3+2) fa davvero schifo.
Tanti, tantissimi sono gli studenti che capiscono che con il disegno di legge Moratti che sara' approvato dalla Camera entro il 23 dicembre (se non facciamo niente) e' in gioco la squalifica della loro formazione e la competitivita' del Paese nello scenario della globalizzazione. Ma l'opinione pubblica non sa nulla di tutto cio', tenuta all'oscuro dai media (la Rai ha quasi il divieto di parlarne), e la gente, al massimo, si fa l'idea che i "professori" protestino per difendere la loro corporazione.
Vi faccio un corso accelerato: scusate, ma sono appunto un prof.
Ricorderete l'appello del Presidente della Repubblica quest'estate sulle migliaia di "ricercatori" vincitori di regolare concorso che non venivano assunti. Si tratta di un'idea di Tremonti: risparmiare qualche miliardo ritardando per mesi e fino a un anno la presa di servizio di coloro che hanno vinto un concorso (docenti e non docenti, cioe' anche segretari amministrativi, uscieri, 'bidelli'). Questo blocco delle assunzioni e' stato riproposto, malgrado l'appello di Ciampi, anche per il prossimo anno. Risultato: i docenti anziani vanno in pensione, l'universita' non assume e dunque non fa entrare giovani, il ceto universitario italiano diventa tra i piu' vecchi, non si rinnova, anzi si riduce soltanto, coi pensionamenti.
Il sito finora migliore per informarsi rapidamente su tutta la questione e' quello che indicava Livia:
http://protesta.di.uniroma1.it Vedi in particolare, in quel sito, le varie "presentazioni del ddl (disegno di legge) Moratti", molto chiare ed efficaci!
Io appartengo a un gruppo di docenti & studenti che sta facendo molto casino a Pescara (motto: "Universita' all'ultima spiaggia"): abbiamo fatto un corteo con questo motto, e ci siamo equipaggiati di conseguenza: perfino i professori sono venuti col salvagente alla vita, materassini, tutti avevamo palette e secchielli per indicare con quali strumenti si fara' ricerca d'ora in poi nell'universita' pubblica... Siamo finiti su tutti i giornali (guardate ad es. i siti di "Repubblica", "La Stampa", "Il Tempo" ediz. Abruzzo - se volete i links, poi ve li mando),io sono stato intervistato perfino da Radio Capital...
Non siamo contro il governo in se', ma difendiamo un pezzo-chiave del sistema Italia, quello della ricerca e dell'alta formazione, dallo sfascio in cui vogliono gettarlo i politici, non solo il centrodestra, ma gia' prima il centrosinistra: il ministro Berlinguer dapprima (al tempo dell'Ulivo) e adesso molto peggio la Moratti. Difendiamo quel pezzo di democrazia che e' la possibilita' stupenda di avere una universita' di massa aperta a tutti, ma al tempo stesso di qualita'. Formazione superiore come chance di tutti, invece di doversi iscrivere a universita' costosissime come negli USA (dove perfino le famiglie ricche devono mettersi a risparmiare fin da quando il figlio nasce, per potergli pagare un giorno l'universita': e' una universita' per soli ricchi).
Ma ecco che la Moratti si e' fatta scrivere a gennaio il famoso "disegno di legge per il riordino della docenza universitaria" (d'ora in poi lo chiamero' ddl Moratti) da chi? Dal rettore della Luiss! E nella Finanziaria scorsa, per la prima volta, ci sono 70 milioni di Euro regalati senza criterio, cioe' senza controlli meritocratici riguardo alla distribuzione, alle universita' private (ad es. il San Pio V di Roma, una specie di liceo religioso) MENTRE si tagliano ulteriormente i gia' magri finanziamenti all'universita' pubblica.
Un punto fondamentale da capire e' che il piu' danneggiato e' lo studente: la didattica universitaria potra' (dovra', per via dei drastici tagli ai finanziamenti che sono cominciati sotto Tremonti) essere affidata a semplici laureati che non saranno piu' stati selezionati con un concorso nazionale. Dunque la lezione non avra' piu' nulla a che fare con la ricerca (il professore universitario che porta gli studenti a contatto con il suo personale lavoro al progresso delle conoscenze), e questo e' la morte dell'universita'.
Un altro punto fondamentale: e' inaccettabile che si continui a far calare dall'alto, dal ministero, leggi che stravolgono l'universita' senza consultare minimamente gli interessati, i docenti e studenti che FANNO l'universita', da qualche anno con disagi aggravati da queste Leggi che piovono come fulmini a ciel sereno (universitas studiorum, fin dalle origini medievali di questa istituzione, significa questo: la comunita' dei docenti e degli studenti di tutte le discipline, non significa "appendice di un ministero").
Questo e' violare le regole elementari della democrazia. La Moratti non ascolta neanche la CRUI (Conferenza - cioe' confederazione - dei Rettori di tutte le Universita' Italiane) che piu' volte hanno minacciato percio' di dare le dimissioni in blocco. I Rettori chiedono il ritiro immediato del ddl e la sua sostituzione con un progetto di riforma concordato insieme all'universita'. A questa richiesta ci associamo anche noi, docenti, precari, studenti. Non siamo contro le riforme: noi vogliamo anzi una vera riforma, degna di questo nome.
Un altro punto fondamentale: se, come si ostina a volere il ministro Moratti, il ddl andra' in parlamento a meta' dicembre per i passaggi definitivi tra camera e senato (e per questo ci dobbiamo muovere subito, per questo la protesta e' alle stelle!), con la sua entrata in vigore verso luglio 2005 nella carriera universitaria si restera' precari fin verso i 50 anni di eta', sempre sotto ricatto dei propri superiori di ruolo: se vuoi diventare un lontano giorno un docente di ruolo, dira' il barone di turno, se vuoi avere il posto fisso, devi stare ai miei ricatti, devi essere il mio schiavo in tutto, altrimenti il contratto non viene rinnovato e ti trovi in mezzo a una strada, perche' non puoi piu' essere assunto a contratto da un'altra universita'. Considerate che per quasi tutti i settori universitari, non solo in quelli umanistici, e' praticamente impossibile riciclarsi nel privato: anche un ingegnere o un economista che per un paio d'anni abbia insegnato nell'universita' anziche' stare in ditta, per un'azienda e' gia' out, non ragiona piu' con l'ossessione del solo fatturato...
Conseguenze: fuga dei cervelli o meglio morte dei cervelli, nel senso che nessuno - pure se ha talento intellettuale per la ricerca - scegliera piu' questa vita di assurdi sacrifici.
Altro punto cruciale che pochi studenti conoscono: altro che risanare le finanze dello Stato, la legge Moratti vuole abolire la distinzione tra docenti a tempo pieno e "a tempo definito": sapete cosa vuol dire? Nell'universita' insegnano part-time tanti professionisti (avvocati, consulenti aziendali ecc.) ai quali il titolo di "Prof.", sia pure legato a un semplice part-time, conferisce una legittimazione ufficiale della competenza e autorevolezza, e' insomma un rafforzamento del loro prestigio professionale. E' giusto che lo Stato corrisponda a queste figure, che hanno il loro baricentro economico in tutt'altre sfere (altri pianeti rispetto a uno stipendio statale da insegnante!), solo una parte dello stipendio, che invece conferisce intero a quei professori che scelgono il "tempo pieno", cioe' vivono solo per la ricerca, la didattica e la formazione. Ora, il ddl Moratti vuole appunto annullare questa distinzione pagando anche ad avvocati e consulenti con parcelle milionarie l'intero stipendio da professore. Dal punto di vista di costoro, l'"aumento" dello stipendio sara' irrisorio, oggetto di battute spiritose; ma per il sistema universitario sara' invece una catastrofe: infatti, come ogni riforma dell'universita', anche questa si vuole fare a costo zero, senza cacciare un centesimo dalle casse dello Stato. Allora il budget delle universita' gia' ridotto all'osso dovra' servire d'ora in poi a pagare anche lo stipendio statale intero a ricchi professionisti. L'articolo 3 del ddl ("Copertura finanziaria"), di imbarazzante brevita', dice che "all'onere derivante dall'abolizione dell'impegno a tempo definito" si fara' fronte con le "economie" (strano eufemismo casareccio per: risparmi, tagli) "derivanti dalla contestuale riduzione dele supplenze e degli affidamenti", cioe' dal taglio di tutti quei contratti sottopagati (e super-sottopagati, di fatto volontariato), assunti da docenti precari o di ruolo, spesso gratuiti, grazie ai quali il sistema universitario italiano riesce a stare a galla. In pratica, si ridurranno drasticamente le discipline (le "materie") insegnate finora nelle universita'. Con grande sforzo, i docenti si sono finora prestati a questo tour de force pur di garantire la ricchezza dell'offerta formativa nonostante la mancanza di mezzi messi a disposizione dallo Stato. Le vere vittime sono gli studenti, che vedranno ridursi le discipline insegnate.
Capite che non sono in gioco soprattutto i "ricercatori" o i "docenti"?
In cambio, il ddl chiede agli ex part-time di garantire un monte ore di attivita' didattiche pari a quello dei docenti a tempo pieno. Ma come e' pensabile? Questo monte ore sara' coperto sicuramente, nel caso dei professionisti semiuniversitari, dai giovani precari a vita creati dal ddl, e sempre piu' ricattabili. In un sistema universitario in cui gia' a volte i ricercatori scrivono il libro per conto del professore nella speranza non certa di essere almeno citati tra i ringraziamenti, sara' la nuova figura del contrattista (che sostituira' il riercatore, messo a esaurimento) a fare le veci del professore per riempire il registro con tante ore di "lezioni frontali" e tante altre ore di vita universitaria. Ma ve lo immaginate l'avvocato di grido o il consulente aziendale di successo che perde ogni anno centinaia di ore a ricevere gli studenti o a correggere le tesi di laurea? Per crederci, consultare il testo del ddl:
http://www.sci.unich.it/~cangelmi/ddl/
cliccare sul link: testo-emendato.pdf testo varato dalla Commissione Cultura della Camera (31/07/04)
ciao a tutti e scusate la lunghezza
Daniele (Pescara)