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Forza rimbocchiamoci le maniche e proviamo!!!

Contestare a priori non porta a nulla

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Ti ritengo un incurabile ottimista.

Come puoi ancora spensare che l'università possa cambiare in meglio ?!?

Ci vorrebbe la bacchetta magica.

Se non fosse perchè sono un non violento consiglierei l'uso energico della bacchetta ( che molte volta era uno spigoloso regolo) che usavano le maestre dei miei tempi (anno XX e.f.), per convincere i mancini come me a non scrivere e grattarsi ......la testa con la mano del diavolo!!

Comunque in bocca al lupo

Ciao Antonio

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crepi sto lupo...se nessuno lo dice...e speriamo che la coesistenza di tre ordinamenti nn crei troppa confusione...(e speriamo che riesca a finire il corso di studi rimanendo nel mio!!!)

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Corso accelerato su Legge Moratti

Ciao Livia,
hai ragione a cercare di chiarire le idee agli altri studenti.
Scusate se da non geologo e non studente mi inserisco nel vostro dibattito, ma l'ho trovato molto interessante. Sono un professore (39 anni) della Facolta' di Lingue di Chieti-Pescara, sto facendo tante cose insieme agli studenti e colleghi (anche con docenti e studenti di Geologia a Chieti) per capire, discutere, proporre.
Nel vostro forum, non pochi credono che ogni cosa danneggi il "sistema" vigente sia in se' migliore. Non e' cosi' semplice, anche se la riforma del 2001 (la legge 509, il cosiddetto 3+2) fa davvero schifo.
Tanti, tantissimi sono gli studenti che capiscono che con il disegno di legge Moratti che sara' approvato dalla Camera entro il 23 dicembre (se non facciamo niente) e' in gioco la squalifica della loro formazione e la competitivita' del Paese nello scenario della globalizzazione. Ma l'opinione pubblica non sa nulla di tutto cio', tenuta all'oscuro dai media (la Rai ha quasi il divieto di parlarne), e la gente, al massimo, si fa l'idea che i "professori" protestino per difendere la loro corporazione.
Vi faccio un corso accelerato: scusate, ma sono appunto un prof.
Ricorderete l'appello del Presidente della Repubblica quest'estate sulle migliaia di "ricercatori" vincitori di regolare concorso che non venivano assunti. Si tratta di un'idea di Tremonti: risparmiare qualche miliardo ritardando per mesi e fino a un anno la presa di servizio di coloro che hanno vinto un concorso (docenti e non docenti, cioe' anche segretari amministrativi, uscieri, 'bidelli'). Questo blocco delle assunzioni e' stato riproposto, malgrado l'appello di Ciampi, anche per il prossimo anno. Risultato: i docenti anziani vanno in pensione, l'universita' non assume e dunque non fa entrare giovani, il ceto universitario italiano diventa tra i piu' vecchi, non si rinnova, anzi si riduce soltanto, coi pensionamenti.
Il sito finora migliore per informarsi rapidamente su tutta la questione e' quello che indicava Livia: http://protesta.di.uniroma1.it
Vedi in particolare, in quel sito, le varie "presentazioni del ddl (disegno di legge) Moratti", molto chiare ed efficaci!
Io appartengo a un gruppo di docenti & studenti che sta facendo molto casino a Pescara (motto: "Universita' all'ultima spiaggia"): abbiamo fatto un corteo con questo motto, e ci siamo equipaggiati di conseguenza: perfino i professori sono venuti col salvagente alla vita, materassini, tutti avevamo palette e secchielli per indicare con quali strumenti si fara' ricerca d'ora in poi nell'universita' pubblica... Siamo finiti su tutti i giornali (guardate ad es. i siti di "Repubblica", "La Stampa", "Il Tempo" ediz. Abruzzo - se volete i links, poi ve li mando),io sono stato intervistato perfino da Radio Capital...
Non siamo contro il governo in se', ma difendiamo un pezzo-chiave del sistema Italia, quello della ricerca e dell'alta formazione, dallo sfascio in cui vogliono gettarlo i politici, non solo il centrodestra, ma gia' prima il centrosinistra: il ministro Berlinguer dapprima (al tempo dell'Ulivo) e adesso molto peggio la Moratti. Difendiamo quel pezzo di democrazia che e' la possibilita' stupenda di avere una universita' di massa aperta a tutti, ma al tempo stesso di qualita'. Formazione superiore come chance di tutti, invece di doversi iscrivere a universita' costosissime come negli USA (dove perfino le famiglie ricche devono mettersi a risparmiare fin da quando il figlio nasce, per potergli pagare un giorno l'universita': e' una universita' per soli ricchi).
Ma ecco che la Moratti si e' fatta scrivere a gennaio il famoso "disegno di legge per il riordino della docenza universitaria" (d'ora in poi lo chiamero' ddl Moratti) da chi? Dal rettore della Luiss! E nella Finanziaria scorsa, per la prima volta, ci sono 70 milioni di Euro regalati senza criterio, cioe' senza controlli meritocratici riguardo alla distribuzione, alle universita' private (ad es. il San Pio V di Roma, una specie di liceo religioso) MENTRE si tagliano ulteriormente i gia' magri finanziamenti all'universita' pubblica.
Un punto fondamentale da capire e' che il piu' danneggiato e' lo studente: la didattica universitaria potra' (dovra', per via dei drastici tagli ai finanziamenti che sono cominciati sotto Tremonti) essere affidata a semplici laureati che non saranno piu' stati selezionati con un concorso nazionale. Dunque la lezione non avra' piu' nulla a che fare con la ricerca (il professore universitario che porta gli studenti a contatto con il suo personale lavoro al progresso delle conoscenze), e questo e' la morte dell'universita'.
Un altro punto fondamentale: e' inaccettabile che si continui a far calare dall'alto, dal ministero, leggi che stravolgono l'universita' senza consultare minimamente gli interessati, i docenti e studenti che FANNO l'universita', da qualche anno con disagi aggravati da queste Leggi che piovono come fulmini a ciel sereno (universitas studiorum, fin dalle origini medievali di questa istituzione, significa questo: la comunita' dei docenti e degli studenti di tutte le discipline, non significa "appendice di un ministero").
Questo e' violare le regole elementari della democrazia. La Moratti non ascolta neanche la CRUI (Conferenza - cioe' confederazione - dei Rettori di tutte le Universita' Italiane) che piu' volte hanno minacciato percio' di dare le dimissioni in blocco. I Rettori chiedono il ritiro immediato del ddl e la sua sostituzione con un progetto di riforma concordato insieme all'universita'. A questa richiesta ci associamo anche noi, docenti, precari, studenti. Non siamo contro le riforme: noi vogliamo anzi una vera riforma, degna di questo nome.
Un altro punto fondamentale: se, come si ostina a volere il ministro Moratti, il ddl andra' in parlamento a meta' dicembre per i passaggi definitivi tra camera e senato (e per questo ci dobbiamo muovere subito, per questo la protesta e' alle stelle!), con la sua entrata in vigore verso luglio 2005 nella carriera universitaria si restera' precari fin verso i 50 anni di eta', sempre sotto ricatto dei propri superiori di ruolo: se vuoi diventare un lontano giorno un docente di ruolo, dira' il barone di turno, se vuoi avere il posto fisso, devi stare ai miei ricatti, devi essere il mio schiavo in tutto, altrimenti il contratto non viene rinnovato e ti trovi in mezzo a una strada, perche' non puoi piu' essere assunto a contratto da un'altra universita'. Considerate che per quasi tutti i settori universitari, non solo in quelli umanistici, e' praticamente impossibile riciclarsi nel privato: anche un ingegnere o un economista che per un paio d'anni abbia insegnato nell'universita' anziche' stare in ditta, per un'azienda e' gia' out, non ragiona piu' con l'ossessione del solo fatturato...
Conseguenze: fuga dei cervelli o meglio morte dei cervelli, nel senso che nessuno - pure se ha talento intellettuale per la ricerca - scegliera piu' questa vita di assurdi sacrifici.
Altro punto cruciale che pochi studenti conoscono: altro che risanare le finanze dello Stato, la legge Moratti vuole abolire la distinzione tra docenti a tempo pieno e "a tempo definito": sapete cosa vuol dire? Nell'universita' insegnano part-time tanti professionisti (avvocati, consulenti aziendali ecc.) ai quali il titolo di "Prof.", sia pure legato a un semplice part-time, conferisce una legittimazione ufficiale della competenza e autorevolezza, e' insomma un rafforzamento del loro prestigio professionale. E' giusto che lo Stato corrisponda a queste figure, che hanno il loro baricentro economico in tutt'altre sfere (altri pianeti rispetto a uno stipendio statale da insegnante!), solo una parte dello stipendio, che invece conferisce intero a quei professori che scelgono il "tempo pieno", cioe' vivono solo per la ricerca, la didattica e la formazione. Ora, il ddl Moratti vuole appunto annullare questa distinzione pagando anche ad avvocati e consulenti con parcelle milionarie l'intero stipendio da professore. Dal punto di vista di costoro, l'"aumento" dello stipendio sara' irrisorio, oggetto di battute spiritose; ma per il sistema universitario sara' invece una catastrofe: infatti, come ogni riforma dell'universita', anche questa si vuole fare a costo zero, senza cacciare un centesimo dalle casse dello Stato. Allora il budget delle universita' gia' ridotto all'osso dovra' servire d'ora in poi a pagare anche lo stipendio statale intero a ricchi professionisti. L'articolo 3 del ddl ("Copertura finanziaria"), di imbarazzante brevita', dice che "all'onere derivante dall'abolizione dell'impegno a tempo definito" si fara' fronte con le "economie" (strano eufemismo casareccio per: risparmi, tagli) "derivanti dalla contestuale riduzione dele supplenze e degli affidamenti", cioe' dal taglio di tutti quei contratti sottopagati (e super-sottopagati, di fatto volontariato), assunti da docenti precari o di ruolo, spesso gratuiti, grazie ai quali il sistema universitario italiano riesce a stare a galla. In pratica, si ridurranno drasticamente le discipline (le "materie") insegnate finora nelle universita'. Con grande sforzo, i docenti si sono finora prestati a questo tour de force pur di garantire la ricchezza dell'offerta formativa nonostante la mancanza di mezzi messi a disposizione dallo Stato. Le vere vittime sono gli studenti, che vedranno ridursi le discipline insegnate.
Capite che non sono in gioco soprattutto i "ricercatori" o i "docenti"?
In cambio, il ddl chiede agli ex part-time di garantire un monte ore di attivita' didattiche pari a quello dei docenti a tempo pieno. Ma come e' pensabile? Questo monte ore sara' coperto sicuramente, nel caso dei professionisti semiuniversitari, dai giovani precari a vita creati dal ddl, e sempre piu' ricattabili. In un sistema universitario in cui gia' a volte i ricercatori scrivono il libro per conto del professore nella speranza non certa di essere almeno citati tra i ringraziamenti, sara' la nuova figura del contrattista (che sostituira' il riercatore, messo a esaurimento) a fare le veci del professore per riempire il registro con tante ore di "lezioni frontali" e tante altre ore di vita universitaria. Ma ve lo immaginate l'avvocato di grido o il consulente aziendale di successo che perde ogni anno centinaia di ore a ricevere gli studenti o a correggere le tesi di laurea? Per crederci, consultare il testo del ddl:
http://www.sci.unich.it/~cangelmi/ddl/
cliccare sul link: testo-emendato.pdf testo varato dalla Commissione Cultura della Camera (31/07/04)
ciao a tutti e scusate la lunghezza
Daniele (Pescara)


Daniele (Pescara)
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Per Daniele
Sei stato molto esauriente!!è bello sentiersi supportati...nel forum sono tutti favorevoli alla riforma Moratti nonostante io abbia provato a spiegare questa non è una buona riforma come non lo è stata la precedente e che sarebbe più opportuno istituire un tavolo tecnico con i diretti interessati e discutere i cambiamenti necessari da effettuare con misire adeguate!!
p.s.
carina l'idea della protesta e del motto!!
un saluto

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........a ve lo immaginate l'avvocato di grido o il consulente aziendale di successo che perde ogni anno centinaia di ore a ricevere gli studenti o a correggere le tesi di laurea?

E' solo il frutto della paura degli attuali accademici .........In inghilterra avevo un noto professionista che il giovedì pomeriggio si "abbassava" a fare tutoraggio di gruppo a noi studenti. Non era professore, ma esperto della materia, corrispondente ad un "lecturer" che oltre alla sua attività professionale, temporaneamente sospesa per far fronet agli impegni universitari di un trimestre, si degnava di spiegarci con meticolosità e passione il frutto del proprio lavoro tradotto in quel momento in insegnamento a noi poveri studenti.

Anche lui era un contrattista ed era, pensa un po, un pezzo grosso della Golder ..... e si era abbassato a noi

Temo che molti stiano travisando il ddl moratti fornendo interpretazioni un tantino paradossali fomentate anche da certe fazioni politiche che hanno, da tempo, fagocitato il mondo universitario e che vedono, probabilmente, la possibilità di perdere la gestione, a proprio piacimento, di certi interessi .......

Qui lo dico e qui lo nego.

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Livia ti sei allargata dicendo tutti!


FunkyG
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Noi che abbiamo sperimentato altri sistemi, che in molto assomigliano alla riforma Moratti, chiediamo per lo meno di sperimentare e non di protestare a priori

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Daniele permettimi qualche commento....

Quote:
universita' costosissime come negli USA (dove perfino le famiglie ricche devono mettersi a risparmiare fin da quando il figlio nasce, per potergli pagare un giorno l'universita': e' una universita' per soli ricchi).
Non sapevo di avere una famiglia cosi` ricca, pensavo di essermi preso la laurea in USA lavorando per il dipartimento....si vede che tutti gli altri studenti che lavoravano nelle biblioteche o nella sala mensa del campus lo facevano per noia....Ho dei colleghi inglesi che hanno studiato in istituti pubblici ma la loro preparazione in geofisica e geologia e` ottima ed all'avanguardia.
Come me lo spieghi? Il sistema anglosassone non sara` perfetto ma funziona sia come didattica sia come piazzamento postlaurea del neolaureato.

Quote:
....la lezione non avra' piu' nulla a che fare con la ricerca (il professore universitario che porta gli studenti a contatto con il suo personale lavoro al progresso delle conoscenze)....
Con tutto il rispetto per i docenti (che non vengono mai a dire la loro su questo forum), io ho passato ore di lezione ascoltando bla bla su dove fosse il limite del metamorfismo alpino.....avrei preferito una lezione su come si usano modelli idrogeologici o su come si leggono logs. Per te che non sei geologo, intendo = meglio una lezione hands-on su qualcosa di molto pratico piuttosto che pura teoria. Il problema e` che esiste un gap tremendo tra la ricerca geologica italiana ed il know-how richiesto dell'industria internazionale, sia essa petrolifera od ambientale. Ergo, se cambiano didattica ancora meglio per quanto mi riguarda.

Quote:
Conseguenze: fuga dei cervelli o meglio morte dei cervelli, nel senso che nessuno - pure se ha talento intellettuale per la ricerca - scegliera piu' questa vita di assurdi sacrifici.
Mi sembra che i cervelli scappassero anche prima, indipendentemente dal governo al potere. Per fare ricerca ci vogliono fondi, per avere fondi ci vogliono sponsors. Allora i cervelli vanno dove ci sono i fondi. E` il sistema di un universita` scientifica separata dall'industria che non va bene.

Quote:
....il ddl Moratti vuole appunto annullare questa distinzione pagando anche ad avvocati e consulenti con parcelle milionarie l'intero stipendio da professore.
In questo sono d'accordo. Personalmente credo che si dovrebbe essere docente, dedicandosi pienamente alla didattica e ricerca scientifica+fondi, o professionisti.


Stefano Baffi

"Chi dice che le faglie non s'incrociano?"

Senior Geoscientist
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Per sbaffi: beh almeno parliamo di cose concrete, evviva. Forse non sapete che da Tremonti in poi sono stati fatti tagli progressivi ai finanziamenti alla ricerca per centinaia di milioni; forse non leggete i giornali che riportano oggi la notizia che – anche in conseguenza di cio’ - l'OCSE ha percio' redarguito l'italia come il paese che spende meno di tutti in ricerca (1% circa sul Pil contro il 3-6% degli altri, per non parlare del 9% del Giappone); forse non sapete che nella Finanziaria che si discute alla camera in questi giorni c'e' si’ la restituzione di alcune centinaia di milioni di Euro sottratti all'universita' negli anni scorsi ma che intanto le assunzioni negli enti di ricerca restano bloccate come lo sono da anni... Lo so, voi vi aspettate tutto dal mercato, e in questo siete in piena sintonia col vostro amato Governo: anche lui si aspetta tutto dal mercato, poi se il mercato tace, tanto peggio per tutti, e’ colpa ora dell’11 settembre, ora della pioggia...
Quello che rilevo e’ che la vostra esperienza negativissima dell’universita’ pubblica, assolutamente degna di fede, non vi ha insegnato quasi nulla, perche’ e’ in contraddizione con la vostra cieca fiducia nelle riforme della Moratti: queste non faranno che aumentare a dismisura il potere dei baroni che siedono gia’ nell’universita’, mentre tutti gli altri diventeranno precari ricattabili. La possibilita’ di sponsorizzare e privatizzare c’era gia’ prima, non di questo si tratta, ma dell’ingerenza dei politici nelle strutture di ricerca. Sapete che le commissioni di concorso per reclutare i docenti saranno in parte di nomina ministeriale, cioe’ politica? (ma questo e’ un concetto un po’ arduo: gli ordinari anziani faranno la fila al ministero per garantire la loro piena sottomissione affinche’ i concorsi tolgano di mezzo chi non e’ politicamente gradito: Liberta’, evviva!)
Inoltre l’esempio del “giovedì pomeriggio” (portato da VM) elargito da un professionista inglese e’ si commovente, ma ancor piu’ commovente e’ il fatto che il ddl Moratti sul riordino della docenza universitaria che andra’ alla Camera a gennaio prevede che i professionisti privati che insegnano attualmente part-time nell’universita’ insegnino non un “giovedì pomeriggio” ma 350 ore l’anno. Fatevi un paio di conti: vi pare realistico? Sapete chi fara’ queste 350 ore di lezione, ricevimento studenti, esami, tesi di laurea? I soliti galoppini e portaborse, anzi ce nesaranno molti di piu' a costo zero: Se questa vi sembra una miglioria all'insegna della qualita’… Come al solito le riforme questo governo le fa a costo zero, perche’ se si vuole tagliare le tasse ai ricchi bisogna tagliare i servizi per tutti.
Io ho studiato nella Germania di Helmut Kohl, fine anni ’80 e inizio ‘90, il paese col reddito pro capite allora piu’ alto del mondo, le tasse universitarie non esistevano, credo di sapere di cosa parlo quando descrivo una universita’ pubblica di qualita’… Voi credete ancora che il declino dell’Italia non sia colpa di Berlusconi, al potere da 10 anni…poveri ragazzi illusi da tante baggianate, del resto gli strumenti per capire chi ve li da, Gerri Scotti? Senza rancore, soprattutto verso Baffi che e’ l’unico a non aver risposto in modo puramente ideologico.


Daniele (Pescara)
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