Parliamo ancora di fatti e non di "sogni" vaghi in un futuro che sarebbe migliore solo perche' a firma BerlusconiMoratti:
1) Probabilmente non sapete che poche settimane fa la Moratti ha firmato per conto dell'Italia un singolare rifiuto a beneficiare dei fondi UE per i progetti di eccellenza. Tutto cio' senza consultare l'Accademia dei Lincei (che a posteriori ha reagito con sdegno) ne' il CNR ecc. L'unica spiegazione possibile e' che la Moratti non vuole che la UE dia alla poverissima ricerca italiana soldi che vengono distribuiti col solo criterio dell'eccellenza, sfuggendo al controllo politico ministeriale. Per capirci, in Italia stanno tagliando il ramo della ricerca, in blocco.
Vi accludo documento-appello dell'ADI in proposito.
Avete visto il rapporto dell'OCSE sul disastro della ricerca in Italia? (Sta su tutti i giornali cartacei e on line in questi giorni. Pensate che l'OCSE sia un covo di comunisti oppure che come al solito i soli dieci (leggi: 10) anni di Berlusconi & Tremonti & Moratti non abbiano avuto il tempo necessario per fare i miracoli annunciati?

2) Sulla situazione del CNR, che Stefano dall'Olanda immagina un po' troppo rosea, vi accludo una comunicazione/analisi dall'Osservatorio della ricerca.

3) Infine, le proposte dell'ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari su ricerca e docenza

Buona lettura a tutti coloro che vogliono fare qualche sforzo in piu' rispetto agli articoletti faziosi e a contenuto zero di informazione. Ha ancora ragione Livia, per informarsi, uno slogan non basta.
Daniele
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From: "Segretario ADI" <segretario@dottorato.it>
Sent: Tuesday, November 16, 2004 5:25 PM
Subject: [ADI-NOTIZIE] Appello Adi-Eurodoc per l'European Research Council
> ----------------------------------------------------------
> ADI - ASSOCIAZIONE DOTTORANDI E DOTTORI DI RICERCA ITALIANI
> Lista di News ADI-notizie - moderata
> ----------------------------------------------------------
>> A tutti gli interessati, con preghiera di massima diffusione
>
>
> Questo messaggio, aperto a chiunque abbia a cuore lo sviluppo e il
> progresso della
> ricerca italiana ed europea serve ad informare che l'ADI ha avviato una
> raccolta di
> firme per spingere il Governo Italiano a rivedere la propria posizione di
> contrarieta' all'istituzione dell'European Research Council, un'agenzia
> finanziatrice di progetti di ricerca selezionati secondo il solo criterio
> dell'
> eccellenza e riguardanti tutta l'area della ricerca di base. Le
> sottoscrizioni sono
> raccolte in riferimento alla lettera formulata da EURODOC, la
> confederazione europea
> dei giovani ricercatori, che per prima ha sollevato il problema.
> L'ADI, da sempre schierata per la valutazione e le distribuzioni di fondi
> per la
> ricerca secondo criteri meritocratici e non "a pioggia", vede
> nell'istituzione di
> tale agenzia un'importante opportunità di crescita per i ricercatori più
> validi in
> un momento in cui una penuria di fondi affligge tutta la ricerca italiana
> e la
> ricerca di base in particolare.
>
> Tutti i riferimenti al tema in questione sono disponibili su:
> www.dottorato.it/appello
> Dove e' anche presente la form attraverso cui aderire all'appello.
> Vi preghiamo di dare ampia diffusione a tale indirizzo.
>
> Il CdA dell'ADI

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Da OSSERVATORIO DELLA RICERCA www.osservatorio-ricerca.it

>Le vicende che riguardano la ricerca pubblica vanno aggiornate con un
>nuovo preoccupante capitolo.
>
>Se e' vero che l'Universita' (grazie soprattutto alla mobilitazione che si
>e' scatenata negli atenei italiani) e' riuscita a ridurre i danni
>(evitando il blocco delle assunzioni, recuperando un aumento di 438
>milioni di euro dei 600 ritenuti necessari per sopportare i naturali
>incrementi di spesa, e ottenendo il rinvio della discussione sullo stato
>giuridico della docenza), per gli ENTI PUBBLICI DI RICERCA la situazione
>e' (senza esagerazioni) GRAVISSIMA!!
>
>La finanziaria 2005 prevede infatti per gli EPR un NUOVO, INSOPPORTABILE,
>BLOCCO DELLE ASSUNZIONI DI TRE ANNI: siamo al quarto anno consecutivo (e
>si potrebbe tener chiuso il sistema ai giovani fino a tutto il 2007)!
>Si prevede inoltre una riduzione del 5% degli organici degli EPR.
>Trovate maggiori dettagli sul nostro sito:
>www.osservatorio-ricerca.it
>
>Ci chiediamo come possano questo Governo, il Ministro Moratti, e l'attuale
>maggioranza continuare a fingere di volere rilanciare il sistema della
>ricerca nel paese dopo aver varato dei provvedimenti tanto penalizzanti.
>Per questa ragione l'Osservatorio sulla Ricerca sente l'urgenza che dalla
>Politica nasca e si affermi la volonta' seria di farsi carico degli
>interessi di questo settore. Stando ai convegni, alle dichiarazioni
>pubbliche, ai fondi sui giornali e ai pareri dei piu' disparati esperti
>c'e' piena volonta' e convinzione nel riconoscere valore strategico al
>settore. Auspichiamo che si passi presto (prima che sia troppo tardi, e
>siamo quasi oltre la soglia!) dalle parole ai fatti e si dia seguito ad un
>serio piano di sviluppo strategico su cui sarebbe opportuno convogliare le
>piu' illuminate intelligenze e il piu' ampio schieramento di attori
>competenti nel Paese.
>
>Evitiamo qui di parlare di alcune importanti questioni riguardanti
>l'Universita' (come la nuova riforma degli ordinamenti didattici - il
>cosiddetto 1 + 2 + 2 - o come alcune questioni comunque sollevate
>dall'emendamento della finanziaria che sembrano penalizzare ancora una
>volta l'autonomia dell'Universita'), mentre dedichiamo la seconda parte di
>questa mail a fare un doveroso punto sugli enti pubblici di ricerca e sul
>CNR in particolare, in cui la situazione e' grave non solo per i
>provvedimenti di cui sopra ma anche per le evoluzioni interne.
>Affrontiamo un punto generale per gli EPR e altri due che danno conto, da
>prospettive differenti, di una situazione di difficolta' per il piu'
>grande ente di ricerca nazionale.
>
>Punto 1.
>Il prospettato taglio di finanziamento agli EPR contenuto nella
>finanziaria 2005 sembra non essere affatto denunciato/contrastato dagli
>attuali organi dirigenti di questi enti. Lo hanno forse fatto in via
>privata, in via informale, utilizzando pressioni di altro genere?
>Benissimo: quali sono i risultati?
>Nuovo blocco assunzioni e riduzione 5%!
>Di fronte a cio' ci aspetteremmo che ora si sollevasse forte e alta la
>loro protesta. La maggior parte di questi Enti sono stati riformati
>proprio dall'attuale Governo per essere rilanciati (almeno cosi' disse il
>ministro Moratti), ma nessuna riforma di reale rilancio puo' essere fatta
>riducendo l'investimento! Tanto piu' in un settore in cui tutti concordano
>(dati alla mano) si investa troppo poco!
>De Maio protesto' qualche tempo fa, da commissario del CNR, per
>l'investimento del governo sull' IIT che di fatto drenava risorse agli
>altri enti gia' avviati e consolidati. E' forse anche questa la ragione
>del suo allontanamento dal CNR?
>Quando oltre 2 anni orsono denunciammo i rischi di assoggettamento
>politico degli organismi di guida degli enti di ricerca, temevamo anche
>questo genere di ripercussioni.
>
>Sul CNR in particolare:
>
>Punto 2.
>Si sta procedendo di fatto alla ristrutturazione della rete di ricerca
>attraverso la leva dipartimentale in via di costituzione.
>Il problema principale, che intendiamo denunciare e' l'idea di rivisitare
>l'intera organizzazione del CNR attraverso 2 chiavi:
>- i progetti dall'alto e
>- la costituzione di una struttura/catena gerarchico-autoritaria di ruoli
>e funzioni.
>Saremo estremamente sintetici. Rispetto al primo punto, l'attività
>progettuale e' certamente rilevante a patto che sia: (i) l'incontro tra le
>esigenze dal basso e le indicazioni dall'alto; (ii) trasversale
>all'attivita' di ricerca libera ed esplorativa (cosa che sembra
>chiaramente ridotta ed emarginata nella riorganizzazione dell'ente).
>Rispetto alla seconda chiave: si intende evidentemente costituire una
>"filiera autoritaria":
>Presidente - Direttori di Dipartimento - Capi Progetto - Capi commesse
>attraverso cui si potra' far passare qualunque decisione e
>(ri)orientamento delle attivita' senza alcuna possibilita' di reale
>confronto e valutazione da parte della comunita' scientifica.
>
>Punto3.
>Nel CNR iniziano ad emergere critiche e preoccupazioni rispetto a questo
>processo.
>Va in questo contesto citato l'interessante documento pubblicato sul sito
>di "Le Scienze" (http://www.lescienze.it/forum.html) che esprime
>un'analisi per molti versi condivisibile della ristrutturazione in corso.
>Va pero' detto che questo documento e' presentato non con la firma dei
>proponenti ma in forma anonima.
>Questo fatto ci preoccupa molto!
>C'e' nel CNR un clima tale da non poter esprimere critiche sulle modifiche
>che si stanno apportando all'ente senza rischiare di incorrere in
>penalizzazioni di qualche tipo (di carriera, disciplinari, etc.)?
>Non sappiamo rispondere. L'anonimita' del documento su Le Scienze sembra
>suggerire risposte positive a questa domonda.
>Noi pero' riteniamo che proprio il convincimento del danno che si farebbe
>al CNR, alla ricerca pubblica e ancor piu' in generale al Paese dovrebbe
>dare forza e convinzione a chi muove critiche in difesa di interessi generali.
>Come Osservatorio la nostra critica e analisi continuera' ad essere
>presente e pubblicamente nota. Chiediamo a tutti di fare analogo sforzo:
>sarebbe intollerabile un clima (che puo' essere anche favorito dal
>nascondere il proprio dissenso dietro l'anonimato) in cui lo spazio per la
>discussione fosse in qualunque modo ridimensionato.
>Se un simile clima dovesse presentarsi, l'Osservatorio si farebbe
>certamente carico di contrastarlo e denunciarlo.
>
>Indichiamo infine il programma di un'iniziativa su universita' e ricerca
>che si terra' a Roma il prossimo 10 dicembre:
>http://www.dsi.uniroma1.it/~cencia/OTTOPROPOSTE/index.html
>
>Tagli, blocchi assunzioni, percezione di un clima di censura: per la
>ricerca pubblica l'inverno appare gia' molto inoltrato.
>
>
>Scusandoci per la lunghezza di questa mail.
>
>Cordialmente
>Osservatorio sulla Ricerca
*******************************************

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari
>
>= SBLOCCO DELLE ASSUNZIONI
>= DDL DE MAIO-MORATTI
>= DDL CUN-MORATTI
>= RIFORME URGENTI
>
>SBLOCCO DELLE ASSUNZIONI
>La mobilitazione del mondo universitario contro il DDL Moratti sullo stato
>giuridico dei docenti ha avuto e ha tra i suoi obiettivi il ritiro del DDL
>stesso e l'approvazione immediata di provvedimenti che consentano il bando
>straordinario di posti in ruolo per i giovani docenti, il riconoscimento a
>tutti gli attuali ricercatori del ruolo di professore, una riforma dei
>concorsi che distingua nettamente il reclutamento dall'avanzamento di
>carriera.
>Assieme a questi obiettivi, gli Organismi accademici, le Assemblee e le
>Organizzazioni unitarie della docenza hanno con forza richiesto lo sblocco
>delle assunzioni. Un atto dovuto anche perché i bandi dei concorsi sono
>coperti finanziariamente a monte dagli Atenei.
>Ed è grazie a questa mobilitazione unitaria e, in particolare, alla
>determinazione dei diretti interessati, che si è riusciti a ottenere che il
>recente sub-emendamento del Governo alla legge finanziaria - che deve
>essere ancora approvato dall'Aula del Senato - non preveda il rinnovo del
>blocco delle assunzioni all'Università. Un provvedimento imposto con le
>'finanziarie' passate anche per l'assenza di un Organo di rappresentanza
>del Sistema nazionale delle Università in grado di difenderne l'autonomia.
>La mobilitazione del mondo universitario, nei confronti della legge
>finanziaria, deve essere mantenuta non solo per impedire che il rinnovo del
>blocco delle assunzioni all'Università rientri dalla 'finestra' dell'Aula
>del Senato, ma anche per ottenere lo sblocco delle assunzioni negli Enti di
>ricerca e il finanziamento straordinario per il bando di 20.000 posti di
>ruolo per il reclutamento nella docenza, senza il quale non si dà alcuna
>prospettiva agli attuali precari e non si previene il vuoto derivante dal
>pensionamento di circa la metà degli attuali professori e ricercatori nei
>prossimi anni.
>
>DDL DE MAIO-MORATTI
>La mobilitazione del mondo universitario deve continuare, anzi deve
>crescere d'intensità, per ottenere il ritiro del DDL governativo sulla
>docenza, un provvedimento che completerebbe l'opera di demolizione
>dell'Università statale. E se dovesse iniziare nell'Aula della Camera la
>sua discussione, la protesta di tutte le Università si trasformerebbe nel
>blocco di ogni attività.
>L'eventuale ritiro del DDL dovrebbe comunque essere annunciato direttamente
>e pubblicamente dal Ministro. 'Preannunci' fatti da altri sono tanto
>impropri quanto incauti.
>
>DDL CUN-MORATTI
>La lobby accademica trasversale, che da anni opera per gestire
>privatisticamente le risorse pubbliche per la ricerca e l'alta formazione,
>favorendo le proprie 'eccellenze' a discapito delle Università statali, ha
>bisogno vitale di impedire che le Università siano rappresentate da un
>Organo nazionale di autogoverno democraticamente e direttamente eletto da
>tutte le componenti. Per questo è stato più volte prorogato l'attuale CUN,
>la cui composizione è peraltro da anni illegittima. E per questo il Governo
>è stato convinto a condividere la controriforma del CUN (elaborata
>dall'attuale CUN), 'traducendola' in un suo disegno di legge già approvato
>dalla Maggioranza della Commissione Istruzione del Senato.
>La lobby preferisce che la rappresentanza esclusiva delle Università venga
>riconosciuta alla CRUI, un Organismo che, per la sua stessa composizione,
>non è in grado di esprimersi validamente sulle questioni generali
>dell'Università diverse da quella del finanziamento, come ha anche
>recentemente dimostrato. Infatti ogni Rettore è eletto esclusivamente per
>governare il proprio Ateneo, in competizione con le altre Università e in
>rapporto con il proprio territorio; ed è quindi portatore di interessi
>particolari e non può rappresentare e curare gli interessi generali delle
>Università italiane. MAI un Rettore ha ricevuto un mandato su un programma
>di politica universitaria nazionale.

>RIFORME URGENTI
>Oltre alla richiesta di ritirare il DDL governativo, va ribadita l'urgenza
>di approvare tre provvedimenti che prevedano:
>1. il bando nei prossimi anni di almeno 20.000 nuovi posti in ruolo nella
>terza fascia per i giovani docenti;
>2. la trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia dei
>professori, con l'espressa previsione della loro partecipazione ai Consigli
>di facoltà;
>3. la fine dell'attuale mercato dei concorsi, con una riforma che
>distingua
>nettamente il reclutamento (prevalentemente concorsi nazionali nella terza
>fascia) e l'avanzamento di carriera (giudizi nazionali individuali, con
>pieno e immediato riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore
>chiamata della Facoltà dove il docente continua a lavorare), prevedendo uno
>specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. È
>indispensabile che a tutti i livelli le commissioni giudicatrici nazionali
>siano composte solo da professori ordinari sorteggiati.
>
>2 dicembre 2004


Daniele (Pescara)